venerdì, febbraio 25

Una bella e ricca figura di merda 2 (e fine??)

Risposta al post precendente...

600 m2, ok è forse un po' grande. 14000 euro al mese, un pochino caro. Io vivo a Parigi e pago 500 euro per 26 m2 : questo affare mi fa sentire male. Ok.
Pero', l'errore di Gaymard non è di aver accettato questo regalo della repubblica senza dire niente, anche se mi pare un po' inquietante che un ministro delle finanze sia tanto distante dalla realtà della vita parigina. No, l'errore più disturbante è che non è riuscito a dire la verità durante questa settimana di polemiche. Fino alla fine ha mentito, fino alla fine ha forse sperato che l'opinione pubblica gli credesse. Ok, è forse un marcio.
Oggi ha presentato le sue dimissioni. Va bene, end of story.
Pero' il "poverino" Gaymard con cinque appartamenti non ha fatto niente di più che tutti gli altri. Penso a Chirac, anche a Pasqua che è stato eletto senatore perché la giustizia non puo' fare niente contro un senatore. E' incredibile che la stampa francese sia riuscita a distruggere un tipo tanto rapidamente (una settimana fa era un eroe del chirachismo); pero' non ha fatto niente contro gli altri...(al meno Pasqua, voglio dire, questo tipo è anche peggio di Andreotti) (si, si).
Questa persecuzione selettiva ha una ragione : la stampa si nutre di quello che le danno i servizi di comunicazione. Qualcuno voleva la fine di Gaymard : ha organizzato la sua morte politica. Il peggio è che i giornalisti pensano che hanno ristabilito la giustizia. In realtà, hanno simplemente aiutato un altro uomo politico a mettere fine alla carriera di Gaymard. Non c'è nessuno per mettere fine al'avventura di Chirac o Pasqua perché, come Mitterrand, sanno molte cose su tutti : sono la quintessenza dell'onnipotenza.
Allora, Gaymard se ne va con gli otto bambini e la moglie a fare altre cose (come guadagnare 7 volte tanto in un' impresa privata), pero' non è una vittoria per nessuno se non per colui che ha ordinato l'esecuzione pubblica alla stampa "libera". Non mi sorprenderebbe se questo si chiama Nicolas S.

L'Altro

Una bella e ricca figura di merda

"Se non fossi figlio di un umile calzolaio non avrei problemi di soldi e sarei proprietario di un appartamento", ha dichiarato a Paris Match il ministro francese dell'economia e delle finanze (Hervé Gaymard,per la cronaca, un uomo con la faccia da faina). Traduzione: "Se non fossi nato sfigato potrei anche permettermi l'acquisto di uno squallido monolocale all'estrema periferia di Parigi".
In realtà quest'uomo beffato dalla sorte possiede non uno ma cinque (e dico cinque) appartamenti, sparsi tra la Bretagna, la Savoia e Parigi. E ha il coraggio di abitare in un localino di 600 m2, in pieno centro della capitale, per il quale lo Stato francese paga d'affitto la modica somma di 14000 (e dico quattordicimila) euro al mese. Ma non è mica solo, eh! Ci ha sistemato la moglie, anche lei alto funzionario, e gli otto (e dico otto) rampolli.
Una cosa talmente pacchiana non poteva certo passare inosservata, ed ora il poverello (figlio di un povero calzolaio, è bene ricordarlo) è stato pubblicamente sbugiardato e messo alla gogna. Tutti se la prendono con lui, dai colleghi ai compagni di partito ai giornali (in primis Le Canard enchainé e Le Monde), e pretendono le sue dimissioni.
Dicasi: una bella e ricca figura di merda.

mercoledì, febbraio 23

Il grande freddo

Eccomi, son tornata dal folle week-end tra Guérande e Brest...che in realtà si è limitato ad una tonnellata di freddo polare, mitigato per fortuna dai miei amichetti. C., che si è scoperto appassionato di cucina asiatica, mi ha pure preparato gli spaghetti di riso alla qualche cosa e poi si è schiantato dal sonno alle 21.30, lasciandomi da sola davanti ad un dvd, morta di freddo (non accende mai il riscaldamento).
Ma è mercoledi' sera e mi comincia CSI, chiedo venia.

lunedì, febbraio 14

Eh eh eh!!

Sideways & co.

Tanto per mostrare che sono una donna impegnatissima, voilà qualche aggiornamento sui cazzi miei:

- reduce da un fine settimana freddissimo a Parigi, parto domani per Guérande, sulla costa, dove spero di essere nutrita a panetti di burro salato per due giorni interi. Raggiungero' poi la jet-set di Brest per un folle week-end tutto lustrini e paillettes. Sono in vacanza per una settimana.

- ho finalmente visto Sideways. Mmmmmhhh si', simpatico, ma alquanto cinico. Insomma, non proprio quella commediola scanzonata che mi aspettavo, ma un'ennesima riflessione sui rapporti uomini-donne, sull'amicizia e, in generale, sulla vita, mitigata dai paesaggi californiani e dalle discussioni vinicole. L'attore che interpreta Jack è irresistibile (vedere per credere: la scena al ristorante con le due ragazze). Alla fine ci si sente un po' svuotati e vien voglia di dire "cavolo, ma se anch'io un giorno finissi cosi', a sapere tutto di vini e ad aver sbagliato vita?". Ma c'è sempre un barlume di speranza, eh!
In ogni caso è da vedere. Aspetto che il film esca in Italia per avere qualche reazione.

-ho rivisto con piacere Clerks. Chi non ricorda Palla di neve e la lista dei porno? (citaz. 259).
Ho visto anche (ma solo perché lo davano in tv) Falling in love, filmetto di San Valentino con Meryl Streep regina delle nevi e un De Niro figaccione. La melassa debordante da ogni dove non mi ha comunque impedito di assistere al film con grande partecipazione, gridando cose tipo "ma giratiiiii!", "rispondi al telefono, è lei!", "corri, corri, prendi il treno che lei ti aspettaaaaa", "daiiiii". Per la cronaca: finisce bene, sappiatelo. Io sono andata a nanna contenta.

- Messaggio alla Chi l'ha visto?: è sparito dai supermercati il mio shampoo preferito, quello all'arancia e allo zenzero, chissà perché (tossico? non mi stupirebbe)...beh, chiunque lo incroci è pregato di bloccarlo, con le buone o con le cattive, fino al mio arrivo.

mercoledì, febbraio 9

Série(s) noire(s)

Mi sa che Sideways dovrà aspettare ancora qualche giorno. Stasera non mi schiodo dalla tv e mi godo la mia doppia razione: due episodi di The 4400 (appena visti) e, tra poco, due inediti di CSI (si', loro, gli originali, quelli di Las Vegas, e soprattutto, LUI, l'inimitabile). A costo di restare sveglia fino alle due di notte (per LUI faccio questo e altro, s'intenda).

The 4400 all'inizio non mi ha molto entusiasmata, anche perché la sera in cui hanno trasmesso i primi due episodi sono rimasta un'ora al telefono e non ho capito una mazza, ma stavolta ho dovuto cedere come una pera cotta. Mi piace davvero (non per nulla il produttore è Coppola).
L'idea di partenza è buona: 4400 persone, scomparse tra il 1950 e il 2003, ricompaiono quasi per magia e tutte insieme, vicino a Seattle. Ovviamente non hanno nessun'idea di cosa sia successo durante la loro "latitanza", non sanno dove sono state e, quel che è peggio, si ritrovano dotate di strani poteri. Non mi dilungo sugli effetti strazianti di questo ritorno alla vita (per esempio, una madre scomparsa da dieci anni che scopre con orrore che il marito si è risposato e non le lascia più vedere la figlia). E sotto c'è sicuramente qualcosa di losco. Gli extraterrestri? Mi rifiuto di pensare ad una soluzione cosi' banale. Vedremo.

Ma ora vado che mi comincia CSI (già capisco che l'ottovolante cade. Ecco, è caduto...che dicevo io?).

A letto col nemico

Mi son resa conto che il mio peggior nemico non sono tanto i francesi quanto, a sorpresa, il futon che occupa quasi per intero la mia camera e di cui mi vanto in lungo e in largo.
Alla faccia del feng-shui e di tutto il resto, il mio futon cerca, ogni mattina, di mettermi di cattivo umore. E ci riesce benissimo. Dopo la faticosa operazione di estrazione dal letto, che svolgo appoggiandomi al termosifone (cerchero' prossimamente di procurarmi una carrucola), sbatto inevitabilmente il polpaccio contro il futon ("ma porc**@Ma loro non sanno con chi hanno a che fare, poveretti. Comincero'in maniera soft, sbattendo casualmente la scopa contro le doghe, per poi passare alle maniere forti (insulti, velate insinuazioni, pressione psicologica a manetta). Potrei seriamente pensare anche di organizzare una spedizione puntiva.
Vediamo come va mettendo non-stop la musica degli Abba.

lunedì, febbraio 7

Swimming Pool

Lunedi'mattina, ore 9.30: sono già in palestra, pronta per la lezione di aquagym*. Armata di ciabattine e asciugamano mi avvicino alla piscina e...orrore! Vedo che le altre partecipanti al corso, almeno una quindicina, hanno un'età media di 68 anni! Troppo tardi per fare marcia indietro, cerco uno sguardo complice con l'istruttore. I suoi occhi sembrano dire "embé, ora sono cazzi tuoi". Provata da questa mancanza di solidarietà entro in piscina, rassegnata al mio destino. Le signore, per lo più pensionate o casalinghe facoltose (come si puo'notare dal luccicare di anelli e braccialetti), sgambettano come adolescenti e respirano come stantuffi. Il corso comunque procede senza intoppi, salvo qualche scontro inevitabile data la mancanza di spazio.

Quello che mi ha più colpita sono le cuffie: la maggior parte delle signore esibisce quelle da doccia, trasparenti e a pois, probabilmente rubate in qualche albergo durante la luna di miele. Un paio hanno degli eleganti turbanti alti venti centimentri che si chiudono con lo strappo. Provvedero'subito a procurarmene uno, visto che la mia cuffietta color vomito rappresenta, visivamente, un elemento di disturbo. Ed è ovvio che la settimana prossima non manchero'all'appuntamento.

*si avverte che commenti del tipo "ma che cacchio ci facevi in piscina a quell'ora, potevi mica startene a casa sotto le coperte, se l'età media è 70 anni sono affaracci tuoi e te la sei cercata" non sono accettati.

domenica, febbraio 6

Le correzioni

Venerdi' sera ho ricevuto un'email di N., la mia amica tedesca, una delle prime (e più care) persone conosciute a Brest, quattro anni e mezzo fa. Mi chiedeva di correggerle una lettera di motivazione da presentare per fare uno stage in Africa. Cinque pagine fitte fitte che mi han portato via qualche ora buona del mio prezioso week-end. Nulla da dire sull'ortografia, giusto qualche errore dovuto alla distrazione. Ma quanto alla forma...da mettersi le mani nei capelli! Frasi di dieci righe ciascuna in cui la nostra, con salto mortale a triplo avvitamento, cambia soggetto quattro volte (senza neanche un punto o una pausetta, per capirci) o fa ardite costruzioni col verbo alla fine. Sia.
E io di quelle cinque pagine non ho capito veramente niente. Ogni dieci minuti un vistoso calo della concentrazione mi obbligava a sgranchirmi le gambe, pulire la cucina (chi mi conosce sa che quando son nervosa tiro a lucido la casa) e guardare nervosamente l'orologio per vedere se era l'ora di CSI (essi, qui lo mandano in replica la domenica pomeriggio; per gli inediti della quarta serie si deve aspettare il mercoledi' in quarta serata). L'unica cosa sicura, che deduco dal fatto che N. studia geografia, è che lo stage riguarderebbe l'educazione ambientale (l'educazione ambientalista, avrebbe detto la Demente, lontana ex-collega padovana). Embé. Cio'non mi ha impedito di correggere il correggibile, rispedirle il file via email e farle i complimenti per la lettera, con frasi tipo "guarda, se fossi io a dover decidere ti darei lo stage subbbito perché si vede che sei competente e appassionata"...

