giovedì, novembre 3

L'apéro des cancres

Chi si trova a Brest e dintorni è invitato a partecipare all'Apéro des cancres, ovvero L'aperitivo degli asini (nel senso di studenti scansafatiche), domenica 6 novembre allo spazio Vauban (di fronte al Quartz), dalle 18 alle 20. Cito testualmente dall'invito: "Courts-métrages impassables, improbables et de mauvais goût toujours au programme ! De grands moments de néantologie en perspective !".

Sabato 5 novembre comincia, sempre a Brest, il celebre Festival europeo del cortometraggio. Per una settimana la vita della città è scandita da proiezioni, concerti, dibattiti, conferenze, feste più o meno esclusive, presenza di attori e registi internazionali. Io consiglio soprattutto l'imperdibile rassegna "cocotte minute" ("la pentola a pressione"!), che si svolge sempre dopo mezzanotte : dei corti di due-tre minuti al massimo, spesso di cattivo gusto, tutti comunque divertenti ed originali. I migliori che ho visto? Bambi meets Godzilla, un vero shock per gli animi sensibili, e un mini porno acrobatico ambientato nel fosco mondo dei Playmobil di cui purtroppo non ricordo più il titolo, se magari qualcuno mi aiuta...

mercoledì, novembre 2

Cookie's fortune


Il mio computer è in piena crisi schizofrenica; tra un po' passerà il dottor Greene per pronunciare la fatidica frase "Ora del decesso?".

E intanto alla tv, incuranti del mio dolore, passano "La fortuna di Cookie" di Robert Altman. Un film che ho visto al cinema e di cui non ricordo nulla. Ho una memoria da pesce rosso, lo so. Forse dormivo, forse conversavo, forse ero in stand by. L'unica cosa che mi viene in mente è la bella locandina di Milo Manara.

Un altro film caduto nell'oblio del mio cervello è "La colazione dei campioni". Niente. Zero ricordi. Solo una vaga impressione che ci fosse anche Bruce Willis. Meglio cosi', immagino.

Corto circuito

Soffro. Il mio computer, infaticabile compagno di tante lotte e tante serate meste, ha deciso di bloccarsi. Mentre cercavo (malamente, suppongo) di istallargli la webcam, si è fermato su una schermata e non è più andato avanti. Dopo un primo momento di panico sono passata alle lusinghe, poi alle preghiere ed infine alle bottarelle. Niente. Per fortuna anche L'Altro ha il suo pc, cosi' posso fare la squatter per un po' (molto poco, spero). Se entro stasera i miei fidi contatti non mi avranno dato notizie, rivolgero' un appello accorato da queste pagine a chiunque se ne intenda un po'. Tenetevi pronti (io intanto tiro fuori i kleenex).

martedì, novembre 1

Per i solutori più che abili / 2


Non ho la minima idea di cosa rappresenti. Accetto suggerimenti.

Questioni di ordinaria amministrazione/ 3

Quel che doveva succedere è successo. Mi sono licenziata. Dopo un giorno non potevo più vedere il mio capo, dopo una settimana non potevo più sentire la sua voce stridula e suadente, dopo due ero tentata di dirgli qualcosa a proposito dei suoi completi viola a righe verticali con cravatta gialla, dopo un mese mi faceva veramente ribrezzo. Ci sono ovviamente altri motivi alla base del gesto, per esempio lo stipendio scandaloso e gli orari da schiava. Mi mancheranno il mini-ristorante libanese in cui andavo a comprare il panino col pollo (diventato poi panino con falafel dopo l'allarmismo sull'influenza aviaria) ed i giornali per parigine ricche e snob che potevo arraffare gratis (e che sono diventati interessanti letture da bagno).
Ora sono pronta ad accettare un lavoro che mi consenta, almeno, di non passare la pausa pranzo inchiodata alla sedia facendo finta di lavorare ("mentre mangi davanti al computer approfittane per fare qualche telefonata e mandate qualche mail", diceva).

