giovedì, marzo 31

Restyling

Non son molto convinta di questo template, ma ero stufa di quello di prima. Causa manifesta inettitudine mi son dovuta accontentare di un template di blogger.
Tra l'altro ho reinstallato haloscan che si è mangiato le centinaia e centinaia di commenti ai miei post.
Mannaggia a lui..

mercoledì, marzo 30

Poverina

Cosa non si fa per gli amici...la minacciosa donna incinta stasera mi obbliga a guardare quella grande cazzata che è The bachelor 3. Ma lo faccio giusto per amicizia e dovere d'informazione. Che sia chiaro.
Quindi ssshhhhh!

martedì, marzo 29

Altra foto fatta ieri. Questa sembra un po' la casa di Biancaneve.

lunedì, marzo 28

Batz-sur-mer. Lunedi' di Pasquetta e tradizionale gita fuori porta.
Le Croisic. La foto è mia (e si vede...).

venerdì, marzo 25

Tu chiamali, se vuoi, luoghi comuni

In palestra. La mia nuova amica Signora Anoressica è sul tapis vicino a me. Mentre trascino la mia stanca coscia malata, lei trova il tempo di dirmi:

"Ah, lei è Italiana? Ahh!! Italia pasta pizza!!"

"E' vero che le donne italiane sono belle da giovani e poi, da vecchie, diventano sformate e se ne stanno sempre ai fornelli?". Risposta: "Eh si'".

"E' vero che gli Italiani sono sempre tutti elegantissimi?". Risposta: "Eh si'".

"Le donne italiane sono tutte bellissime e molto formose, molto mediterranee. Lei no invece". Risposta: "Eh no".

"Ah lei è di Padova, vicino a Venezia? Ah quindi viene dal profondo sud!!". Risposta: "Eh si'".

Perché deluderla, dopotutto? Ha pure detto che assomiglio a Isabella Rossellini!

Qualche libro a casaccio

Nel più puro stile "Cara Nonna Papera", ecco qualche consiglio non richiesto in materia di libri per la santa Pasqua.

- Dan Brown, Il codice Da Vinci. Ma solo se dovete affrontare un lunghissimo volo transoceanico e temete di morire di noia. Io l'ho provato e in più, dopo la lettura, funziona benissimo come poggiapiedi.

- Didier Daeninckx, Métropolice. Solo se siete a Parigi sulla linea 4 della metro, vicino a Châtelet, e nel libro che state leggendo si parla di un terrorista che vuole mettere una bomba sulla linea 4 della metro, vicino a Châtelet.

- Melissa Bank, Manuale di caccia e pesca per ragazze. Massi', una domenica pomeriggio tranquilla sul divano. Il libro, poi, non macchia né lascia alcuna traccia dopo la lettura.

- William Boyd, Any human heart. Eletto miglior libro 2003 dalle lettrici di Elle. Una garanzia, no? E la scelta è buona, ché il libro, un'autobiografia fittizia che attraversa tutto il 20° secolo, è accattivante.

- Tom Sharpe, Wilt 1. Per poi continuare con Wilt 2 e Wilt 3. Ma anche con un altro qualunque dei libri di Tom Sharpe, illustre (e poco conosciuto) umorista inglese. Come non morire dal ridere di fronte a Eva in pigiama giallo, alle quattro gemelle scatenate, alle disavventure sessuali di Wilt e alle sue classi sconclusionate (Gas 3, Gesso 2, Carne 3...)? Gli estimatori capiranno, gli altri si faran domande sul mio QI (è molto basso, è ufficiale).

- Michel Tremblay, Chroniques du Plateau-Mont-Royal. Per lettori pazienti (sono 6 volumi) e francofoni convinti (i dialoghi sono scritti nel francese che si parla nel Québec, e devono essere letti con il relativo accento cantilenante e divertente). Difficile ma non impossibile, commovente e ipnotizzante. Dopo la sfida lanciatami da L'Altro ("tanto te non capiresti, è scritto difficile") sono arrivata al terzo volume, La duchesse et le roturier (La duchessa e il plebeo), e leggerlo è diventato una droga. Per fortuna è più prolifico (dal punto di vista letterario, ovvio) di un coniglio.