Una faccia da cane bastonato

Siate pietosi, regalate una vita sociale a questa povera crista! Posted by Hello


venerdì, febbraio 4

Il richiamo della palestra

Mi sono iscritta in palestra. C'è pure la jacuzzi. Non dico altro.

The D-day

Grande notizia: oggi pomeriggio D. si è finalmente laureata, alla veneranda età di ** anni, all'ateneo patavino (col massimo dei voti, signori, mica cazzi). Visto che non ha risposto alle mie venticinque telefonate al cellulare immagino sia persa nei festeggiamenti. Conoscendola, sarà già ubriaca marcia dopo un solo sorso di spumante. Oppure starà recriminado con amici/parenti a proposito del papiro e di episodi in esso riportati e da lei giudicati sconvenienti (non so quel che c'è scritto ma posso giurare che è tutto vero).  Posted by Hello


In ogni caso, la povera D. ce l'ha messa veramente tutta per non laurearsi. Ha preso corsi intensivi di violino, si è iscritta ad una scuola di teatro (con relativa fuitina a Roma), ha perso tempo negli USA, si è appassionata di vela per star dietro al moroso. Come si puo' notare, ce l'ha messa veramente tutta per restare un'eterna studentessa. E adesso...snif...sapere che D. era all'università era una certezza per tutti noi, un punto fermo, un qualcosa di immutabile e sicuro come due e due fanno quattro.
Beh, almeno non romperà più i maroni agli amici con 'sta storia della tesi, dato che l'ha capita solo lei (il suo relatore ignora totalmente di cosa si sia occupata, era troppo impegnato a guardarle le tette durante i ricevimenti).

giovedì, febbraio 3

Brest: modalità d'uso (parte seconda e fine)

Riprendo da dove avevo lasciato e cerco di concludere brevemente.

- tre negozi nella rue de Siam: Kerjean, specializzato in prodotti esotici, dove si puo'entrare solo sapendo cosa si cerca (il proprietario non ammette curiosi); Histoires de chocolat, il cui nome dice già tutto (comprate i cofanetti assortiti, non ve ne pentirete); Dialogues, l'unica libreria tra quelle che conosco dotata di divani (particolarmente affollati quelli della sezione fumetti), di una caffetteria/saletta riunioni (li' ho visto Paco Ignacio Taibo II e Marcello Fois, ma attenzione a non incrociare la terribile Nolwenn!) e di ombrelli che si possono prendere gratuitamente in caso di pioggia (logica vuole che debbano essere poi restituiti...hem...).

- la spiaggia del Moulin Blanc, cui si puo'arrivare a piedi dall'incrocio dell'Octroi (rue Jean Jaurès), prendendo, sulla sinistra dopo il Kaléïdoscope, la lunghissima rue St. Marc. La camminata dura una mezzoretta ed è molto piacevole (anche perché tutta in discesa, il bello viene al ritorno). Si fiancheggiano casette gotiche e casermoni popolari, cespugli di rosmarino selvatico, ciliegi e alberi in fiore (a partire da marzo), la casa rosa detta "di Biancaneve", il negozio di parrucchiere "Epi tête" che purtroppo ha chiuso, pasticcerie che, a Pasqua, espongono in vetrina galline imbalsamate. La spiaggia è da evitare la domenica (bambini e cani di ogni dimensione che scorazzano dappertutto) ed è romantica la sera. Il bagno è sconsigliato in ogni stagione.

- il bar Tour du monde, al porto turistico (vicino alla spiaggia). Di proprietà del famoso velista Olivier de Kersauson, domina la rada ed è popolato da lupi di mare e giovani fighetti. Il venerdi' e il sabato sera si balla sui tavoli (beh l'ho fatto pure io, lo ammetto). Buonissime le cozze con patatine fritte (moules frites).

- un altro bar: chez Kim, a Saint Martin (conosciuto anche come L'horizon). Il proprietario cambia nazionalità ogni sera (un giorno dice di essere malese, quello dopo cinese, la sera dopo giapponese e cosi' via) e, quel che è peggio, tortura la sua povera chitarra cantando canzoni francesi con l'accento asiatico ("gaLe au goLi-i-i-i-lle..."). Da notare che abita in Francia da trent'anni. Al porto commerciale consiglio due bar: Les quatre vents, che di solito propone musica niente male, e il Likidambar (per l'arredamento da bar tropicale).

- locali gay: il Village (squallidissimo, lui e il proprietario), l'Happy, rue Jean Jaurès, che mi è sembrato simpatico, e la Maison (mi han detto che no, è abbastanza triste). Luogo di ritrovo, anche per scambisti, sono i giardini Kennedy, vicino alla stazione (le fonti sono attendibili).

- gli unici due luoghi rimasti intatti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale : la rue de Saint-Malo, dopo il ponte di Recouvrance, e il lavatoio poco distante. Suggestivi e, soprattutto, sconosciuti ai più. Se potete, visitate l'inaccessibile plateau des Capucins e fatevi spiegare dov'era situato il bagno penale per cui Brest, anticamente, era rinomata. Quasi tutta la zona portuale è di proprietà della Marina che, col contagocce, la sta cedendo allo Stato.

- da Recouvrance cercate di arrivare, a piedi, alla route de la corniche (girate alla prima a sinistra dopo il ponte, poi, alla fine della via, a destra fino a un baretto squallido). Questra strada costeggia una buona parte del porto commerciale e dei cantieri navali, per arrivare al porticciolo di Sainte Anne; continuando a camminare sulla costa ci si imbatte in calette di ciottoli e acqua azzurrissima. Questo sentiero fa parte della strada che i monaci di Saint Mathieu percorrevano per andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela (i pannelli lungo il sentiero portano il simbolo della capasanta). Siamo sempre a una mezzora, a piedi, da Brest! Una volta, io ed E. vedemmo pure un sottomarino ("Guarda, un sottomarino!", "Seeeee")

Chiudo qui. Si vede che amo Brest????

Risiko mi fa un baffo

Le mie conoscenze in materia di capitali mondiali sono state duramente messe alla prova da questo sitarello*. Ho scoperto che sono di un'ignoranza abissale a proposito dei paesi dell'est europeo, incapace persino di dire dove stanno Ucraina-Lettonia-Lituania. Confesso che neppure i paesi del nord Europa sono la mia specialità. Ammetto di avere dei problemi a situare le città a livello mondiale (a volte le cantonate sono veramente, veramente enormi), mentre non pensavo di conoscere cosi' bene gli USA. Eh eh, ovviamente con Italia e Francia ho sempre il massimo dei punti... almeno un piccolo riscatto! Si puo' giocare da soli o sfidare altra gente che è on-line. Il mio nickname è Yum, dichiaro aperte le ostilità.


* segnalatomi da Artur Dent, specializzato in passatempi di questo genere.

Brest: modalità d'uso (parte prima)

L'incontro casuale con un ingegnere sardo, questa mattina, mi ha messo di buonumore, come succede sempre quando conosco un compatriota. Sapere, poi, che ha pure trascorso due giorni a Brest e che non è scappato a gambe levate dopo la prima mezz'ora me lo ha subito reso più simpatico. Abbiam cosi' scambiato quattro chiacchiere sulla città francese in cui ho vissuto per quattro anni e che ai miei occhi di povera psicolabile resta una delle più belle di Francia (questa affermazione, lo so, mi vale un ricovero coatto alla neuro). Siccome è raro che il turista medio capiti proprio sulla punta più estrema del Finistère, all'estremo nord-ovest della Francia, e ancor più raro che arrivi proprio a Brest (deve proprio volerlo, ma in maniera mooolto ma mooolto forte), ho deciso di stilare una piccola lista dei luoghi in/out della città. Ad uso di chi vuole andarci (io) e di chi magari già ci abita ma vuole sapere quali sono i posti gggiusti da frequentare (uhm temo che il numero sia inferiore a uno).

- il Café de la Plage (place Guérin): bar in puro stile francese, un po' scazzato e un po' alternativo, popolato da vecchiotti e fauna varia (compresa la pazza che balla da sola e senza musica, ex maestra depressiva imbottita di medicinali che l'han rovinata). Piacevole soprattutto d'estate, con i tavolinetti sul marciapiede da cui si domina la piazzetta. Consiglio dello chef: il kir cassis, o il classico sidro.

- la QV, Bar à vins: in fondo alla rue de Siam (si', quella di cui parla Prévert), ideale per gli aperitivi, con piano rialzato (le poltrone sono eccezionali, davvero morbidissime) e taverna. L'arredamento è moderno e caldo, la musica sempre azzeccata (Thievery Corporation, per esempio). Il proprietario è molto loquace e ama essere consultato sulla scelta dei vini, ma se lo si lascia parlare diventa un mulinello incomprensibile. Io prendo sempre un Entre-deux-mers, perché è l'unico vino bianco di cui mi ricordi il nome.

- dalla QV si possono ammirare, la sera, il ponte di Recouvrance illuminato di blu e le luci del porto. Giro consigliato: usciti dalla QV girate a sinistra, passate davanti al castello e arrivate ai bastioni. Fermatevi e contemplate. Il mio posto preferito in assoluto, magico e aperto sull'Oceano, da cui si dominano il porto commerciale e la rada di Brest.

- il Valentin, ristorante minuscolo in una viuzza altrettanto piccola a St. Martin. Specializzato in piatti del sud-ovest della Francia, i prezzi sono abbordabili. Io prendo sempre carpaccio di salmone, magret d'anatra con verdure e gelato al torroncino con coulis di lamponi. Ovviamente il tutto è accompagnato da pane su cui vanno spalmati strati generosi di burro salato. Delizioso, ma mette alla prova anche gli stomaci più allenati. Bisogna prenotare.

- mangio la pizza da Pizza Pietro. Ce ne sono due: Place de la Liberté e St. Martin, e io preferisco quest'ultima (perché ci lavorava un mio studente che mi metteva tripla dose di panna montata sul gelato...tentativo di corruzione? Beh, non so, ma ha funzionato). E' buona anche a La scala, nonostante la pizzeria si spacci sfacciatamente per italiana, di cui in realtà ha solo il nome.

- La galetière (rue Jean Jaurès) e la Crêperie moderne (rue Algésiras) sono le mie creperie preferite. La prima merita un punto in più per la decorazione marinara, mentre nella seconda si possono incontrare a mezzogiorno i prof. della facoltà di Lettere e Scienze Umane, che è a un tiro di schioppo.

- il kebab migliore lo fanno alla Citadelle, rue Danton (bisogna chiederlo in galette, una specie di crêpe leggerissima, e, per favore, senza patatine fritte). Cercate di sedervi all'unico tavolino disponibile, perché in tal caso il proprietario vi offrirà del buonissimo the alla menta.

- per un bicchiere dopo cena: il Comix (St. Martin), regno dei fumetti, Les voisins e, nella stessa via ma più in basso, il Dubliners (ambiente rigorosamente irish e, francamente, irritante). Al Blind Piper (rue de Siam) l'anno scorso c'era un barista fighetto e piercingato che se la tirava un casino. E' anche il bar dei marinai che sbarcano a Brest (non è simpatico rendersi conto di essere due ragazze italiane circondate da quindici energumeni che dichiarano di odiare l'Italia).

- da evitare: l'Arizona, pseudo-locale notturno/discoteca squallido e sporco popolato in gran parte da gente squallida e sporca che o si struscia tipo seconda pelle mentre si sta ballando, o improvvisa spogliarelli integrali sul palco. In più è piccolo e fa un caldo becco.