sabato, ottobre 22

Non ci son più le mezze stagioni

Alla faccia del "niente sesso, siamo Inglesi". Magari un po' più di discrezione....

mercoledì, ottobre 19

Nella vecchia fattoria

Sono quasi in pigiama, sto per mettere le tre sveglie che cercheranno di schiodarmi dal letto alle 7.20 domattina, quando all'improvviso l'incoscienza: leggo un breve post di Dave e paf, tutto un mondo mi crolla addosso. O meglio: una valanga di ricordi. Berrettini, serenate a mezzogiorno in scenari di cartapesta, il cuoco Marco un po'fighetto, sopracciglioni e camicette alla boscaiola, io che cerco freneticamente di prender nota delle dosi per le ricette, mia mamma che applica i rimedi casalinghi contro gli acari...Tutto questo succedeva all'epoca di Luca Sardella e di Janira Majello, conduttori, per qualche tempo, della "Vecchia fattoria". Mia mamma, cuoca provetta, è stata una fedelissima spettatrice: ora è passata, con meno entusiasmo, alla Clerici e alla Moroni, che pare veramente mia zia con il gozzo (il duo è inguardabile quando si esibisce nelle umilianti coreografie da asilo). O tempora! O mores!, come dice chi il latino lo sa.

Tra i miei quesiti: perché Sardella non si toglie mai il berretto? E' incollato al parrucchino? Chi è lo stilista suo e della Janira? Perché lei non si depila le sopracciglia? Ha anche i baffi? Perché non sta mai zitta? Cosa mi rappresentano le sue camicie da boscaiolo? Ride veramente o ha una paresi?

Il migliore rimane, comunque, il cuoco Guarino, che imperversa su una rete privata del vicentino. Conclude immancabilmenteogni esibizione ai fornelli con un : "Ci vediamo domani, se Dio vuole".

Valori sicuri

Desperate Housewives ci sta veramente sulle palle : cos'è, nella seconda stagione, tutto questo buonismo? Vogliamo dare a Lynette, la ex-casalinga più odiosa, quello che si merita, una volta per tutte? Una bella randellata e hop!, il morale torna alto. Gabrielle è irriconoscibile, Susan irritante e Bree un po' tonta. Viva Edie, l'unica che è stronza e che lo resta.

Non ne possiamo più di Lost : in ogni puntata, per almeno venti minuti vengono mostrate scene tratte dalla prima stagione o riassuntini degli episodi precedenti. Non si va più avanti! Che barba che noia, che noia che barba. E poi: come mai il ciccione, dopo 40 giorni a stecchetto sull'isola, non ha perso neanche un grammo?

Per fortuna c'è Nip/Tuck, un valore sicuro. Con un Christian Troy veramente da urlo e un dottor Q che se non è lui il Carver....

lunedì, ottobre 17

Weeds

I ragazzi del muletto, sempre più efficaci, mi han portato in due giorni quasi tutta la prima stagione di Weeds. Da Lui l'ho sentita nominare per la prima volta e mi son detta : cosa ci si puo'aspettare da uno che fornisce gentilmente i sottotitoli della seconda stagione di Lost? Via, parlane subito ai ragazzi del muletto. Risultato: sono diventata weeds-dipendente. Lo confesso. La serie è intrigante, irriverente, triste, terribilmente realistica e senza peli sulla lingua. Le Desperate Housewives, a confronto, sono delle novizie. Agrestic batte Wisteria Lane a tavolino (questo non vuol dire pero'che non stia attendendo con impazienza i nuovi episodi delle casalinghe, diamine, dopo un po'ci si affeziona). Unico neo: Mary Louise Parker, la vedova costretta a improvvisarsi spacciatrice nei quartieri alti, fa sempre pensare al personaggio che interpretava in Pomodori verdi fritti. Ora che ci penso, mostra anche un'inquietante somiglianza con la mascellona di Melrose Place ed Ally McBeal. Uhm. Urge nuovo episodio per verificare.

giovedì, ottobre 13

Per i solutori più che abili

Cosa stava cercando, esattamente, la persona che è capitata su questo blog digitando "sex ciop" su google?

