venerdì, febbraio 10

Un po'di muzik

Su richiesta di Arturdent, ecco un piccolo aggiornamento sui miei gusti musicali. Che non sono cambiati, ma tant'è.

Da due giorni io e il nano non facciamo che ascoltare l'ultimo album dei Belle & Sebastian, The Life Pursuit*. Le canzoni si assomigliano un po' tutte ma, a differenza di quelle dell'album precedente (che non sono mai riuscita ad ascoltare pe r intero), sono orecchiabili ed allegre. Non ho ancora fatto attenzione ai testi, quindi non ci metterei la mano sul fuoco.

La new entry in materia di trip-hop sono gli Hooverphonic. Bella scoperta, eh? Bella novità, eh? Per il momento ho ascoltato solo il primo album, A New Stereophonic Sound Spectacular. L'ultimo sta per arrivare (come sempre, grazie ai ragazzi del muletto). I grandi classici restano comunque Portishead e Massive Attack.

Il nano ama molto anche Johnny Cash, i Bran Van 3000 (più Glee che Discosis, a dir la verità, anche se il dirty talk di Jean Leloup resta proverbiale), gli Air, i Thievery Corporation, i Clap your hands say yeah, i dEUS, Martha Wainwright (più brava del fratello Rufus). E non disdegna i Depeche Mode, gli Strokes, gli Arcadia Fire.

E ora va a vedere quando i Belle & Sebastian passano a Parigi. Sia mai che ci scappi un concertino...


*Update: Qui un parere un po' più oggettivo, ma comunque sempre positivo.

martedì, febbraio 7

Ecco il nano [foto esclusiva]

Ci arrivo sempre dopo

Mentre guardo una serie indecente su un canale qualunque della tv, sorveglio con un occhio distratto i miei ragazzi del muletto, che mi stanno per portare i nuovi Belle and Sebastian, un po'di C.S.I. New York (anche se non arrivano neanche alla caviglia di Grissom), gli Hooverphonic ed un mix di Bran Van 3000. Da quando a casa è arrivato il nano cerco di ampliare un po'le mie conoscenze musicali e di trattarlo bene. In ufficio sto elemosinando in maniera indecente e sfacciata un po'di musica: beh insomma, neanche fosse sesso...Non capisco perché tutti mi guardano come fossi una pazza. In cambio posso offrire della pop norvegese, del rock islandese, dell'elettronica americana, trip-hop a iosa, rock belga. Mi sembra più che ragionevole, no?

E intanto Pam Grier fa il medico legale che cerca di scoprire chi è il sanguinario assassino di coppie borghesi in viaggio di nozze...No, non sto delirando come quando ho sognato che Johnny Cash veniva al mio compleanno. E' la trama avvincente della cosa che sto guardando...a dopo per gli aggiornamenti.

lunedì, febbraio 6

Enamorada de la moda juvenil

Anche l'ultimo baluardo ha ceduto: sabato pomeriggio sono entrata alla Fnac con passo lesto e deciso e mi son gettata sul nano. Ebbene sì. La mia chiavetta USB ha praticamente esalato l'ultimo respiro (un po'costretta, a dire il vero): ero stufa di mettermi a quattro zampe sotto la scrivania per ricaricarla, suscitando i commenti dei colleghi e le risate ai miei "salope de petite clé". Ora mi sto coccolando il nanetto, lo nutro di buona musica e elemosino qua e là un po'di canzoni.
Si accettano consigli per il nome.