(continua)

lunedì, gennaio 31

domenica, gennaio 30

Hauru no ugoku shiro

Reduce dalla visione de Il castello errante di Howl. Bellissimo. Ho riso, ho trepidato e mi son commossa, tanto che la bambina seduta di fianco a me mi guardava perplessa e impaurita. Toccante storia d'amore tra un bel mago sciupafemmine(Hauru, veramente ma veramente figo anche se solo un cartone animato) e Sophie, povera cappellaia che, in seguito ad un incantesimo, viene trasformata in vecchina novantenne. Si', ma arzilla, con energia, buonumore e ottimismo da vendere, tanto è vero che diventa donna delle pulizie nel misterioso e sozzo castello ambulante di Hauru. Lieto fine assicurato, ovviamente. E ora son qui che plano, come mi succede quando vedo un film che mi appassiona e che parla di una storia che vorrei vivere io stessa. Lavoro troppo con la fantasia, lo so lo so, è una cosa che mi porto dietro da quando ero piccola e di cui, nonostante tutte le scornate che mi son presa, son fiera.
Ora non mi resta altro da fare che aspettare che il mio Hauru passi col suo castello ambulante e mi faccia vivere una storia super-romantica proteggendomi dai malvagi e salvandomi da tutti i pericoli.
Visione consigliata a tutti quelli che si sentono un po' giù di morale.

sabato, gennaio 29

Cip & Ciop dettano legge

Che fare un sabato sera polare quando nessuno ti cerca per uscire o anche solo fare quattro chiacchiere? Quando il panorama televisivo è desolante? Quando devo ancora aspettare due ore per vedere due vecchi episodi di "Law & Order: special victims unit"? Avevo programmato di andare al cinema a vedere Il castello errante di Howl, ma Cip & Ciop hanno appena telefonato per dire che no, al cinema si va domani perché stasera sono occupati. Soit. Cosi' son qui, davanti al computer, con una bella dose di tisana alla liquirizia e all'anice che probabilmente non mi farà dormire per una settimana.

Sabato scorso ho invitato a cena da me Cip & Ciop. Li ho chiamati mentre io e L'Altro eravamo al supermercato intenti a cercare gli ingredienti per una bella pasta broccoli e acciughe, facile e rapida.

G.: Ciao Cip & Ciop, vi va di venire a mangiare da me stasera?
C&C: Siiiiiiii' che bello!
G.: Venite verso le otto?
C&C: Ok! Ci fai gli gnocchi, vero, schiava???!!
G.: (guarda interdetta L'Altro) Ehmmmm...si'si' va bene, dai, faccio gli gnocchi. I signori desiderano altro?
C&C: Un tiramisu non sarebbe male, schiava.
G.: Come volete. A più tardi.

E cosi' mi son trovata a cucinare convulsamente per due ore. L'Altro ha fatto degli gnocchi veramente impeccabili, al sugo di pomodoro e tonno, e io un tiramisu che era un gioiellino (con i soliti problemi, come i savoiardi che finiscono improvvisamente e L'Altro che deve scendere di corsa dal casolino sotto casa o gli albumi che non montano). Cip & Ciop han mangiato (senza fare il bis, gli ingrati), bevuto , si son fregati un paio di cd e son partiti poco prima che usassi l'arma letale dello spazzolino. Ovvero: se gli ospiti non sono intenzionati a partire, sono le tre di notte e cadi dal sonno, sotto col piano A: comincia a lavarti i denti dicendo "no no, non voglio mica che partiate, per carità", sputacchiando in giro saliva mista a dentifricio. Il piano B, mettere il pigiama e sbadigliare vistosamente, è da applicare solo in situazioni estreme. Con O. ci sarebbe voluto un piano C, che devo ancora mettere a punto, visto che né spazzolino né pigiama sembravano inquietarlo. Per fortuna che, all'epoca (un paio d'anni fa), vivevo con L'Altro, che se ne prendeva cura (e che, a dire il vero, non è da meno di O.), e potevo andare tranquillamente a dormire senza dover fare la brava padrona di casa.

Ancora una serata tranquilla alla clinica, quindi. Per chi non lo sapesse, abito in una specie di clinica: il piano terra ed il primo piano sono occupati dagli ambulatori, e gli altri due piani ospitano una trentina di appartamenti di varie dimensioni che erano, in origine, stanze per i malati (le porte sono larghe per lasciar passare le sedie a rotelle). Passo la quasi totalità delle mie serate in questo ameno scenario degno di Shining o, più verosimilmente, di The Kingdom, tra vicini psicopatici, voci misteriose, gente che urla, lunghissimi corridoi e lampadine che non funzionano. Ma un vantaggio c'è: le finestre degli appartamenti sono enormi, due metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza, e la luce quindi è all'ordine del giorno. Due sono le cose che non posso sopportare: gli appartamenti al pianterreno e le stanze buie, quelle in cui persino la mattina devi accendere la luce. E io abito al secondo ed ho sempre luce (beh, a partire dalle nove di mattina, visto che prima è ancora buio pesto). Due punti per la clinica!

Mamma mia!

Alla larga: ho appena finito le pulizie del sabato pomeriggio, novella Cenerutola/Mary Poppins, con l'aiuto degli Abba, preziosi in queste situazioni delicate. Finestre spalancate, passo danzereccio, scopa piroettante, voce lasciamo perdere, musica a palla, lo straccio brandito minacciosamente a destra e a sinistra, il Vetril che ancora fluttua nell'aria, il Mastro Lindo al limone che ha fatto il suo sporco lavoro: è chiaro che dopo quest'esibizione anche il vicino più pervertito rinuncerà a bussare alla mia porta o, peggio, verrà a trovarmi nel cuore della notte portandomi in regalo una bottiglia di Cif. Che io, ovviamente, accogliero'con gioia.

Pretty woman

Dopo aver orgogliosamente proclamato davanti a testimoni che io i saldi giammai, giammai saro'vittima di questo consumismo dilagante, questo pomeriggio mi son comprata un bel cappottino nero nero, sconto del 50 per cento. La visione dei miei abiti stile piccola fiammiferaia ha fatto il suo effetto e temo che domani si riprodurrà la stessa cosa. Cercheremo di resistere? Uhm, temo sia fatica sprecata, eppoi il bancomat, lo sento, ha voglia di far pazzie.

venerdì, gennaio 28

Premetto che il fatto di aver sognato, stanotte, che Leonardo Di Caprio fosse un mio parente (ahi ahi) non influenza assolutamente la mia opinione di The aviator. Un bel film spettacolare e, a tratti, commovente, sulla forza morale e i sogni di Howard Hugues, produttore texano e appassionato di aviazione, afflitto da una specie di sindrome maniaco-compulsiva che lo porta, tra le altre cose, a ripetere le frasi come fosse una macchinetta. Affascinante ricostruzione della Hollywood degli anni 30-40 con tutto il contorno di star e starlettes: Jean Harlow (Gwen Stefani), Katharine Hepburn, Errol Flynn, Ava Gardner (presenza insopportabile). L'unica cosa che non mi convince è proprio Di Caprio in quanto attore, la sua monoespressività, la faccia da eterno ragazzino (quando Hughes ha quarant'anni il solo elemento che lo distingue da quando ne aveva venti è un paio di baffetti), la gestualità che fa pensare di essere davanti a un film qualunque interpretato da Leo. Pero', devo ammetterlo, gli si vedono le rughe attorno agli occhi, unica traccia di autenticità di un attore che sembra sempre essere quello di "What's eating Gilbert Grape?". Magari gli daranno pure l'Oscar, non mi stupirebbe, vista l'imponente campagna promozionale e la vittoria ai Golden Globe. In fondo è lui che ha voluto il film più di tutti (è anche produttore esecutivo), sarebbe un premio all'impegno e allo sforzo (e magari è pure la volta buona che riesce a sposarsi. Mi piacerebbe che l'Oscar come migliore attore non protagonista andasse ad Alan Alda (il senatore Brewster, odioso), invecchiatissimo dai tempi canterini di "Tutti dicono I love you" tanto da essere quasi irriconoscibile (ho fatto un salto sulla poltrona -scomodissima- quando ho capito che era lui). Insomma, il film mi è piaciuto e le tre ore passano velocemente. Il personaggio di Hughes è simpatico e incosciente (vedasi la lunga lavorazione di "Hell's angels"), ha scatti d'orgoglio inaspettati e trovate fuori dal comune. Forse ho esagerato con le critiche a Di Caprio, se il personaggio è abbastanza riuscito in fondo è anche merito suo, fatto sta che c'è qualcosa in lui che mi infastidisce ma che non riesco a definire.

E stasera mi aspetto nuove atrocità da Nip/Tuck

giovedì, gennaio 27

Tell me why

Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché qui a Nantes han costruito una prigione in pieno centro, a fianco ad una scuola elementare, in un quartiere piuttosto sciccoso, e perché un detenuto l'altro giorno si è divertito a tirare un pezzo di catenaccio che ha mancato di dieci centimetri la sottoscritta e la vecchierella che le stava dietro. Giuro che, una volta tanto, non stavo parlando male dei francesi...

Stasera vado a vedere: The aviator, e giusto perché c'è una scena con Jude Law nelle vesti di Errol Flynn (eheheh, ho fatto i miei conti!).

Tra un due orette finisco di leggere: "Alias Grace" di Margaret Atwood, una delle più grandi scrittrici canadesi contemporanee. Per un totale di 624 pagine, macabre al punto giusto, in cui nessuno dice la verità ma tutti mentono molto bene, sullo sfondo del carcere canadese di Kingston (da cui forse i miei interrogativi sulla prigione nantese di cui sopra). Aspetto il colpo di scena ed ho già due o tre ideuzze strambe per il finale, ideuzze che provengono sicuramente dalla visione eccessiva di "La signora in giallo".





martedì, gennaio 25

1984

Discutevo ieri con L'Altro a proposito degli anni 80 e della moda del tempo, e penso di essermi giocata una buona parte di credibilità ammettendo che si', anch'io all'epoca portavo fieramente le famigerate spalline. Erano sempre li', sotto maglioni e magliette di ogni taglia e colore (fucsia, giallo, viola). Per evitare che cadessero, rivelando cosi' delle spallucce mosce nonostante anni di nuoto, la mamma mi aveva pure cucito delle striscioline a strappo cui fissare le spalline. Nelle foto di quegli anni sfoggio cosi'delle belle spalle quadrate da giocatrice di rugby. Ciliegine sulla torta, l'apparecchio ai denti e i capelli ingellati con l'immancabile frangiona. Aggiungerei anche lo specchio con la foto dei Duran Duran talmente brutti da essere quasi irriconoscibili, regalo della vicina che troneggiava, vicino al quadro di Pippo, su una parete della mia stanza. Era circa il 1984 e mi avevano regalato la cassetta di "Arena", uno dei dischi che più ho ascoltato sognando di vivere torride avventure con John Taylor (ché mica cagavo Simon Le Bon) su spiagge esotiche con "Save a prayer" in sottofondo. Non sapevo l'inglese, ma conoscevo l'album a memoria e potevo cantare tutte le canzoni, storpiate in una lingua tutta mia. Per par condicio ascoltavo anche gli Spandau Ballet, più eleganti e composti, che tuttavia non sono mai riusciti a stimolare le mie fantasie erotiche nonostante i testi (e i video) di "I'll fly for you" e "Gold". Credo che la colpa fosse del biondo sassofonista (osceno, tra l'altro) che dava alle canzoni un'aria snervante alla Fausto Papetti. L'annoso dibattito sulla supremazia Duran Duran-Spandau, un classico degli anni 80, mi ha vista parteggiare apertamente per i primi, data soprattutto la figaggine del succitato John Taylor. Ora il gruppo sembra essersi riformato, son tornati anche gli altri tre insulsi (il tastierista Nick Rhodes, il chitarrista Andy Taylor e il batterista Roger, Taylor pure lui). Ma che fine hanno fatto gli Spandau? E dov'è finito Tony Hadley? I fratelli Kemp si son dati alla tv o al cinema (Gary Kemp spegneva una sigaretta in una pozza di sangue in "Killing Zoe), e il sassofonista sarà finito a suonare a qualche matrimonio. Ma c'erano poi altri membri? Urge un ripasso. Io comunque attendo notizie.



