martedì, aprile 5

Come andare a letto contenti dopo aver ascoltato:

Debaser, Pixies

Staralfur, Sigur Ros

Making plans for Nigel (XTC), Nouvelle Vague (Mino, hai visto?)

Guns of Brixton (The Clash), Nouvelle Vague

Clementine, Pink Martini

Too young, Phoenix

Lebanese blonde, Thievery Corporation

Frontier psychiatrist, The Avalanches

Remind me, Royskopp

Instant pleasure, Rufus Wainwright

Non male In the morning di Damon and Naomi (ma come ci è arrivata sul mio pc? e chi sono loro?).
Domani devo ricordarmi di comprare il sale grosso. Sale grosso, sale grosso, sale grosso, sale grosso.

Ultim'ora

La TrashPuffetta in costume da bagno ha, stranamente, un'aria sobria e quasi simpatica. E poi bisogna dire che è una vera professionista dell'aquagym.

Supertrash

Trash da palestra:

- io che mi guardo allo specchio a parete

- una delle magliette che esibisco orgogliosamente, bianca e slabbrata, con la scritta "Il mattino di Padova" e "Rizzato Sport", vinta durante una marcia della Stanga di chissà quanti anni fa (l'ultima cui ho partecipato data dell'inizio degli anni 90)

- la mia amica Anoressica che continua a chiamarmi Isabella Rossellini, suscitando l'ilarità dei presenti

- la Puffetta, signora quarantenne e biondastra, il cui look mi affascina (anch'io, anch'io): ieri aveva dei ciclisti corti blu e, sopra, un costume grigio di cotone, ma la preferisco quando è vestita sui toni del rosa, dal pastello al fucsia. A strati, come una cipolla. Reggisseni poco discreti su costumini vari su pantacollant. Uno spettacolo.

- gli uomini che fanno il corso di Body Pump e che caricano le barre con 15 chili per parte, rischiando l'infarto e producendo rumori molesti (io modestamente carico con 3,5 chili per parte)

Un'ultima considerazione: ma perché le francesi sembrano molto più vecchie di quel che sono? Una ragazza di 25 anni generalmente ne dimostra 10 di più. All'inizio pensavo fosse un fenomeno limitato alla sola Bretagna ma poi mi son dovuta ricredere. Anche qui sembran già vecchie a 30 anni (forse perché hanno già due tre figli a carico?).

lunedì, aprile 4

Bigmouth strikes again

"Ciop è stato preso da improvvisa gastrite fulminante e Cip è rimasto al capezzale a fare l'infermiere-cameriere"

Gastrite
che si è rivelata essere una pancreatite acuta (nella migliore delle ipotesi). Il povero Ciop è ora al pronto soccorso, in osservazione, imbottito di morfina. Domani la diagnosi definitiva.
Qualcuno sa dirmi se le uova crude del tiramisu c'entrano qualcosa? Mi trascino da ieri un certo qual senso di colpa. Che almeno sia di origine virale, cosi' posso tirare un sospiro di sollievo.

domenica, aprile 3

Humours & humeurs

E'arrivata l'estate, ne ho la prova concreta.
Stasera sono andata al cinema, dove ho visto un simpatico filmetto francese, Crustacés et coquillages (sulla sessualità, e che non è semplice ma insomma a tutto c'è rimedio, e non c'è nulla di prestabilito e Jean-Marc Barr è figo bla bla bla). Mi son seduta e ho aspettato l'inizio. Ero ovviamente da sola, visto che Ciop è stato preso da improvvisa gastrite fulminante e Cip è rimasto al capezzale a fare l'infermiere-cameriere.
Le mie narici si sono messe in movimento. Ed è stato tutto un tripudio. Odori di ascelle mal lavate, troppo a lungo costrette in scomode magliette della salute e contente di potersi finalmente esprimere, odori di piedi stanchi e di vestiti portati troppo a lungo, forse non lavati dall'estate scorsa, più un odorino di rancido di cui non sono riuscita a individuare l'origine. C'era pure qualcuno che aveva bevuto troppo.
Questa esplosione di odori, piacevoli o meno, segna per me l'inizio della bella stagione.
Si capisce che ho un debole per le scatole di the?
Ancora dettagli dai muri del mio appartamento.
Dopo aver ricevuto questa cartolina ho sognato di essere una supereroina e di salvare il mondo. Fate voi. (continua)
Alla fine il mio tiramisu è passato quasi inosservato, a vantaggio di una serie di cookies tutti molli fatti da una tizia che era là.
E io che mi son pure procurata un crampo al polso, ché ho dovuto montare gli albumi a mano.
Ingrati.
E poi sappi che eri vestita come un sacchetto dell'immondizia. La tua accozzaglia camicia hawaiana-magliettina lilla-pantalone sformato non ha certo potuto competere con i miei toni marroni, tutti sobri e molto eleganti. Ciappa.

sabato, aprile 2

Garçon, un tiramisu sivuplé

Stamane sono stata tirata giù dal letto da una telefonata di Ciop (non so ancora come ho fatto a strisciare fino al telefono) ad un'ora in cui le persone normali stanno probabilmente già preparando la tavola per il pranzo.
Mi è stato imposto, senza tanti giri di parole, di preparare un tiramisu per la serata. Ecco, i miei sforzi creativi vengono ridotti a zero. La solita italiana che prepara il solito tiramisu ("oddio, ma non cuoci le uova prima? oddio, io mi sa che non lo mangio, è pericoloso" mi fu detto una volta da un'amica allemanda).