L' Acqua Bertier, la più gasata del mondo... 2

Come tutte le cene aziendali degne di questo nome, anche quella della mia ditta si è rivelata essere un enorme fallimento, nonostante il mio look dark lady che ha riscosso il suo bel successo.
Ristorante asiatico di lusso in cornice di lusso (the Champs Elysées, oh God), luci talmente soffuse da essere inesistenti, spot rossi un pelino inquietanti (hanno fatto pendant con le mie splendide ed ipnotiche calze rosse e nere), commensali un po'sperduti, cibo nientediché e vino, a parer degli intenditori, un po'scadente. Mi son ritrovata al tavolo con dei colleghi sconosciuti, pallosi e logorroici. Il mio vicino ha almeno tentato di fare un po'di conversazione, spinto dall'alcool e dal desiderio neanche tanto segreto di provarci (nisba, ciccio). Ha pure tentato, per farmi piacere, di inserire qualche citazione latina qua e là, ovviamente a sproposito. Appena ho potuto son corsa al tavolo degli italiani, dove sono stata rifornita in calore, vino, pettegolezzi, parole dolci e commenti neanche tanto velati sul pacco dei presenti.
Rientro mogio e solitario in metropolitana. La prossima volta organizzo io.

lunedì, gennaio 30

L' Acqua Bertier, la più gasata del mondo...

E domani sera, nel più puro stile fantozziano, la mitica cena aziendale.

Seguirà resoconto.

martedì, gennaio 24

domenica, gennaio 22

Brokeback Mountain, una valle di lacrime

Per andare a vedere Brokeback Mountain, l'ultimo film di Ang Lee, mi son fatta accompagnare dal mio fido manipolo di colleghi gay. Risultato: una valle di lacrime. Io, che al cinema non piangevo dal 1982, quando vidi E.T., avevo i lucciconi. Gli altri, meno attenti a salvare le apparenze, piangevano senza ritegno. Questa storia d'amore più che ventennale tra due cowboys merita veramente tutti i kleenex che si hanno a disposizione. E poco importa che sia un mélo e che a tratti sfiori il ridicolo: a noi, fan delle casalinghe disperate, ci è piaciuto. E vorremmo pure rivederlo, per piangere ancora un po'.

venerdì, gennaio 20

Intermezzo

Va bene, Arturdent, hai vinto...anche se devo accontentarmi di 8 miseri punti...Adesso sto aspettando il caffé e butto giù veramente due righe due, ma stasera aggiorno. Promesso.

Nel sommario:

- i film che ho visto (Lord of war, The Constant Gardener, Saw e Saw 2)
- i film che non ho visto (Brokeback Mountain)
- il mio sabato lavorativo (per un puro scopo di lucro)
- varie ed eventuali su quanto è dura la vitaccia a Parigi
- qualche pettegolezzo, che ci sta sempre bene

A plus, la moka rantola e non posso rischiare di far fondere un altro filtro.

giovedì, gennaio 12

Quiz

Quanti punti mi dà l'aver quasi calpestato un chihuahua in metropolitana?

sabato, gennaio 7

Bon courage...

L'ultimo film di George Clooney, Good night, and good luck, è una vera delusione. Ho dormito ad occhi aperti. Non sono nemmeno riuscita a capire qual era il ruolo di Robert Downey Jr. "E' il reporter", mi ha spiegato pazientemente L'Altro all'uscita dal cinema. "Aaaaaaahhhh", ho detto io, poco convinta. Bravi tutti, comunque: la ricostruzione è efficace, soprattutto grazie ai filmati d'epoca, gli attori sono attoroni, George Clooney (No Martini, no party) ha delle occhiaione peggio delle mie e delle canottiere da far invidia a mio padre....Ma è un film che non prende, che non riesce ad entusiasmare, freddo e lontano.

Dovevo rendermene conto leggendo la critica di Le Monde, che lo spaccia come "un film eccellente". E'l'ultima volta che mi fido di un giornale. C'è scritta la stessa cosa a proposito di Lord of war, ed ora non ho il coraggio di andare a vederlo.

Qualcosa di travolgente

In una settimana sono riuscita a: passare il Natale a Padova ed il Capodanno a Brest, arrivare puntualissima in ufficio senza aver quasi chiuso occhio, bere qualcosa con i (rari) amici padovani, fare un tiramisù ovviamente osannato, andare sulla costa atlantica nei dintorni di Portsall, dormire in un gîte, fare nuove amicizie al lavoro subito chiuse, bere birra e vino in uno scompartimento con tre italiani completamente fusi, sopravvivere a mal di gola e raffreddore, leggere tre libri, comprarmi infine, dopo anni, un paio di jeans.