lunedì, gennaio 24

Visto che nella ricca e simpatica Nantes non siamo inferiori agli altri francesi spocchiosi, anche qui stasera è nevicato. Fiocchi grandi come pizzette Catari' che per almeno dieci minuti han fatto incazzare pedoni e automobilisti, e che hanno sostituito le amene trombe d'aria della settimana scorsa. Niente di apocalittico, sia ben chiaro, tanto più che ora tutto è finito. Mentre ero in autobus, durante la folle nevicata, avevo solo voglia di tornare a casa, alzare il riscaldamento e starmene beata nella mia serra tropicale. E ora, immersa in quest'atmosfera da Tropical agony cui mancano solo gatto e caminetto acceso, mi godo la serata Nicole Kidman. Primo film, "Malice", già visto quindici volte: ma si', quel film sciapido in cui la Nicole e uno dei Baldwin sono amanti diabolici ma fan finta di odiarsi per infinocchiare il di lei marito (questo detto a beneficio di chi il film non l'ha mai visto). E poi "Da morire, di Gus Van Sant: sfido chiunque a non inorridire davanti ai tailleurini pastello a pois che esibisce (sempre lei) mentre presenta la meteo. Brrr. Con tanto di finale sul lago ghiacciato, degno di quella zoccola arrivista che è nel film.

giovedì, gennaio 20

Accetto la sfida. Cerchero' di guardare Closer (o "Tra adulti consenzienti" che dir si voglia) con occhi neutri da buona spettatrice, anche se sarà difficile. L'appuntamento è per questo fine settimana.

domenica, gennaio 16

Pornic (Loire-Atlantique) 16/01/05.
Una creperia affollatissima, una cioccolata con la panna, il lungomare, nebbiolina e, sulla vetrina, un simpatico cosino giallo che altro non è che l'ermellino, simbolo della Bretagna..
 Posted by Hello


sabato, gennaio 15

Durante una serata al ristorante cinese, chi scegliereste di infilzare con le bacchette? A chi fareste assaggiare la temutissima salsa rossa, piccante come i peperoncini del Guatemala di Homer Simpson, spacciandola per innocuo ketchup? Ebbene, mi vergogno di me stessa: avendo l'opportuntà di approfittare della bionda, me ne son rimasta mansueta come un agnellino. Cosa sarà mai questo attacco di buonismo? Oddio, possibile che stia cambiando? E pensare che sarebbe potuta andare cosi'...

Visita obbligata, questo pomeriggio, a casa della sorella di una mia compagna di corso che chiameremo C1. Il tutto perché un'altra del gruppo, C2, ci ha mollate senza scrupoli nel bel mezzo di un lavoro da consegnare entro lunedi' mattina, adducendo una scusa del tipo "ah, ma adesso proprio devo scappare, devo passare a prendere mio fratello". E noi: "Ah si' si', vai pure", per poi pensare "ma C2 non ha nessun fratello". E cosi' tappa dalla sorella C3, sposata con figlio (ed è pure più giovane di me), per stampare alla bell'e meglio il frutto del nostro sudore. Piccolo particolare: a casa di C3 c'erano anche i genitori di C1 e C3. Una visita coi fiocchi, dunque. La povera e timida intrusa si è cosi'trovata di fronte ad una famigliola succube del piccolino di un anno, bavosetto e urlatore. E siccome tutta donna che si rispetti DEVE mostrare spirito materno, altrimenti è considerata una snaturata, la poveretta si è vista costretta ad emettere urletti stupefatti e "ma com'è carinoooo" mentre il pupo le sbavazzava dapperutto e i genitori parlavano di divani in pelle umana appena comprati in saldo ("un affare"). Cosa non si fa per stampare due o tre fogli...

giovedì, gennaio 13

Lo so, lo so, avevo promesso di vedere "Oui, chef!" e di parlarne un po'...ma francamente c'è un limite a tutto e qui la noia è palpabile. Mi aspettavo evoluzioni acrobatiche davanti ai fornelli e mirabolanti ricette da far realizzare a qualche sventurato di passaggio, o almeno verdurine tagliate a microdadi con piglio cinese, come il mio mito che fa la pubblicità dei coltelli Shogun. E invece ho gettato un occhio annoiato su: un capo-cuoco che sembra il sergente pazzo di "Full Metal Jacket", dei casi clinici come apprendisti che anche mio fratello cucina meglio, cibo seviziato, mani ovunque (e non oso pensare alla probabile presenza di peli nella mousse al cioccolato o nel salmone alla griglia), pianti lacrime insulti regolamenti di conti a go-go, musichetta compiacente. Rimpiango di aver mancato l'interessantissimo documentario sulle Crociate di Arté (ma anche no).
Quasi quasi mi guardo "Dinococcodrillo: il mostro del lago" (mica merda, eh: il produttore è Roger Corman). Le prime scene a sfondo tribale-totemico e i Carmina Burana di sottofondo meritano forse un giudizio meno affrettato...

mercoledì, gennaio 12

Lo so che ultimamente non son frizzantina come al solito. Ma lasciatemi qualche giorno, una buona dormita, un paio di saldi qua e là e ritorno come nuova e ancor più fica (se possibile).  Posted by Hello

martedì, gennaio 11

Udite udite: in tre giorni, il qui presente blog, infestato dai cetriolini, è riuscito ad arrivare alle 100 visite! Che poi 85 di queste siano mie e le altre 15 di amici impietositi è un altro par di maniche che non interessa nessuno.
I passanti sono comunque invitati a non aver paura dei cetriolini suddetti ché non mordono mica (fanno solo un po'ribrezzo) e a lasciare un commento qualsiasi...come già detto, accetto tutto, anche soldi.

lunedì, gennaio 10

Pressure pushing down on me
Pressing down on you no man ask for
Under pressure
That burns a building down
Splits a family in two
Puts people on streets

Bah bah bah bah bah bah
Bah bah bah bah bah bah

That’s o-kay!
It’s the terror of knowing
What this world is about
Watching some good friends
Screaming let me out!
Pray tomorrow takes me higher
Pressure on people
People on streets

Do do do bah bah bah bah
O-kay
Chippin’ around
Kick my brains round the floor
These are the days
It never rains but it pours
People on streets
People on streets

It’s the terror of knowing
What this world is about
Watching some good friends
Screaming let me out!
Pray tomorrow takes me higher higher higher
Pressure on people
People on streets
Turned away from it all
Like a blind man
Sat on a fence but it don’t work
Keep coming up with love
But it’s so slashed and torn
Why why why?
Love love love love

Insanity laughs under pressure we’re cracking
Can’t we give ourselves one more chance?
Why can’t we give love that one more chance?
Why can’t we give love give love give love?
Give love give love give love give love give love?
Cause love’s such an old fashioned word
And love dares you to care
For people on the edge of the night
And love dares you to change our way
Of caring about ourselves
This is our last dance
This is our last dance
This is ourselves under pressure
Under pressure pressure

domenica, gennaio 9

Ho deciso di iniziarvi agli orrori della televisione francese. Niente bellocce seminude e siliconate che scodinzolano sullo schermo, niente servi del padrone prostrati alla Bruno Vespa, niente straccetti tipo Emilio Fede. Unico neo locale: una passione smisurata per i reality show, di tutti i tipi: dal classico "Star Academy"(il nostrano "Saranno Famosi"), giunto alla quarta edizione, al rivale "Popstar" (stessa cosa), al "Loft" ("Grande Fratello"), al "Nice People" ("Grande Fratello" internazionale, vinto da un'Italiana), a "La ferme"("La fattoria"), ai vari "Koh-Lanta" (a cui partecipava il mio cerebroleso istruttore della palestra), "Ile de la tentation", "A la recherche de la nouvelle star", "Le pensionnat de Chavagne" (un gruppo di ragazzini in un collegio stile anni 50) etc. Insomma, in generale un fottio di cose ininteressanti.
Mi son ripromessa di guardare per voi il nuovo Oui,chef!: un capo-cuoco vuole aprire il suo ristorante e arruola uno stuolo di apprendisti per insegnare loro il mestiere. Si prevedono lotte a colpi di mattarello, insulti in marsigliese stretto, colpi bassi tra la cella frigorifera e il forno (con il solito sfigato che sarà chiuso dentro uno dei due), forchettate, lanci di farina, scivolamenti accidentali su bucce di banana, pentoloni d'acqua calda che improvvisamente si rovesciano, scherzoni sulla presunta omosessualità di uno qualunque degli apprendisti con conseguenti doppi sensi su "farcire il tacchino" o "sbucciare il porro". Nulla a che vedere, sulla carta, con l'insulso "Il ristorante" condotto da un'imbarazzata e imbarazzante Antonella Clerici (scusa mamma, ma è veramente patetica..e non va certo meglio quando presenta il tuo programma preferito, quello sulla cucina). A giovedi'prossimo.


1

Perché tutti stanno traslocando, qui alla clinica, come topi che abbandonano la nave prima del naufragio? Perché ci sono sempre più appartamenti vuoti? Perché quelli che traslocano mi guardano con accondiscendenza mista a pietà e pensando "poverina"? C'è forse una terribile verità che nessuno vuole dirmi? Sono forse l'unica tenuta all'oscuro di una prossima catastrofe clinichesca? Mi sento un po'come se fossi stata sul Titanic e avessi continuato a ballare mentre fuori c'era il putiferio.

2

Post più tranquillo. Dopo lunga riflessione ho concluso che probabilmente sono l'unica a non sapere che una nuova e temibile specie di vicino, il Vicino Rompipalle Che Bussa alla Porta Altrui a Ogni Ora del Giorno & della Notte, si è installato alla clinica. Intanto si è già presentato qui due volte, alle 2 del mattino di giovedi' e a mezzanotte di venerdi'. Porta in faccia in entrambi i casi. Quando l'ho raccontato a Cip & Ciop si sono spaventati tutti e due (si sa mai che sia uno squilibrato), in ogni caso non gli è neanche passato per la testa di accompagnarmi a casa, ieri sera. "Cazzi suoi, abbiamo sonno". Ciop ha la sua bella gatta da pelare: "mi è successa una cosa inquietante", mi ha detto. Ebbene: uno studente gli ha mandato una dichiarazione d'amore anonima e molto adolescenziale, del tipo "la notte faccio fatica a dormire perché continuo a sentire la tua voce", "non ce la faccio più a tenere il mio amore nascosto", "mi sono subito innamorato di te". Ovviamente non ha risposto alla mail, ma la cosa ha l'aria di turbarlo. Niente a che vedere col mio Vicino Rompipalle, anzi, secondo me è una dichiarazione tenera e lusinghiera. A me non è mai successo niente del genere. Niente bigliettini anonimi, niente telefonate volgari, niente mail porche, niente dichiarazioni d'amore improvvise, niente "mi piaci" scarabocchiati sul campanello. Solo uno studente psicopatico che poi è stato rinchiuso in clinica e imbottito di medicinali.

giovedì, gennaio 6

Ritiro tutto quello che posso aver detto di positivo sui miei vicini del terzo piano. Ieri notte, dopo una lunga conversazione telefonica con l'Altro, stavo quasi per addormentarmi, quando qualcuno ha suonato alla porta. Panico. Ho aspettato, avvolgendomi ancor più nel piumone, sperando che il molestatore partisse. Macché. Ha cominciato a bussare. Dopo aver infilato rapidamente i pantaloni del pigiama mi son avvicinata alla porta. "Sono il vicino", disse lui, timido ragazzetto cicciottello. Porta semiaperta. "Non riesco ad addormentarmi e vorrei parlare un po'con qualcuno...". Risposta mia: la porta in faccia. Eccheccazzo! Non si puo'far cosi'alle due del mattino!