- Hennig Mankell, La leonessa gialla. Non l'ho ancora letto, ma Kurt Vallander è una garanzia. Penso sarà una delle mie prossime vittime.

Bene, ora devo tornare a leggere Tremblay.

Aggiornamento:

-Amélie Nothomb, Estetica del nemico o, a scelta, Stupore e tremori. Da mettere nel kit di sopravvivenza e da usare solo in situazioni estreme, del tipo: siete in uno sperduto paesino bretone per ragioni professionali, non avete la macchina, non esistono pullman e l'unico treno del pomeriggio passa quattro ore più tardi. In più nel detto paesino non c'è neanche un bar decente, quindi vi ritroverete in un bar sport, sintonizzato sul canale satellitare del totip, a bere un caffé dietro l'altro e ad ignorare i commenti degli avventori, con gli occhi bassi sul vostro fedele Amélie Nothomb d'occasione, uno dei duecento libri che la simpatica scrittrice francese ha nel cassetto e che centellina astutamente, al ritmo di due-tre all'anno (ipsa dixit).

De battre mon coeur s'est arrêté

Ieri sera sono andata al cinema con Ciop (Cip è in montagna, senno' ci avrebbe seguito come un'ombra fedele) a vedere De battre mon coeur s'est arrêté. Ovviamente non ho dimenticato di portare con me una buona dose di pregiudizi: contro il cinema francese, contro Romain Duris, novello Ridge, contro la storia (che temevo sanguinaria), contro me stessa che non riesce mai a dire di no e insomma ieri sera avevo pure adocchiato una serie poliziesca squanfida su TF1 tanto per passare la serata tranquilla e invece guarda te.
E invece.
E invece il film mi è piaciuto veramente molto : buona storia, niente tempi morti, un po'di violenza, quella si' (con Ciop che si copriva gli occhi con la giacca, povero caro), tensione, attori espressivi, humor (si ride, eh! e chi l'avrebbe detto!). Non ho guardato l'orologio neppure una volta, buon segno.

Tom è un giovane procacciatore d'affari immobiliari, come suo padre. Belloccio, nervoso, puttaniere, un pelo violento, amante della musica, non rifugge davanti a nulla per sfrattare inquilini abusivi o dar man forte al papà. Un giorno incontra casualmente un vecchio amico della madre, famosa pianista, e nella sua testolina comincia a farsi strada l'idea di riprendere a suonare e diventare un grande concertista. Qui mi fermo. Andate a vederlo, ché merita, soprattutto se avete visto Sulle mie labbra (stesso regista, Jacques Audiard) e vi è piaciuto.

Romain Duris, l'attore che interpreta Tom, è quello de L'appartamento spagnolo, un po' più sgaio e capellone. Da me subito ribattezzato "la mascella più sexy a ovest di Parigi" e "gli stivaletti (e il chiodo) anni 70 più repellenti di Francia e dintorni". Per gli estimatori del giovane: è inquadrato quasi sempre in primo piano, potete osservargli i punti neri e i tic facciali. Pero' è davvero bravo, non me l'aspettavo proprio. Ed è pure simpatico e tenero, molto spontaneo ed altamente espressivo.
L'ho visto qualche settimana fa, ospite in un programma televisivo: molto trendy, capello lunghetto e trasandato, camicia aperta su petto villoso (lo si vede bene anche nel film), sette collane, quindici braccialetti, due anelli a ogni dito, espressione ieratica. Ha visto la Madonna? Ha fatto voto di mutismo? Gli si è incollata la mascella? In ogni caso, è meglio che cambi pusher. Non è riuscito ad aprir bocca, gli sono usciti solo alcuni gargarismi (fatti male, poi, tipo cattiva digestione).