Come Proust puo'cambiarmi la vita?

E' l'ultima volta che mi lascio attrarre dalla copertina di un libro o da un titolo accattivante. L'esperienza fatta con Alain de Botton, di cui avevo comprato a scatola chiusa i noiosissimi Come Proust puo'cambiarvi la vita e Cos'è una ragazza, avrebbe dovuto rendermi diffidente. E invece no. Non conoscevo Barbara Kingsolver e non so perché mi son sentita in dovere di comprare L'albero dei fagioli e I maiali in paradiso...ronf...Oooops scusate ora mi ripiglio... Credo che mi sia piaciuto il nome dell'autrice. La protagonista dei due libri, invece, mi è stata sulle palle fin dall'inizio.
Lei e la sua bambina indiana. E sua mamma. E il suo ragazzo. Ecchenoia. Buonismo a iosa e uno stile degno dei libri Harmony.
Meglio Lilian Jackson Braun.

lunedì, ottobre 10

O la borsa o la vetta!*

Cazzarola...Questo pomeriggio, mentre in ufficio stavo litigando coi cavi del computer e con il tecnico che, esasperato, al telefono mi urlava cose incomprensibili (avrei giurato che c'era della musica brasiliana in sottofondo), qui ci si divetiva a tarallucci e vino, disquisendo di cose amene del tipo "PER RAGGIUNGERE LA VETTA, e' meglio studiare Socrate o scalare la Borsa?".
Scusate, ma proprio...è più forte di me...Ronf...zzzzz....

*Copyright by Mino

domenica, ottobre 9

Back and forth. Forever

Nonostante gli acciacchi, ieri sera sono stata trascinata al cinema a vedere Me and you and everyone we know, filmetto d'esordio lodatissimo in Francia della giovane (e mia coetanea, porca vacca) artistoide americana Miranda July.
Il film è divertente e ben fatto, deprimente quel tanto che basta per renderlo politically correct, un pelo egocentrico, ma dopo un po' ci si chiede dove voglia andare a parare. Le battute e le situazioni buffe non mancano (certo che gli spettatori francesi ridono davanti a qualunque cazzata), vedasi ad esempio tutto il discorso del poop ping-pong o le due ragazzette sgaie che giocano a chi lo fa meglio.
Insomma, un altro di quei film simpatici di cui non si capisce bene il motivo e di cui non si sentiva la mancanza. "Non ho capito bene il senso del film", ha detto L'Altro, timidamente, all'uscita dal cinema.

Io preferisco il sempreverde e misconosciuto Amore e altre catastrofi.
Alice: I'm in the midst of doing my thesis.
Ari: What on?
Alice: Doris Day as feminist warrior.

venerdì, ottobre 7

Altro che Paperinik, sembro l'omino Michelin

Come passare un tranquillo week-end. Sono a casa col raffreddore e il mal di gola, imbaccuccata come l'omino Michelin. Per fortuna ho una scorta di kleenex, "I maiali in cielo" di Barbara Kingsolver, un tubetto d'aspirina e una sfilza di serie da guardare. Dalle nuove casalinghe disperate a Lost, da Nip/Tuck ai 4400. Che nessuno fiati, pliz. Un latte caldo e via.

venerdì, settembre 30

Qualche novità

Primo giorno del nuovo lavoro. Nuovo ufficio, nuovi colleghi, nuovo computer, nuove super responsabilità (questo è detto per tirarmela un po'). Ma solita solfa: qui non ci sono orari, qui la pausa pranzo si fa davanti al pc (e io tiè, gli ho pure oliato le carte), qui ci si dà tutti del tu "perché siamo una piccola squadra", qui "sarai schiavizzata finché campi" (il virgolettato è mio). Per fortuna che abbiamo il fornetto a microonde su cui intendo infierire senza pietà.