mercoledì, gennaio 5

Buona befana a tutti. Domattina non trovero'nulla nel calzino che lascero'ai piedi del letto (anche perché se ci trovassi qualcosa sarebbe veramente inquietante), son passati i bei tempi in cui la sera del 5 io e mio fratello cercavamo di restare svegli il più a lungo possibile per poi crollare alle 23...e la mattina dopo le calze erano li', la mia bella piena delle adorate arachidi caramellate, di noci e arance...perché troppo zucchero fa male ai denti, ha sempre detto la mamma. E infatti con le centinaia di carie che mi ha curato a causa delle non-caramelle non-mangiate durante l'infanzia il mio dentista, il mitico Zante, si è pagato il restauro della villa in centro più un abbonamento a vita al golf club di Abano. Ma questa è un'altra storia. Per domani mi son comunque premunita di caramelle mou da sgranocchiare durante il corso dell'Adorato. Posted by Hello
Delusione. Dopo attenta osservazione, questo vicino che sembrava promettere mari e monti si è rivelato essere un banale adolescente maleducato che la mattina si alza alle undici e si affaccia alla finestra per scatarrare nel cortile. Fantastico. Il 2004 è finito in maniera passabile ed ora il 2005 si annuncia ricco di sorprese. Aspetto solo che il vicino si accorga di me e cominci a farmi gesti osceni facendo sballonzolare la pancia.
Nonostante i piaceri della ridente (o ridicola?) Padania son riuscita a tornare, passando indenne attraverso interminabili viaggi in treno, controllori accomodanti, compagni di viaggio penosi e tram fantasma. Il tutto accompagnata da un enorme e pesantissimo zaino ormai a brandelli che devo aver riempito di sassi in un momento di disattenzione, cosi', tanto per farmi un bello scherzo. Al mio arrivo a Nantes alle 22 di ieri sera sono stata assalita da una serie di questioni metafisiche: perché non c'è nessuno in giro? perché nessuno è venuto a cercarmi? perché l'ultimo autobus passa alle 20? perché sono l'unico essere di sesso femminile che aspetta penosamente il tram in mezzo ad una marmaglia di adolescenti ubriachi? perché sono l'unica che aspetta il tram 2? Alla fine mi son fatta venti minuti a piedi che sembravo uno stantuffo rabbioso ma, ahimè, proprio come la piccola fiammiferaia sono rimasta da sola fino alla fine. Nessuno ha avuto pietà. O forse nessuno ha avuto il coraggio né di aiutarmi né di darmi il colpo di grazia. Eppure bastava veramente poco. Nella mia testolina bolle già l'idea di una piccola fiammiferaia versione dark che si vendica di tutto e tutti, un misto tra Cybersix e American Psyco. Nantesi, tremate.

E intanto ho scoperto di avere un nuovo vicino, esibizionista come me. Niente tende alle finestre e vista diretta su un angolo del suo appartamento. Ho capito che: ama gli alcolici e le luci soffuse, le poltrone di cuoio e le librerie in finto noce, che ogni tanto fuma e prima o poi si accorgerà di me che getto sguardi languidi, disinteressati e casuali verso il terzo piano. Ci sarà da lavorare ai fianchi, ma noi certo non ci tiriamo indietro. Dovrei forse togliere il logoro golfino nero che uso per casa e sfoltire un po'l'abbigliamento da omino Michelin (i già citati strati di magliette) per adottare invece un look più trendy e disinvolto. E soprattutto procedere ad una seduta di depilazione preventiva in caso di viste inaspettate. Son sempre sicura che George Clooney prima o poi busserà alla mia porta, in fondo siam quasi colleghi. Sempre di cliniche si tratta. E poi come resistere di fronte al mio nuovo taglietto sbarazzino? Il sig. n.dent, che ha avuto la fortuna di passare qualche oretta padana in mia compagnia a sbevazzare aranciata e coca-cola (lui era quello malato, mica io), mi ha oltraggiosamente paragonata a Paperetta Ye-Ye (astenersi chi non conosce in maniera approfondita le vicende paperopolesi). Io avrei preferito Paperinika o Amelia-la-strega-che-ammalia o, in ultima analisi, il corvo Gennarino o persino Yanez. In realtà mi rendo conto che ho quasi lo stesso taglio di quando avevo sei anni e feci la foto ricordo a scuola, quella in cui sono tutta composta sul banco e sfoggio il grembiulino blu e il fiocco a pois…

Passando a cose più frivole, ecco un aggiornamento musical-letterario postnatalizio, in ordine sparso. Una specie di promemoria personale per le prossime settimane. Ma anche un elenco

Da riascoltare: Thievery Corporation, Pizzicato Five, Marvin Gaye, Portishead & Paul Weller, Nina Simone, Peggy Lee, Franco Battiato, Tim Buckley, Bob Dylan.

Da leggere: Niccolo'Ammaniti ("Ti prendo e ti porto via"), Simonetta Agnello Hornby ("La mennulara"), Rex Stout ("Alta cucina"), Michel Tremblay ("Les chroniques du plateau Mont Royal").

Rileggerei: tutti i libri di Stefano Benni, soprattutto i primi.

Da vedere: "Dracula" di Jesus Franco (ma non ho i codec per leggere il dvd).

Ho visto e mi è moderatamente piaciuto: "Il ladro di orchidee" di Spike Jonze (anche se la seconda parte è fantascienza).

Ho iniziato a vedere e non ho avuto palle di continuare: "Il ritorno di Cagliostro" di Cipri' e Maresco.

Ho rivisto dopo un anno e non mi ricordavo veramente nulla (ma nulla nulla, eh): "Minority Report" di S. Spielberg.

Vorrei vedere: "Ferro 3", ma chissà quando esce qui e con che titolo. E poi mi cagherei sotto a vederlo da sola, dovrei sequestrare qualcuno per farmi compagnia e obbligarlo a restare con me almeno fino alle tre di mattina (come feci l'anno scorso con i due baldi giovanotti che mi costrinsero a vedere "Identity"). Offro thé e pasticcini.

Posso essere utilizzati come simpatico comodino o per farsi vento o per sorreggere tavoli traballanti o per schiacciare cimici e zanzare: "La sorella di Cleopatra" di Penelope Lively e "La pesca alla trota in America" di Richard Brautigan (se qualcuno ha il coraggio di togliere la polvere che c'è sopra).

Ho visto in tv e sono rimasta inorridita: un Pedro Almodovar tutto mossette e mossettine che canta "Cuore matto" tra Little Tony e Mara Venier. Cosa non si fa per pubblicizzare il proprio film...

domenica, gennaio 2

(Parentesi padovana)

Torno il 3/01...intanto auguri a tutti

giovedì, dicembre 16

Che ho fatto in questi giorni di silenzio? Mah. Difficile a dirsi. Intanto ora sono reduce da un sedicente corso pomposamente intitolato "cultura italiana" in cui il Mago pancione ci ha appioppato per due ore le solite menate su Dante-Petrarca-Manzoni che nessun italiano normale le regge più. E domani parto alla volta di Parigi prima di sbarcare in Italia per una decina di giorni. Uauuuu! E chi li regge più questi francesi...più li conosco e più mi vien voglia di evitarli. In quattro anni di lontananza dalla madrepatria mai mi era passata per la testa l'idea di rientrare definitivamente. Sarà che Brest e la Bretagna non sono la Francia ma un'isola sperduta lontana da tutto, dove ho potuto vivere tranquillamente avendo a che fare con gente strana ma simpatica. Qui a Nantes i francesi son veramente francesi, cioè intriganti, superbi, sciovinisti, ligi al dovere e tutto il peggio possibile. Guai a chi sgarra. Io, che del baro, della bugia a oltranza e dei mezzucci ho fatto la mia regola di vita, qui mi sento spaesata. Il mio motto "solo alla morte non c'è rimedio", tratto dalla Bibbia secondo Elio e Le Storie Tese, è visto come un segno di demenza senile. "Tutto è un dramma", direbbero qui. Ma fatemi un piacere! 'Sti Francesi in Italia non riuscirebbero a sopravvivere due giorni. Pfui.

Una delle uniche cose positive di Nantes è l'enorme dispiego di soldi per le luminarie. Ce ne sono dappertutto (in centro, beninteso..dalla clinica in cui abito si riescono a vedere solo i bagliori) e di ogni forma e colore: maxifiocco di neve bianco, lamapdario dorato, simil-tende...si arriva persino alla scritta gigantesca e kitsch "Nantes 2005". Il problema è che dette luminarie son si' carine e tutto quanto, ma peseranno tre quintali l'una...quindi ogni volta che ci passo sotto o a fianco ho una certa apprensione, il passo si velocizza ed il respiro resta in sospeso per qualche secondo. Ora aspetto di vedere cosa è stato fatto a Padova: sarà sicuramente più bello e originale...

Consigliato a tutti coloro che passano a Nantes: il Live bar, rue de Strasbourg (vicino al castello dei duchi di Bretagna). Atmosfera accogliente, luci soffuse, colori caldi, decorazione simpatica (esigo di avere anch'io una tendina fatta di lucine di Natale a forma di stella!), prezzi contenuti e, soprattutto, tanti giochi. No, non è la demenza senile di cui parlavo prima (per quella c'è sempre tempo e di sicuro non tarderà) o un rincoglionimento progressivo (uhm). E'proprio la presenza di un gran numero di giochi di società: carte di ogni tipo, giochi di ruolo, tattici, di abilità etc. Si puo'scegliere su un menu speciale a cosa si vuole giocare; noi ieri sera abbiamo optato per un "piatto agrodolce" (anche se io ne volevo uno "ben speziato"), e ci siam visti arrivare un gioco ambientato in un castello, con le pedine e le carte. A volte si puo'anche interagire con altre tavolate per creare vere e proprie scenette. Ieri son riuscita a barare e ad arrivare ultima. Il gioco successivo, con le carte, ha visto tutti gridare come degli indemoniati sbattendo mucchietti di carte sul tavolo. Sono arrivata seconda senza capire granché delle regole e del senso del gioco. Tiè!

!

Ecco, questa è la mia vera eroina, altro che le biondine di Tom Robbins. Tra l'altro trovo che mi assomigli: i capelli sono gli stessi, la passione per il nero anche, l'espressione corrucciata è la mia, le tette son quelle...(sento da qui le risate)
 Posted by Hello


E' Cybersix, argentina, nata da una serie di esperimenti di un malvagio scienziato nazi (e dalla testa di Trillo e Meglia). Di giorno è un rispettabilissimo prof d'inglese (uomo! credibilissimo), di notte si trasforma in un'implacabile giustiziera e salva il mondo. Per chi volesse saperne di più, ecco un sito in italiano ()
. Completo, con tutta la patetica storia di Cybersix. Preparate i kleenex.


lunedì, dicembre 13

Dopo attenta riflessione ho capito perché leggo (quasi) solo libri che parlano di gay...semplicemente perché odio non dico il genere femminile in generale (anche se...), ma le eroine dei libri. Troppo belle, troppo fortunate, troppo intelligenti, soprattutto troppo metabolisticamente efficienti, trovano infallibilmente l'uomo/il lavoro della loro vita, spesso anche tutti e due in un solo colpo. Prendiamo per esempio i personaggi femminili di Tom Robbins, uno dei miei autori preferiti: da Leigh Cherie di "Natura morta con picchio" alla Ellen-Cherry Charles di "Coscine di pollo" alla Sissy Hankshaw (interpretata da nientepopodimeno che Uma Thurman versione grandi pollici) di "Even cowgirls get the blues", sono tutte bellissime avvenuriere che, dopo varie peripezie (amori, tradimenti, rapimenti, bombe, danze dei sette veli, autostop selvaggio, riconciliazioni) si ritrovano rigenerate moralmente e fisicamente. Chissà perché, me le immagino tutte bionde. Mi rodo d'invidia, eh? Certo. Perché anch'io non sono come loro? Certo, Sissy ha dei pollici enormi, fa pubblicità di detergenti intimi per un certo Contessa e poi si ritrova preda di cowgirls assatanate, e Leigh Cherie viene fatta prigioniera in una piramide...ma almeno protagonista di una storia un pelino più verosimile, perché no?
Semplicemente perché me ne sto svaccata sul futon con una tazza di the in mano e il computer sulle ginocchia, intrappolata, causa raffreddore, sotto una montagnola multistrato di maglietta maniche corte/maglietta maniche lunghe/golf di lana/felpa in pile. E ho il naso rosso. E un kleenex in mano. Pfui. Un paio di giorni, una decina di aspirine e mi rimetto in sesto.
Etciù.

domenica, dicembre 12

Qui, per esempio, i miei piedini potrebbero divertirsi e restare al calduccio...Playa de las teresitas a Tenerife (la foto è di J-M) Posted by Hello

Piedi freddi, cuore caldo

Cercasi urgentemente volontari per scaldarmi i piedi prima di andare a letto, non posso più continuare con questi cosi che assomigliano a dei cubetti di ghiaccio al polo nord...