Evidentemente non sono abbastanza glamour per preparare qualcos'altro.

venerdì, aprile 1

Cip & Ciop - La storia

Mia mamma, assidua lettrice di questo blog, mi ha chiesto chi sono questi Cip & Ciop di cui parlo spesso. Eccola accontentata.

Cip ha 27 anni. Piccolino, paffuto, sempre elegante e sorridente. Predilige lo stile classico. Di buona famiglia, ama gli oggetti d'antiquariato e il bon ton, non sa usare un accendino e ha messo raramente delle scarpe da ginnastica. Ama le serie tv americane. E' una buona forchetta e il suo ambiente ideale è la cucina. Recentemente dottorato in geografia, sta ora cercando un lavoro. Dubito che riesca a trovarlo cucinando per Ciop, pulendo la casa e facendo una lavatrice dietro l'altra.
Contro ogni aspettativa, è un tiratardi. Sabato scorso è venuto a mangiare da me (e ha fatto un buon crumble ai frutti di bosco) : si è alzato per partire alle 23.40, ma ha varcato la soglia alle 02.15, quando il sonno mi aveva impedito di mantenere una posizione eretta e decente sulla sedia e lo sguardo era definitivamente annebbiato.

Ciop ha 29 anni. Alto, allampanato, occhialuto, begli occhi azzurri. Ha sempre belle camicie (modestamente, alcune le scegliemmo assieme durante un folle shopping soldé a Lione), ma ogni tanto abbina spaventosamente blu e nero (tipo: camicia nera e maglione blu). E' la persona più freddolosa che conosco. Pazzerello, fa troppe domande e a volte parla a sproposito. E' professore di geografia all'università, è appassionato del Mahgreb (tra dieci giorni parte a Tunisi per un mese, deve "fare delle ricerche per un libro", maddai) e mi canta sempre, storpiandola, "Sarà perché ti amo". Adesso sta imparando assieme a Cip "Una notte a Napoli" dei Pink Martini. E'una sorpresa, io non so nulla.

Tutti e tre amiamo il Martini Bianco, il cinema (anche se loro due sono un po'troppo intellettuali per i miei gusti), Brest (dove ci siamo conosciuti), le serie tv americane, gli Smiths, cantare in macchina, camminare, spettegolare, i giochi di parole, le storie di famiglia, giocare a vestire i personaggi famosi su Internet, cucinare e mangiare, poltrire a casa.

E domani passero'il pomeriggio a cucinare a casa loro. Quiche alle zucchine e formaggio di capra, gnocchetti spinaci e ricotta o crumble alle mele?

Chi lascia la via vecchia per la nuova...

...sa quel che lascia ma non sa quel che trova. Cosi' son tornata al template di prima. Monotono ma rassicurante.
E stasera guai a chi mi disturba, non ci sono per nessuno. NCIS, Nip/Tuck e Sex and the City mi aspettano. Purché non siano macbri come CSI di mercoledi' sera (famiglia di bombaroli e, nel secondo episodio, bimba fatta nascere per fare trasfusioni al fratello leucemico).

giovedì, marzo 31

Restyling

Non son molto convinta di questo template, ma ero stufa di quello di prima. Causa manifesta inettitudine mi son dovuta accontentare di un template di blogger.
Tra l'altro ho reinstallato haloscan che si è mangiato le centinaia e centinaia di commenti ai miei post.
Mannaggia a lui..

mercoledì, marzo 30

Poverina

Cosa non si fa per gli amici...la minacciosa donna incinta stasera mi obbliga a guardare quella grande cazzata che è The bachelor 3. Ma lo faccio giusto per amicizia e dovere d'informazione. Che sia chiaro.
Quindi ssshhhhh!

martedì, marzo 29

Altra foto fatta ieri. Questa sembra un po' la casa di Biancaneve.

lunedì, marzo 28

Batz-sur-mer. Lunedi' di Pasquetta e tradizionale gita fuori porta.
Le Croisic. La foto è mia (e si vede...).

venerdì, marzo 25

Tu chiamali, se vuoi, luoghi comuni

In palestra. La mia nuova amica Signora Anoressica è sul tapis vicino a me. Mentre trascino la mia stanca coscia malata, lei trova il tempo di dirmi:

"Ah, lei è Italiana? Ahh!! Italia pasta pizza!!"

"E' vero che le donne italiane sono belle da giovani e poi, da vecchie, diventano sformate e se ne stanno sempre ai fornelli?". Risposta: "Eh si'".