Non c'è da stupirsi, quindi, se per una settimana ho avuto delle occhiaie spaventose ed un umore, diciamo così, un po' acido.

Fosse per me, ricomincerei anche subito.

domenica, dicembre 18

Quelle quiche!

Anche per oggi ho fatto il mio dovere. Trovandomi a casa dedita al cazzeggio (L'Altro e suo fratello sono andati al noiosissimo Musée d'Orsay) e dovendo passare il tempo fino al tradizionale apertivo della domenica sera con il clan degli Italiani, mi sono buttata sulla cucina. Ebbene sì, con le mie manine sante ho preparato due (dico due) torte salate, compresa la pasta. Una torta ai broccoli e caprino, l'altra con zucchine, carote e porri. Oh yeah. Ora sì che mi sento una donna realizzata.

sabato, dicembre 17

Percorso a rischio

Stasera che sera. Dopo aver schivato la puntatona del venerdì di "Affari tuoi", dopo aver snobbato la finale lacrimevole della "Star Academy" (dove tutti piangevano e tutti abbracciavano tutti, tranne la vincitrice che se ne stava lì da sola come un tonno), dopo aver smangiuzzato ed aver svolazzato leggiadramente al di sopra di pozzanghere di vomito sparse qua e là per la rue de la roquette, sono finalmente riuscita a tornare a casa. Fiùùùùùù.

giovedì, dicembre 15

Italians do it better

Panico, nel tardo pomeriggio, in un movimentato ufficio di Boulogne. Per festeggiare la partenza del finlandese Gustav, che se ne torna in patria, è stata organizzata una festicciola con ricchi premi e cotillons. Patatine, salatini, bretzels, pasticcini, pastine, qualche bibita. Due loschi figuri non hanno smesso per un istante di ingozzarsi indegnamente: la sottoscritta ed il suo collega italiano. Incapaci di parlare, sempre con la bocca piena, scambiando qualche cenno del capo stile "quello è buono, assaggialo", han fatto fuori tutto il mangiabile, schivando i timidi tentativi di conversazione degli altrettanto timidi colleghi, sgomitando e non esitando a racattare le briciole.
E pensare che ero reduce da un pomeriggio passato a torcermi sulla sedia in preda ad atroci dolori di pancia, dopo aver mangiato delle buonissime lasagne al salmone e verdure (maledette, avrò la vostra pelle!) che evidentemente proprio non volevano passare.

Per rincuorare gli animi, ecco una foto appena presa dal balcone dell'appartamento: la decorazione di Natale della ringhiera dei miei vicini. Bee Gees e lo Stecco proprio non hanno badato a spese, quest'anno.


mercoledì, dicembre 14

Missione impossibile?

La mia prossima missione? Fare qualche foto per loro. Non in treno (anche se dopo la metà dicembre la mia agenda prevede un Parigi-Padova ed un Parigi-Brest, entrambi andata e ritorno) ma nella metro. Ancora più diffcile, quindi.

Alla prossima (se ne esco viva)

domenica, dicembre 11

Facciamo il punto

Sabato sera/notte con Jean-Marie davanti alla Tour Eiffel tutta lampeggiante, ghiacciati come merluzzi e incapaci di fare un metro in più, il ritorno in taxi ed i vicini che han scopato come ricci (lei ha urlato per 25 minuti, ha detto l'Altro completamente sotto shock) alle 6.40 della mattina. Domenica mattina al Café de l'Industrie, atmosfera anni 30 quasi sotto casa, a Bastiglia, poi via alla Défense ad accompagnare il nostro ospite bretone al RER, pomeriggio nel salottino del clan dei siciliani davanti ad Ovosodo (com'è invecchiato!), aperitivo nel Marais assieme a gente mai vista prima (e io avevo deciso di non essere molto socievole) e bagel finale in atmosfera molto newyorkese.
Per finire, mi leggo qualche paginetta di Glamorama, sperando che abbia finito con le torture (sta diventando molto American Psyco).
'Notte.

lunedì, dicembre 5

Happy birthday Mr. Cetriolini per casa

Anche qui si respira aria di Natale e anche qui si festeggia: per omaggiare questo blog, che inaspettatamente arriva al primo anno di età, ecco una foto fresca fresca che farà rabbrividire anche i cuori più impavidi.