Come si fa a guardare Silvana Mangano ed un giovane e aitante Clint Eastwood in un corto italiano doppiato in galiziano, alle due del mattino? Bisogna non essere proprio normali, credo. E fantasmare, come lei, di avere tutti gli uomini ai propri piedi. Ed io rientro appieno nelle due categorie.
Casalinga frustrata sessualmente da un marito apatico (il Clint), la Silvana si riscatta in sogno; io comunque la preferisco mentre fa biscottini voodoo in pastafrolla.

sabato, dicembre 11

A night at the Opera

Ieri sera ho assistito ad una rappresentazione all'Opéra, facendo cosi' il mio ingresso ufficiale nell'alta società nantese. Vabbé, se dico che in realtà si trattava della prova generale e che il pubblico era molto informale non mi si fila più nessuno. Se me la tiro un po' magari posso competere con le fighettine nantesi (che, tra l'altro, paiono fatte con lo stampino), senno'come povera italiana non ho veramente nessuna chance. Eppoi, cosa da non sottovalutare, l'Adorato ama l'opera. Affinità elettive.
Per farla breve: ieri sera ho assistito alla prova generale de "Il naso" di Chostakovitch; e io che avevo capito Tchaikovsky e mi aspettavo un qualcosa tra un balletto stile "Schiaccianoci" e il "Lago dei cigni" e e una drammatica storia d'amore e morte con cantanti ciccione dalle tette enormi che si struggono con un fazzolettino piccolo piccolo....invece è la storia di un naso che, un bel giorno, si stacca dal viso del legittimo proprietario e comincia a farsi una vita propria, mentre il legittimo lo insegue dappertutto, disperato. Il primo atto è stato un po' pesante (la rappresentazione della San Pietroburgo degli anni 30 non è proprio il massimo dell'ilarità), ma per fortuna la mancanza assoluta di riscaldamento (anzi, la presenza di aria condizionata fredda) e il battere dei miei denti mi hanno impedito di piombare in un coma prolungato costringendomi a coprirmi come una sioretta con sciarpa-scialle e giaccone-coperta. Il secondo atto è stato molto divertente: stupro collettivo ad opera della polizia, pacche sulle palle, ceri usati per sollazzarsi e cosi'via. Uhm. Giuro. E'tutto vero.
Quando ho ripreso i sensi ero in un pub bretone affumicato davanti ad un buon sidro, abbracciata al termosifone.
Giace ancora ai piedi del letto, tra nugoli di polvere: "La sorella di Cleopatra" di P. Lovely, che sovrasta "La pesca alla trota in America" di R. Brautigan di cui ho letto giusto due righe prima di cadere narcotizzata. Giuro che è l'ultima volta che compro un libro basandomi solo sulla copertina o sulla fama dell'autore. Per fotuna che erano scontati tutti e due (e ci credo).
Invece tra un po'attacchero' Michel Tremblay, autore del Québec di cui Ciop è fan e possiede circa venti libri (lo stronzetto ha pure una copia autografata da Armistead Maupin, probabilmente un giorno o l'altro strappero'la pagina e la ingoiero') . Mi chiedo perché tutti gli autori che ho letto ultimamente siano gay o molto amati dai gay o parlino di gay. Comincio a pormi alcune domande esistenziali.
Dovrei darmi a letture più frivole, tipo "Il diavolo veste Prada" di Lauren Weisberger, ben accetto come regalo di Natale.

giovedì, dicembre 9

Pensierino della sera Posted by Hello
Ingredienti consigliati per una seratina casalinga: qualche bicchiere di Pink Martini (Hang on Little Tomato), una spruzzatina di Propellerheads, qualche grammo di Bugge Wesseltoft ed una manciata di Pizzicato 5.
Da ascoltare senza moderazione.
Cibo
Una cosa che ho sempre odiato, e che ho dimenticato di mettere nella lista, è il grasso della carne. Quella pellicina a volte sottile sottile, a volte bella spessa che tutti sembrano particolarmente apprezzare ma che a me fa senso. Ogni volta che me la trovo davanti mi sento obbligata a sezionare la carne per interi quarti d'ora finché l'obbrobrio non sparisce del tutto; lo faccio anche col prosciutto crudo. Mai e poi mai avrei pensato di poter mangiare quella cosa molliccia ed elasticosa...fino a stasera. Invitata da Cip & Ciop per assistere alla puntata finale della nostra beneamata serie Alias e per essere dovutamente rifocillata, mi son trovata sul piatto una massa informe di manzo mista a bacon e sottiletta. Passi l'aspetto, magari sarà buona, mi son detta; Ciop ai fornelli se la cava bene, dopotutto. Sistemati su un simpatico divanetto a molle, dandoci di gomito causa mancanza di spazio abbiam cominciato a tagliare la carne. E li'ho visto: strati e strati di grasso e carne veramente elastica non solo sotto il coltello ma anche in bocca. Dieci minuti per masticare il primo boccone mi son sembrati un po'troppi e i coretti di "sguish sguish sguish glomm" delle nostre mandibole erano francamente imbarazzanti. Dopo varie acrobazie son riuscita ad ingurgitare un secondo boccone, pensando tra me e me alla penitenza che mi sarebbe toccato fare l'indomani per purificarmi: digiuno completo? dieta del minestrone? dieta a punti? cinque avemarie e tre padrenostri? Le buone intenzioni c'erano, ma dopo aver tagliato un altro pezzo di grasso ed aver visto che il filino di carne che era attaccato sanguinava, ho gettato la spugna al grido di "a tutto c'è un limite, santoiddio". E mentre Cip & Ciop cominciavano a tocchignarsi sul divano e ad allungare le mani su per la mia schiena, mi son decisamente concentrata non tanto su questo tangibile segno di amicizia quanto sull'eliminazione dei residui di grasso che avevano infestato ogni spazio possibile tra i denti. Operazione difficile da eseguire senza stuzzicadenti né filo interdentale, che richiede una certa abilità nel non emettere ridicoli risucchi e nel non farsi sgamare con un dito in bocca.
E' finita che la puttana bionda è morta, che lui e lei si son ritrovati e baciati appassionatamente (coretto di "oooohhh" di noi tre romanticoni), che Cip ha cominciato a guardarmi le tette e allora ho capito che forse era ora di rientrare.

Regali sotto l'albero
Altro che libri, altro che insulsaggini tipo maialini cinesi portafortuna o tanga maculati: a Natale voglio questo !! http://news2000.libero.it/noi2000/no107.html

mercoledì, dicembre 8

L'ho appena scampata bella...stamattina il cursore del mio PC ha deciso, cosi'su due piedi, di non muoversi più, per un'oretta. Sciopero. Tiè alla Sfruttatrice. Vacanza. Ho sfiorato l'infarto e cominciato a delineare tutti i possibili scenari apocalittici dovuti alla mancanza di contatti col mondo: no cursore uguale no internet uguale solitudine in una terra ostile uguale e adesso come faccio uguale oddio finirà che mi ritroveranno qui morta stecchita accanto ai rottami del portatile. Stranamente sono rimasta calma, e con una buona dose di pazienza certosina son rimasta a cincionare sui tasti. Il cursore si è impietosito e paf! di colpo ha ricominciato a muoversi. O gioia, o gaudio! Tutto mi è sembrato più bello. Avrei anche potuto cantare. Beh insomma, quasi.
Tà-dah! 1
Eccomi appena fuoriuscita dalla doccia, tutta bellina e saltellante e profumata e spumeggiante, grazie anche a questo magnifico deodorante made in USA al Big Babol...ogni tanto tolgo il tappo e mi faccio una bella sniffata, proprio come con la colla! Amenità varie a parte, dopo la doccia mi viene una piomba da chilo e mi sa che tra poco me ne vo a nanna, da buona vecchierella che si rispetti.
Colonna sonora: The Notwist, Neon Golden.
Tivù accesa senza audio su oscura partita di calcio tra oscure squadre per oscura qualificazione di oscura coppa. I blu hanno vinto. Bah. Mi sa che quasi quasi preferivo i bianchi.
Che seratina, eh?

Tà-dah! 2
Scene da Far West oggi in facoltà. O meglio: storie di ordinario squallore al dipartimento di italiano. Mentre incrociavo casualmente l'Adorato e cercavo di trattenerlo con nebulose domande a cui davo fantozziane risposte, schiaffeggiandomi mentalmente per non aver messo la gonna quella nera con uno spacco centrale enorme, urla disumane sono fuoriuscite dall'ufficio del Mago Pancione. Detto panzone stava inveendo contro la povera collega Prozac, amabilmente definita, a più riprese e su toni di voce sempre più elevati, "cogliona che non sopporto più". Sfortunatamente lei non era presente: era nell'ufficio accanto e temo abbia sentito tutto. A quel punto, l'Adorato è cavallerescamente partito per intervenire e calmare il panzuto. Ahhh! Che uomo! E'pure sensibile e non rifugge davanti al pericolo (quando è incazzato, il Mago Pancione lancia raffiche di sputacchi corrosivi).... E la cicatrice che ha vicino alla bocca mi ispira di tutto tranne che sentimenti platonici. "Vadi, vadi, per carità" è tutto quello che son riuscita a dirgli. Pietà. Il pathos era talmente forte e il mio uragano ormonale talmente violento che non ho capito più nulla. Vedremo alla prossima puntata. Per il momento penso di tampinarlo con astruse mail in cui velatamente gli spiego cosa voglio da lui, infarcendo ovviamente il tutto di dotte citazioni latine e greche per mostrargli che aho so'colta e di esempi tratti dall'Aida e dal Rigoletto, di cui lui è fanatico. Mi pare una buona tattica, no?
In ogni caso, quella vipera di Mimi, mio compagno di corso gay, sostiene che è chiaro come il sole che l'Adorato è omo. Tutta gelosia. Glielo faro'vedere io di cosa sono capace.

Tà-dah! 3
Alla tv stanno facendo "Svegliati Ned!", simpatico filmetto irlandese che vidi una marea di anni fa in un cinema all'aperto di Padova dotato di zanzare-topo e di veri topi che si rincorrevano sotto lo schermo proprio durante la pausa, quando, per sfuggire al caldo africano, l'ignaro spettatore sleccazzava il suo gelato. Ora l'amico grassottello del vecchietto secco secco è in moto, nudo, e gli ballano le tette; ovviamente ha più tette di me (non che ci voglia molto). Pfui.
Nel periodo "cinema anglofono che non si caga nessuno", durato circa un annetto, riuscii a vedere capolavori del calibro di: 1) film irlandese di cui non ricordo il nome su bambina orfana (credo) il cui fratello era stato rapito in fasce da foche assassine. Favola mielosa rivista un anno dopo e trovata insopportabile, ma che riusci'lo stesso a strapparmi qualche lacrima nella scena in cui il fratello dato per morto ritorna via mare in quello che mi sembro'essere un gigantesco guscio di noce; 2) "La dodicesima notte", tratto da Shakespeare, con quell'insopportabile della Bonham-Carter, come sempre in vestiti d'epoca, invischiata in un'ennesima commedia degli equivoci in cui lui ama lei che pero'è un lui che ama lui che in realtà è una lei che ama l'altro che in realtà è suo fratello creduto morto (oddio, anche lui rapito da foche assassine?); 3) Altro film di cui non ricordo il nome, su ricca famiglia di ereditieri inglesi, con la Scott Thomas; 4) Orlando, un incubo. Due palle cosi'. Si'si' lo so, non sono un'intellettuale, non l'ho mai detto.
Ma vidi anche cose simpatiche, come The snapper e The van, che rivedrei volentieri.
http://www.bloopers.it/film/testo.php?Lettera=A : se avete pazienza e tempo da perdere! E'un sito simpatico e completo sui vari errori nei film. Adesso è ora che vada a sognare l'Adorato.