Una tizia seduta dietro di noi:
"Ach io feramente non afere capito tutto film, francese essere difffficille...per esempio non afere capito significato della parola perenzione". Trattasi di termine giuridico del tutto irrilevante nel film, io manco l'ho sentito.
Sempre la stessa tizia:
"Ach alla fine lui (bip bip bip bip)"
L'amica di lei:
"No, assolutamente, lui anzi (bip bip bip bip biiiiiiiiiiip)"
Sguardi eloquenti tra me e Ciop e risatine incontrollate. Beh, l'allemanda non aveva capito niente, e mica perché il film è francese eh, mica perché non sa cosa vuol dire perenzione, ché la scena finale è ben chiara anche a un sordomuto.
Cosi' abbiam finito per berci sopra.

giovedì, marzo 24

I danni dell'età. In realtà volevo fotografare le luci colorate lungo la Senna, vicino a Notre Dame, ma la mano non è più quella di una volta. Ecco spiegato il tremolio. Di vecchiaia si tratta (eppure porto bene i miei ** anni), non di tentativo di foto artistica....
Parigi, lo scorso week-end. L'Altro sta facendo la foto, quel coso nero in piedi a destra con aria insofferente sono io.

Changements

Zomp zomp zomp, e visto che marzo è bello perché pazzariello e litigarello, questo pomeriggio sono uscita e sono andata a tagliarmi i capelli. Tiè.

Parrucchiera: Ah, ma abbiamo dei capelli bianchi qui, eh?
Io: Eh eh (zoccola puttana), pare (mignotta, adesso vedi)....

Cosi', tanto per romperle i coglioni, l'ho obbligata a sfoltirmi le chiome fino allo sfinimento. Embé, mica mi si possono dire certe cose impunemente.

mercoledì, marzo 23

Ma perché? Perché CSI Las Vegas mi deve cadere nella fantascienza, con la storia del gemello buono e del gemello cattivo riuniti in un unico individuo, una sola personalità con doppio DNA? Eh? Come la storia del tizio morto per aver mangiato delle M & M's su cui era caduta della pioggia acida...qui stiamo veramente esagerando! Grissom, pensaci tu!

E a proposito di gemelli, come si fa a non pensare a Bart Simpson e al gemello cattivo Ugo, novello Frankenstein, allevatore di topipiccione rinchiuso in soffitta (anche se poi si scopre che è proprio Bart a essere il cattivo etc)?

Take it easy

C'è che:

- già è un periodo in cui non sono proprio di ottimo umore
-ringhio al solo guardarmi allo specchio
- ringhio anche alla gente, giusto per
- odio la primavera
- la mia vita sociale è pari a zero

in più:

questo pomeriggio, presa dalla smania di cucinare, sono andata nell'unico supermercato dei dintorni facilmente raggiungibile e non solo non ho trovato quello che cercavo ma al momento di pagare, alla cassa, un sacco di cose inutili, ho fatto cadere uno specchietto che ho da quando sono piccola. Detto specchietto si è ovviamente incrinato.
7 anni di sfiga mi aspettano, un po' di meno se rieso ad avere uno sconto. Mi sa che ci rivediamo alla fine del settimo.

venerdì, marzo 18

Ho il dente avvelenato

Per smaltire la doppia incazzatura di questa settimana (stavolta ce l'ho più che mai con gli Italiani) me ne parto in week-end a Parigi. Cerchero'di lasciare a casa la detta incazzatura, ma temo che l'infiammazione alla gamba e le varie allergie mi seguiranno fedelmente.

Forse una bella mangiata di sushi e il sole di questi giorni (in ogni caso: odio la primavera) serviranno a qualcosa.

Da leggere inl treno: Silvia Ballestra, La giovinezza della signorina N.N. (una storia d'amore) e Aldo Busi, Sodomie in corpo 11.

Cazzata appena sentita in tv: "E se la felicità, nel 21° secolo, fosse stare davanti alla televisione?". Pietà.

giovedì, marzo 17

Visto a Saint-Malo.