Ovvero: non guardate quelle babbucce!




Anche detta: non guardate quella tuta oscena che fa capolino......

sabato, dicembre 3

Letture metropolitane

Tutto l'amarcord del post precedente mi ha fatto dimenticare le novità. Nuovo lavoro, nuovi colleghi, nuove gatte da pelare, nuovi tragitti in metropolitana. Se a qualcuno interessasse sapere come va.
In questo periodo sto leggendo come non mai. Devo pur impedirmi di dormire durante i novanta minuti quotidiani di metropolitana. Stranamente, all'andata sono sveglissima e al ritorno mi abbiocco continuamente.

La lettura di Lunar Park di Bret Easton Ellis mi ha provocato qualche turbamento. Ho sognato che la protagonista del suo Figa minorenne, capolavoro che ahimé mai vedrà la luce, se la faceva con L'Altro. "E' solo un'amica", diceva lui con convinzione. Ma un'amica non si veste in canottierina e tanga per venire a casa tua e, soprattutto, non si mette a cavalcioni su di te sul divano, sotto i miei occhi. Prendendola un po'come un'offesa personale, cercavo di spaccarle la testa contro un muro; prima a lei e poi all'Altro. Senza risultati. Poi passavo agli schiaffoni. Poi mi sono svegliata.
Comunque il libro è avvincente; la prima parte è autobiografica e la seconda è più una fiction horror intimista, in cui Bret appare sposato (con un'attrice famosa, Jayne Dennis) e con prole.

Poi sono passata a I peggiori racconti dei fratelli Grim di Luis Sepulveda e Mario Delgado Aparain. Divertente, ironico e spiritoso. C'è da ridacchiare. Come resistere davanti a personaggi come la nana nera e pelosa, indomita rubacuori, il trapezista Juanito Weissmüller, il gaucho Carloto Heston, il motociclista Esteban Macquin, i postini Rosevel Aldao e Miguel Strogoff, i due fratelli cantastorie e violenti Abel e Cain Grim? L'inconveniente è dover spiegare ogni volta che no, non è un libro sui fratelli Grimm...

Altro che Miss France!

Eccomi, da brava teledipendente, davanti alla tv per seguire con trepidazione gli ultimi minuti dell'elezione di Miss France. Giusto perché sto aspettando, sullo stesso canale, CSI New York, mica per altro.
Ci siamo, Miss Languedoc è la nuova eletta. Niente da dire, bella ragazza bionda, un po'cavallona, peccato che sia pettinata come Pippi Calzelunghe e che sia vestita come Cenerentola al ballo delle debuttanti. Bel mix, eh? E poi quel mascara che cola indegnamente....Vabbé.
Ma è il momento dei ricordi. Anni addietro, quando ancora stavo a Brest, avevo l'abitudine di guardare l'elezione di Miss France a casa della mia amica Clélia, una pazza scatenata ora mamma felice. Il suo povero ragazzo-schiavo preparava una dose massiccia di tartiflette (leggerissimo piatto montanaro a base di formaggio, tanto formaggio, burro, tanto burro, patate e pancetta) e poi zac! ci inchiodavamo davanti alla tv per dispensare una buona dose di cattiverie gratuite contro queste poverette, costrette a sfilare in assurdi abiti tipici regionali (più una fugace apparizione in castigatissimo costume intero). Immancabilmente, la mia amica passava il giorno seguente a piangere, sentendosi brutta grassa ed inutile. Insomma, in questa casa freddissima sperduta in riva al mare, in un posto silenziosissimo, lontanto qualche chilometro dal primo centro abitato, io mi sentivo veramente bene (pianti a parte).
Adesso Clélia abita in una metropoli, ha un figlio, non rinuncerebbe per nulla al mondo alle comodità cittadine e si chiede come abbia mai fatto a sopravvivere in Bretagna tra i selvaggi.
E io mi sento un po' tradita.