Ultima cosa, prima di andare a raggiungere l'Adorato ahimé solo nel mondo dei sogni. Pubblicità appena vista alla tv: una banca francese propone consigli finanziari separati per marito e moglie, per il giorno in cui divorzieranno. No comment e viva l'ottimismo.

martedì, dicembre 7

Ricchi premi e cotillons

Già già già.
Voglio proprio sbancarmi.
Cari i miei due o tre frequentatori di questo blogghino, fatelo per me. Aiutate G., misera tapina, a decidere come organizzare il proprio futuro. Eddai, ci si avvicina al Santo Natale, abbiate almeno pietà. Poi vi dico cosa metto in palio (tipo: la mia virtù).
Ecco a voi una serie di opzioni intelligenti e verosimili scelte da lei medesima in pirzona pirsonalmente. Per aiutarvi, la stessa ha espresso il suo voto in cazzetti (o stellette, come preferite):

- continuare il Master merdosetto **

- fare la mantenuta a vita a spese di un povero innocente *****

- farsi bionda *1/2

- farsi piccola fiammiferaia in vista del Natale (non cominciate a commuovervi eh!) ***

- partire in Brasile e fare la ballerina di samba ****

- partire in Brasile e fare il ballerino di samba ***

- dichiararsi al prof d'italiano romanaccio, vivere con lui felice e contenta e obbligarlo a gettare quell'imbarazzante giacca a vento con collo pellicciosetto******

- partire col primo/a che passa **

- entrare in un film, tipo una cosa lacrimevolissima strappalacrime straziacuore di cui alla fine G. diventa l'acclamata eroina fra tripudi di folla ululante****

- partire col tipo della pub Hugo Boss ***

- darsi allo shopping matto e disperatissimo di cose perfettamente inutili**

- darsi da fare per avere tutti gli uomini ai suoi piedi (ma tutti tutti eh?!, proprio tutti)****

La poverina è confusa, lo vedete bene. Datele una mano (e magari anche qualche euro) e aiutatela a scoprire chi è veramente e cosa vuole fare, visto che lei non lo sa ancora. Beh, magari si scopre che ha una tripla personalità ed una sorella gemella cattiva (o buona, dipende dalla prospettiva)...in questo caso non ditele nulla, vah. Siate pietosi ché, come già detto prima, è quasi Natale.
Il dio dei mezzi pubblici esiste eccome e ne ho le prove: ogni giorno riesco a fare il tragitto casa-facoltà indenne, nonostante i vari autisti dell'autobus 51, donne comprese, siano convinti di essere il terzo fratello Schumacher e cerchino di battere tutti i record possibili....quello che mi ha riportata a casa stasera si è fiondato a tutta velocità contro (non verso, ma proprio contro) la pensilina della mia fermata, per poi frenare col fischio, aprire le porte in movimento e sbattermi fuori. E tutti gli altri passeggeri han trovato la cosa normale, continuando a parlottare o a leggere; l'unica vecchierella tutta impaurita con lo zainetto sulle spalle, in precario equilibrio, ero io. Tuttavia mi son riscattata: con inaspettata agilità ho saltellato fuori dal bus, continuando a ringraziare il dio dei mezzi pubblici per essere stato ancora una volta clemente con me. Vedremo bene come va domattina.
Dottor N.Dent (http://www.ihaveanightmare.blogspot.com, son talmente buzzurra che manco so come si linka), l'altra notte ho sognato che avevo una storia non proprio platonica con il mio prof di italiano, un bell'uomo sospetto gay...cosa devo fare? Stamattina l'ho visto in facoltà ed ero in quasi adorazione tipo bocca splancata e gambe mollicce, sudorazione abbondante e salivazione a zero....sarà mica grave??
Attendo Sua pronta risposta.

G.

lunedì, dicembre 6

Amo: le serie tv americane, la gente che ama ridere, il viola, mangiarmi le pellicine della bocca, le caramelle mou, i miei due gatti, gli orecchini pendenti, i broccoli, il nero, cucinare, i fumetti, l'ombretto verde, i regali inaspettati, le sorprese, le foto, i costumi olimpionici, lo sherry, il caffé, Jude Law, gli aperitivi al bar QV di Brest, i viaggi in treno, nuotare, scherzare, gli sconosciuti che mi sorridono, sorridere agli sconosciuti, i piumoni, le calze di lana, le gonne, il cioccolato al latte, andare al cinema da sola, il kitsch, cantare, il gel doccia al cocco, fare jogging, la Nutella, i sogni, il rosso, i sandali, il sushi, pensare che i film che mi piacciono possano finire diversamente la seconda volta che li vedo, fare la doccia, stare in pigiama tutto il giorno, la mia crema corpo alla caffeina, il pesto, il verde, camminare per la città senza una meta, i berretti, la generosità, stare alla finestra, l'hammam, le piante, il poster viola che staccai a Padova nel 91 e che mi segue ovunque, l'altro poster violaceo con le vampiresse, la bici, le stilografiche, i salatini, il basilico, il mio Swatch in plasticona, il muschio bianco, le cene con gli amici, i capelli lunghi, i maglioni a collo alto, il Martini, gli occhi, le orecchiette con pomodorini e spada, i miei nei, gli anelli, le sciarpe, leggere a letto, il jazz, inveire da sola, le mie occhiaie, la gente autoironica, quelli che mi conoscono e che continuano a volermi bene, bere vino bianco mentre cucino per gli amici, le mie ciabatte quasi decennali, il the verde, il cappuccino, gli Smiths, i viaggi all'avventura, le luci notturne e la notte in generale, la coperta in pile, andare dalla parrucchiera, la gente che ha cose da raccontare e che le sa raccontare bene, le cartoline, la forcina per capelli a forma di stella, fare la vittima, guardare, il marzapane, i salatini giapponesi, leggere il giornale mentre faccio colazione il sabato mattina, essere scarrozzata in macchina, gli specchi, i fiori, le case in mattoni rossi, le patatine al formaggio, le cicatrici, guardare la tv fino a tardi, i camini, le poltrone, le polpette coi broccoli, l'aglio, le scatole di latta, Lamù e Arsenico detto Lupin che fanno coppia fissa, la gente zen, i vecchi manifesti di film, le palle di vetro con dentro la neve finta, il mio fedele zainetto blu, i film di Woody Allen, la canzoni di Nina Simone, i libri/film gialli, leggere il giornale in aeroporto, le ringhiere in ferro battuto, il Chrysler Building a New York, i film americani anni 40, immaginare di essere teletrasportata nella NY degli anni 40, l'art deco, Edward Hopper, i Simpson, camminare sotto la pioggia.....(continua)
Detesto: la gente che parla a vanvera, i peli/capelli che restano nella doccia (soprattutto quando non sono miei), il cavolfiore, il giallo, le bionde in generale e la stronza che è a lezione con me in particolare, la mancanza di humor, le cose/persone pretenziose, l'aggressività, le camicie da uomo con le maniche corte, i calzini bianchi/beige/bordeaux, le rape, gli insetti, il radicchio, gli uomini ingioiellati, gli stivali che qui sono alla moda e che altro non sono se non paffuti doposci, l'estate, le doppie punte, le pellicine, la bavetta bianca ai lati della bocca, i riportini, la gente che non fa altro che dare consigli ma che non ne accetta nessuno, le scarpe con la zeppa, gli uomini lampadati, chi non ama mangiare, gli schizzinosi, la vinaigrette, le ostriche, i luoghi comuni sull'Italia, Pinocchio, la moda che bisogna per forza seguire, la fantascienza, le scarpe con la punta appuntita, il tanga che fuoriesce dai pantaloni, la tirchieria morale, la cattiveria, i cani troppo grossi e quelli troppo piccoli, chi non mi lascia dormire, i collant color carne.
Perché non continuate voi questo elenco, con le cose che proprio non vi piacciono?


Cose che avrei potuto fare questo week-end: pulire casa, fare una lavatrice, buttare i resti plasticosi della vecchia tavola, andare a correre al parco, sostituire la pila dell'orologio, studiare, comprare qualche libro, ricaricare il cellulare, tagliarmi i capelli.

Cose effettivamente fatte questo week-end: zero.

venerdì, dicembre 3

Umpf

Harrison Ford non mi ha rapita (in cambio, in due ore è riuscito a evadere e a scoprire che l'assassino monco della moglie era il suo migliore amico), George Clooney non è venuto a giocare al dottore nelle vesti del Dr. Ross di E.R. e non si è appoggiato allo stipite con una bottigliola di Martini per un'intima festicciuola alcolica, Jude Law non mi ha rinchiusa nelle segrete del palazzo per sodomizzarmi tra i bidoni per la raccolta differenziata, il tipo della pubblicità Lacoste non è venuto in cucina a farmi un caffé completamente nudo, Michael Vartan (di Alias, per i profani) non mi ha spalmata di Nutella, Grissom (di C.S.I.) non mi ha sezionata come fossi un insetto, Johnny Depp non si è calato dal tetto con una corda per passare una torrida nottata, Antonio Banderas non è venuto a legarmi sadicamente come in Légami!, Orlando Bloom a quanto pare non è sotto il mio piumone, Keanu Reeves è sceso a comprare le sigarette tre ore fa (ma tanto so che torna)... Insomma, proprio una serata di merda. E'venuto solo Brad Pitt che aveva finito il latte, ma siccome mi fa veramente una pippa manco gli ho aperto.
NOOOOOOOOOOOOOOOO! HO UCCISO IL CONIGLIETTOOOOOOOOOOOO!
SONO UN MOSTROOOOOOOOOOOO
Ma si', il coniglietto di cioccolato della Lindt da 100 grammi, quello tutto carino nella stagnola dorata col fiocchetto rosso (per il ciocco al latte, ché non amo il fondente) ed il campanellino squillante, quello che Rebecca mi aveva regalato una Pasqua e mezza fa e che era sempre rimasto su una mensola perché tra noi vigeva un tacito patto: tu non mi mangi ed io ti faccio la guardia alla casa, proprio quel coniglietto li', sopravvissuto a un trasloco e scaduto già da un annetto (ma non mi pare il caso di fare tanto gli spocchiosi davanti al cioccolato, eh!)....snif....una sera qualunque, dopo una cena qualunque, occhi inquieti perlustrano un frigo desolato e perquisiscono l'armadietto dei commestibili. Ecco soprattutto cosa succede dopo aver ospitato l'Altro per un week-end: tutte le mie provviste per dicembre si sono volatilizzate. E io 'sta settimana proprio non avevo voglia di andare a far la spesa...il casolino più vicino è a un chilometro (vabbé son sempre la solita esagerata) e il supermercato carissimo a due. Fortuna che almeno abito in un quartiere chic. Anzi: diciamo che il mio palazzo è quello più sfigato del quartiere chic.

Zoologia 2

Questa volta tocca ai prof universitari. Dopo Il nano da giardino, di cui ho parlato poco fa, ecco una breve descrizione di quegli sventurati del mio Master:

Il mago pancione. Esimio prof di italiano prossimo alla pensione, ha deciso di aderire alla corrente modaiola finto clochard: da due mesi ha sempre lo stesso maglione verde di lana bucherellato dalle termiti, un paio di pantaloni maculati nei punti strategici, una camicia multicolore che non si abbottona completamente e lascia intravedere l'orrida panza da nono mese di gestazione, più uno simpatico zainetto da turista tedesco col quale si balocca in giro per la città. Celibe, senza figli, è sempre da solo. Non gode di vita propria. Intravisto un sabato sera mentre mangiava da solo al ristorante. Week-end andato in vacca causa angoscia da "oddio un giorno anch'io potrei essere cosi'". Pessimo prof, urla come un dannato e sputacchia a vanvera, di preferenza sull'angelico visetto della studentessa italiana cagacazzi che fa domande infide da tipica studentessa italiana che ha crisi di vomito al solo sentir parlare di Manzoni.