The Bachelor, oh yeah

Ancora sugli orrori della tv francese

Stasera una donna incinta e particolarmente minacciosa, la mia amica C., mi ha costretta a guardare una cosa orribile: una puntata di The Bachelor 3. Un giovane fighissimo, ricchissimo e dinamicissimo deve scegliere la donna della sua vita (nonché futura madre dei suoi figli) tra uno stuolo di ragazze ululanti (età media 23 anni, segno particolare: poco cervello). Tocchigna, sbaciucchia, scopazza e, alla fine di ogni puntata, consegna la famosa "rosa" alle prescelte. Seguono: lacrime delle fortunate e pianti dirotti delle eliminate.
Cosa succede nelle puntate (siamo alla terza)? Le bachelorettes, vestite come dei troioni, cercano di sedurre Karl, collo taurino e faccia da cicciobello. Non vi dico il tenore dei discorsi. Da chiedersi se qualcuno glieli scrive, a lui e a loro. Perché in caso contrario il livello è bassissimo e le ragazze son davvero scemotte. Quindi spero che tutto sia già programmato fin dall'inizio, che non sia un vero gioco ma una messa in scena, con delle attrici e un attore che in realtà non è né ricco né sgaio.
E' stato simpatico scambiare messaggi su msn (C. è a Lione ed io a Nantes) per due ore. I salopes, putes e pouffiasses si sono veramente sprecati, com'è facile immaginare da parte di due donne estremamente ipercritiche nei confronti di ogni altro essere di sesso femminile. Non abbiamo salvato nessuna delle concorrenti, ovvio.
Ed io mi son trovata, ah che vergogna, a sbirciare il sito ufficiale del programma (qui lo dico e qui lo nego).

mercoledì, marzo 16

Arditi calembours

Oggi a Nantes c'è puzza di (scusate l'ardito calembour) merda. Ho persino guardato sotto le scarpe per vedere se per caso ero io, ma no. E' proprio una puzza generalizzata. Chesso'io, sarà il vento che gira nel verso sbagliato e che porta i cattivi odori. Sarà la putrefazione. Boh. E cosi'ho fatto un passo in avanti rispetto a Brest, dove invece ogni tanto saliva dal porto un inquietante odorino di pollo morto (o di soia, come sostengono altri, impiegata nella lavorazione dei cadaveri di pollo). Piacevole, eggià. Ma uno ci fa l'abitudine. Un po'meno all'odore di merda.

Stamattina la Barbie bionda tutta di rosa e tacchi vestita che mi ha visitata ha decretato: stop alla palestra per una settimana, senno'continuero'ad avere male alla coscia destra. Mi annoiero'ancora di più, ma almeno per una settimana mi saranno risparmiate tre orride visioni: 1) la signora quarantenne anoressica, cui dei minuscoli fuseaux neri stanno troppo larghi, che fa tutti gli sport possibili e che solleva molti più pesi di me.
2) la coppia con neonato, anche se il marito sembra il nonno. Vengono sempre assieme e fanno gli stessi esercizi agli stessi attrezzi. Ovviamente la culla col pargolo ululante è sempre di fianco a loro (e agli altri poveri malcapitati), nonostante la presenza di un'apposita garderie.
3) la tipa figa (crede lei) in pantaloni bianchi trasparenti che vuol fare vedere che, lei, non ha nulla da nascondere.

Posso cosi'terminare tranquillamente la lettura di In cold blood di Truman Capote. Agghiacciante.

lunedì, marzo 14

L'altro esserino preferito: Uli, anche lui una decina d'anni, secondo tiranno di casa.

Presentazioni/ 1

Ecco uno dei miei esserini preferiti: Penny, dieci anni e qualcos'altro, tiranna di casa G.


Prima o poi la rapisco e me la porto in Francia.

Tze!

La mia amica Rebecca non solo è quasi vicina di casa di Paul Auster, a Brooklyn, non solo va dallo stesso oculista di Harrison Ford (una volta le ha pure tenuto la porta), ma ha osato confessarmi di aver passato il Natale 2003 con Charlotte di Sex and the city (figlia dei migliori amici di un amico). La quale non avrebbe mai smesso di parlare di Hollywood e di diete e sarebbe ora impegnata in Soccer moms, una nuova serie casalingo-poliziesca, una storia di mamme che, tra una spolverata ed una torta di mele, si improvvisano detectives. Qui si attende con curiosità il primo episodio.