lunedì, settembre 26

Ho sempre sognato di essere Paperinik



Anch'io voglio la stessa mascherina che Thora Birch porta in Ghost World (dal bel fumetto di Daniel Clowes).

domenica, settembre 25

Still lost

La seconda stagione di Lost comincia con qualche coincidenza di troppo, nevvero brother? In ogni caso, rivolgo un'accorata supplica ai produttori: togliete quell'imbarazzante parrucchino al dottor Jack! Quella frangetta cotonata, tipicamente anni 80, è inguardabile e fa ridere...e fatelo smettere di piangere, suvvia, che pare la Madonna addolorata.
Ora non mi resta che mangiarmi le dita in attesa della prossima puntata.

You've gotta make your own kind of music
Sing your own special song
Make your own kind of music
Even if nobody else sings along

The Mamas and Papas, Make your own kind of music
(no, non sono diventata pazza, anche se qui da qualche giorno si ascolta tutto il repertorio Motown a manetta)

venerdì, settembre 23

Vive les femmes au foyer désespérées!

Ho fatto un altro adepto: dopo i miei genitori, che ormai non possono più fare a meno della loro bidose settimanale di Desperate Housewives, è arrivato il turno de L'Altro. Ho cercato di riassumergli le prime sette puntate della serie: chi è morto, chi va a letto con chi, chi vorrebbe farsi chi, chi è losco/a, chi è impiccione/a, chi è grottesco/a. Ovviamente gli piace Susan e trova Bree "divertente".
Il signor Shaw, il detective assoldato dal padre di Zach, è Richard Roundtree, protagonista del film faro della blaxploitation, Shaft (visto lunedi' sera, ecco perché sono cosi' beninformata).
Who's the black private dick /that's a sex machine to all the chicks?
(Shaft!) ho finito per canticchiare orribilmente in falsetto ad ogni entrata in scena del nostro.

Questioni di ordinaria amministrazione/ 2

Meno una! La lettera della banca, con il codice che mi permette di consultare il conto via internet, è finalmente arrivata nelle mie mani. Ci credo...L'Altro ha incrociato Madame Poulbot sulle scale e la poveretta si è trovata sprovvista di scuse: di fronte ad uno sguardo minaccioso (o forse più probabilmente L'Altro stava per attaccare bottone, cosa in cui è specializzato), la malcapitata non ha potuto fare altro che cedere e tendere la busta. Molto meglio di un cane da guardia...

giovedì, settembre 22

Questioni di ordinaria amministrazione

Che fine ha fatto il pacco in provenienza dagli Stati Uniti che aspetto da due settimane? E le lettere (compresa quella delle tasse) che sarebbero dovute arrivare a inizio settimana? Domande spinose che forse dovrei rivolgere alla disinvolta portinaia del condominio, ribattezzata Madame Poulbot.
Nei fumetti del mio eroe metropolitano, Monsieur Jean, questa signora Poulbot è la concierge zitellona, baffuta, impicciona, urfida e infida, che nasconde la posta quando le gira e si permette di fare commenti sulle cartoline e le bollette che ricevono i vari condomini.
La mia signora Poulbot è una biondona appariscente di orgine spagnola, probabile vedova o divorziata, che abita un appartamento al primo piano da cui fuoriesce un inquietante odore di gas (e poi L'Altro viene a dirmi che sono paranoica). Consegna la posta anche lei quando le va, in genere verso mezzogiorno, depositandola con leggiadria sugli stuoini o facendola scivolare sotto la porta. Ovviamente quando arriva al quinto piano ha perso ogni senso dell'umorismo: la si sente sciabattare da due piani più sotto e imprecare contro la mancanza d'ascensore (anche se lei non sa cosa vuol dire farsi cinque piani a piedi con le borse della spesa).
Domani mattina obbligo la signora Poulbot a confessare le sue malefatte (tanto lo so che mi odia).