Prozac. Donna prof sulla quarantina, look giuovane e dinamico alla "vorrei ma non posso", fascetta tra i capelli e scarpettine alla moda, non guarda mai negli occhi ma sempre a terra. Quando parlo con lei mi guardo anch'io i piedi, sia mai che una mattina son uscita in ciabatte e calzini spaiati...Ansiosa, depressa, angosciata, gode nel dar brutte notizie e si rattrista allorché tutto si risolve. Prossima alla crisi di nervi ed all'abuso di psicofarmaci. Sicuramente il marito ha frotte di amanti vogliose a destra e a manca. Consiglio del medico: una quindicina di Prozac a stomaco vuoto.

Pavarotto. Prof italiano di storia dell'opera, chiaramente omosessuale che non ha ancora preso coscienza della propria gaytudine, non guarda mai le gambe delle ragazze né le scollature. Belloccio, tenebroso e romano.

Carmencita. Prof spagnola che se la tira che tra un po'si spacca tutto, ama far sentire gli studenti come delle merde secche. Amica di tutti i pezzi grossi del mondo culturale nantese, farebbe meglio a parlare di meno e a insegnare di più. Tutti i suoi corsi iniziano immancabilmente con "io che qua", "io che là", "io che su e io che giù". Verrà purtroppo abbattuta da una luminaria da tre quintali e mezzo. Ay!

E ancora mancano La krukka dislessica, La puttana (italiana anche lei, dice sempre "devi essere più coinciso", le piacerebbe essere puttana ma, come dice il mio amico F., è veramente un dito ar culo), La pazza (come se gli altri prof fossero normali...) e gli altri simpatici amichetti. Ma ne parlero'un'altra volta.

Prima di riattaccare, giusto un ultimo rigurgito...mentre mi spostavo invano dal punto B al punto C durante le mie peregrinazioni pomeridiane, mi è venuto in mente un episodio del liceo...una volta vidi una mia compagna di classe, biondazza appartenente alla classe superborghese megastellare, con un anonimo maglione blu uguale al mio. "Hei, abbiam lo stesso maglione" dissi io ingenuamente, "l'hai preso da Benetton?. "Ah", rispose lei con un sorriso magnanimo e pietoso come se io fossi stata la piccola fiammiferaia, "il mio è di cashmire". Paf. Silenzio glaciale. Il mio era qualcosa tipo misto fintalana-vero pelo di ratto che lo metti due volte e poi si autodistrugge...
Dopo questa parentesi commovente me ne vo ai fornelli a prepararmi una cenetta che anche la piccola fiammiferaia nei suoi giorni peggiori rifiuterebbe sdegnata...
A dopo forse, se Harrison Ford non viene a rapirmi.

Penso e scrivo

Aperitivo evitato per un soffio, fiuuuuu...cosi'potro'risparmiare questi venti euri che poi immancabilmente sabato gettero'alla commessa della Fnac per comprarmi un cdiettino di jazz elettronico nun male ovviamente consigliatomi da l'Altro (eh si' perché, oltre a tutto il resto, l'Altro è un appassionato musicofilo che spazia da Mozart a Aphex Twin in due e due quattro)...aperitivo evitato grazie alla mancanza di rispetto, professionalità e gentilezza dei prof francesi, che in questo non hanno nulla da invidiare a quelli italiani. Ho perso buona parte del pomeriggio per parlare con i prof Tizio, Caio e Sempronio approfittando delle loro ore di ricevimento, solo che essi non trovavansi là dove dovevano essere...essendo io al punto A, loro erano immancabilmente al punto C o D o in qualche altro sottopunto della spaziosfera, inghiottiti da qualche misteriosa nebulosa scaricabarile...alla fine di tutto questo peregrinare in cui mi son sentita come nelle dodici fatiche di Asterix, un nano da giardino alitotico in completo girgio ha cercato di convincermi della mia pochezza intellettuale sbolognandomi in due minuti e scaricando la patata bollente ad altri essendo io un Caso particolare (d'ora in poi esigo di essere chiamata Caso particolare, saro'il vostro incubo in pigiama a gatti blu).
Avrei anche potuto scampare all'aperitivo in seguito a collisione di bus con: 1) auto guidata da tizio con cellulare nella destra e sigaretta nella sinistra; 2) pedone suicida; 3) auto disinvolta nel far retromarcia; 4) regolamento di conti tra fuoristrada alla rotonda a dieci metri dalla mia fermata. Ma il dio dei mezzi pubblici ha deciso altrimenti; la collisione è dunque rimandata ad una prossima puntata.

giovedì, dicembre 2

Mi son lasciata convincere per un aperitivo, stasera, con alcune amichette di corso, Ics Ipsilon e Zeta. L'ultima volta è finita alle tre di mattina a casa di qualcuno, rannicchiata con Ics in un angolino a spettegolare in italiano sui presenti e a battere sulla credenza col bicchiere vuoto perché il padrone di casa ce lo riempisse di nuovo...il tutto era cominciato nel migliore dei modi verso le sette e poi è velocemente degenerato. Il giorno dopo a lezione, sorrisi e sguardi imbarazzati.
Ics è carina caruccia, molto trendy, rigida come una bacchettina. Cosa spiacevole, con la gonna mette degli orrendi collant color carne che le fanno le gambozze (e poi ride quando vede i miei collant multicolori).
Ipsilon è la padrona del mondo e sa tutto lei, si permette dalla sua postazione di darmi consigli su quello che dovrei e non dovrei fare, in più si porta sempre dietro il ragazzo ed un cagnazzo pastore tedesco altro due metri che puzza come una fogna.
Zeta è zen, è sempre sulla sua nuvoletta, ride alle battute dopo dieci secondi e non si accorge di quello che succede attorno a lei.
Tutto sommato son simpatiche, quando non stan sempre li' a parlar male di tutti o a discutere di vestiti scarpe pettinature ragazzi che dopo dieci secondi la noia mi imprigiona e zac!, meccanismo di autodifesa, stacco la connessione e comincio a pensare a quello che potrei prepararmi per cena se solo avessi una cucina normale in un appartamento normale con un forno normale (anzi, un forno tout court) e dei vicini normali che mi inviterebbero a cena un giorno si' e l'altro e coi quali bivaccare fino alle cinque della mattina e non invece quella piattola che alle sette di mattina, puntuale come un cucù, si soffia la proboscide svegliando tutto il palazzo.

Stasera, quindi, mi perdero' l'ennesimo passaggio in tv del film "Il fuggitivo" con Harrison Ford, che ho già visto nove volte e che vedrei volentieri altre nove senza neanche fiatare...un po' come La signora in giallo, insomma.

Alias

Non so voi, ma io stasera fuggo a casa di Cip e Ciop a vedermi tre quasiultime puntate della terza serie di Alias, la posta in gioco è veramente alta...eppoi mi preparano pure la cena, gli angioletti!

mercoledì, dicembre 1

Progetti di vita

Mi sa che prima o poi devo mettere delle tende alle finestre del mio covo...magari non come quelle che mi diede la moglie del padrone di casa l'anno scorso, piccoline e bianchine e fatte all'uncinetto e con dei gattini ricamati, che sebbene il mio encefalogramma piatto abbia un leggero sussulto ogni qualvolta la parola "gatto" viene pronunciata (bip!) non me la sentii proprio di appenderle e finirono nel dimenticatoio sotto il lavandino, vabbé che avrebbero potuto fare il paio con il fantastico orologio beige in cartongesso a grandezza umana rappresentante una bottiglia di latte, un croissant, una scodella ed un quadrante che mi ritrovai in cucina al rientro dopo le vacanze, anche lui messo in fretta nel dimenticatoio in un cassetto della cucina al grido di "io questa merda non la tengo", e hop! ni vu ni connu, come dicono da queste parti (ma il mio amico il Galiziano, che ha affittato l'appartamento dopo di me, ha tenuto tendine e orologio che mostra agli eventuali ospiti con freddezza e padronanza da perfetta maîtresse de maison) . Il problema è che nelle mie due stanzette le finestre sono enormi tipo tre metri di lunghezza l'una; bellissimo perché poi la vista dà su una serie di giardinetti e retro di palazzi quindi niente strade né rumori molesti, ma sono anche vagamente esposta agli sguardi lubrici e perversi dei vicini di casa che naturalmente sono li'che aspettano che io mi mostri come mamma m'ha fatta. Lista degli inconvenienti che potrebbero essere evitati con un bel paio di tendine:

- io che gironzolo per casa in assetto di guerra: pantaloni del pigiama bianchi con gattini blu, apparentemente orrorifico (l'Altro, che ci è abituato, ora non fa più una piega limitandosi a guardarmi con disprezzo e dimenticando che fu lui a regalarmi detto pigiama), strato di magliette magliettine tipo I love Boston, vecchio gilet nero informe, molletta sui capelli tipo Heidi, occhiaie ben in vista e faccia patibolare. Fortuna che dalla finestra non si vedono i calzini, oggi blu con disegnini di Snoopy sapientemente abbinati a pantaloni di pigiama rossi a scacchi;

- io che gironzolo per casa tenendo in equilibrio piatto con misera cena tipo purè e piselli e che mangio voracemente cosi', in piedi;

- io che esco precipitosamente ignuda dal bagno dopo essermi accorta che l'asciugamano è sullo stendino nel dressing (in questo appartamento non manca nulla, c'è pure un dressing eh si' cari miei);

- il disordine perenne che regna in casa (pile di libri, montagnole di vestiti, torri di non-si-sa-bene-cosa);

- eventuali ospiti in déshabillé come Cip che ha bivaccato a casa mia per qualche tempo e che già alle nove di sera si metteva in pigiamino e si rannicchiava sulla poltrona (mentre io ovviamente da brava italiana ero tutta indaffarata ai fornelli);

- io che mi metto le dita nel naso;

Onde per cui al fine di evitare che la sottoscritta diventi il morboso oggetto del desiderio di qualche vecchio vicino feticista innamorato dei pigiamini kitsch, regalatemi delle tendine per Natale! Le sottoscrizioni sono aperte, si attendono laute donazioni.

Se scopro il modo per mettere le foto nel blog vi mostro quella di me che mi lavo i denti, very sexy, che turberà i vostri sonni per un bel po'

Canzonette

Musiques

A grande richiesta del simpatico amico Mino, ecco la mia personale e discutibile top 20 del 2004, con gli album e le canzoni che ho più ascoltato durante l'anno quasi passato, è soggetta a bruschi cambiamenti d'umore, è rigorosamente fatta in ordine sparso e mancheranno un pacco d'altre canzoni...

1- Belle & Sebastian Fold your hands child, you walk like a peasant (chi me l'ha rubato è
veramente uno stronzo)

2- Bran Van 3000 Discosis

3- Divine Comedy Best of

4- Pixies Debaser

5- Portishead Live at Roseland NYC

6- Queens of the Stoneage Another love song

7- Bran Van 3000 Drinking in L.A.

8- Massive Attack Blue Lines

9- Jefferson Airplane White Rabbit

10- Portishead & Paul Weller Wild Wood

11- Wu Tan Clan Gravel Pit

12- Abba Best of (embé? mi tira su di morale quando son depressa)

13- Nina Simone (una sorta di best of casalingo)

14- F. Battiato Strani giorni e Insieme a te non ci sto più

15- OST Kill Bill 1 e 2

16- OST Lost in translation

17- Propellerheads feat. Shirley Bassey History repeating

18- Sigur Ros Staralfur

19- Rem Bad Day

E al ventesimo posto, per la serie "allegria!", dulcis in fundo (ovvero: last but not least) Morrissey & The Smiths Everyday is like sunday

Tristi bocconi

Amare verità

Ebbene si', questa è l'amara verità: non è tutto roseo nel magnifico mondo di Clélialand (questa la capiscono al massimo due persone)...