"E' vero che gli Italiani sono sempre tutti elegantissimi?". Risposta: "Eh si'".

"Le donne italiane sono tutte bellissime e molto formose, molto mediterranee. Lei no invece". Risposta: "Eh no".

"Ah lei è di Padova, vicino a Venezia? Ah quindi viene dal profondo sud!!". Risposta: "Eh si'".

Perché deluderla, dopotutto? Ha pure detto che assomiglio a Isabella Rossellini!

Qualche libro a casaccio

Nel più puro stile "Cara Nonna Papera", ecco qualche consiglio non richiesto in materia di libri per la santa Pasqua.

- Dan Brown, Il codice Da Vinci. Ma solo se dovete affrontare un lunghissimo volo transoceanico e temete di morire di noia. Io l'ho provato e in più, dopo la lettura, funziona benissimo come poggiapiedi.

- Didier Daeninckx, Métropolice. Solo se siete a Parigi sulla linea 4 della metro, vicino a Châtelet, e nel libro che state leggendo si parla di un terrorista che vuole mettere una bomba sulla linea 4 della metro, vicino a Châtelet.

- Melissa Bank, Manuale di caccia e pesca per ragazze. Massi', una domenica pomeriggio tranquilla sul divano. Il libro, poi, non macchia né lascia alcuna traccia dopo la lettura.

- William Boyd, Any human heart. Eletto miglior libro 2003 dalle lettrici di Elle. Una garanzia, no? E la scelta è buona, ché il libro, un'autobiografia fittizia che attraversa tutto il 20° secolo, è accattivante.

- Tom Sharpe, Wilt 1. Per poi continuare con Wilt 2 e Wilt 3. Ma anche con un altro qualunque dei libri di Tom Sharpe, illustre (e poco conosciuto) umorista inglese. Come non morire dal ridere di fronte a Eva in pigiama giallo, alle quattro gemelle scatenate, alle disavventure sessuali di Wilt e alle sue classi sconclusionate (Gas 3, Gesso 2, Carne 3...)? Gli estimatori capiranno, gli altri si faran domande sul mio QI (è molto basso, è ufficiale).

- Michel Tremblay, Chroniques du Plateau-Mont-Royal. Per lettori pazienti (sono 6 volumi) e francofoni convinti (i dialoghi sono scritti nel francese che si parla nel Québec, e devono essere letti con il relativo accento cantilenante e divertente). Difficile ma non impossibile, commovente e ipnotizzante. Dopo la sfida lanciatami da L'Altro ("tanto te non capiresti, è scritto difficile") sono arrivata al terzo volume, La duchesse et le roturier (La duchessa e il plebeo), e leggerlo è diventato una droga. Per fortuna è più prolifico (dal punto di vista letterario, ovvio) di un coniglio.

- Hennig Mankell, La leonessa gialla. Non l'ho ancora letto, ma Kurt Vallander è una garanzia. Penso sarà una delle mie prossime vittime.

Bene, ora devo tornare a leggere Tremblay.

Aggiornamento:

-Amélie Nothomb, Estetica del nemico o, a scelta, Stupore e tremori. Da mettere nel kit di sopravvivenza e da usare solo in situazioni estreme, del tipo: siete in uno sperduto paesino bretone per ragioni professionali, non avete la macchina, non esistono pullman e l'unico treno del pomeriggio passa quattro ore più tardi. In più nel detto paesino non c'è neanche un bar decente, quindi vi ritroverete in un bar sport, sintonizzato sul canale satellitare del totip, a bere un caffé dietro l'altro e ad ignorare i commenti degli avventori, con gli occhi bassi sul vostro fedele Amélie Nothomb d'occasione, uno dei duecento libri che la simpatica scrittrice francese ha nel cassetto e che centellina astutamente, al ritmo di due-tre all'anno (ipsa dixit).

De battre mon coeur s'est arrêté

Ieri sera sono andata al cinema con Ciop (Cip è in montagna, senno' ci avrebbe seguito come un'ombra fedele) a vedere De battre mon coeur s'est arrêté. Ovviamente non ho dimenticato di portare con me una buona dose di pregiudizi: contro il cinema francese, contro Romain Duris, novello Ridge, contro la storia (che temevo sanguinaria), contro me stessa che non riesce mai a dire di no e insomma ieri sera avevo pure adocchiato una serie poliziesca squanfida su TF1 tanto per passare la serata tranquilla e invece guarda te.
E invece.
E invece il film mi è piaciuto veramente molto : buona storia, niente tempi morti, un po'di violenza, quella si' (con Ciop che si copriva gli occhi con la giacca, povero caro), tensione, attori espressivi, humor (si ride, eh! e chi l'avrebbe detto!). Non ho guardato l'orologio neppure una volta, buon segno.

Tom è un giovane procacciatore d'affari immobiliari, come suo padre. Belloccio, nervoso, puttaniere, un pelo violento, amante della musica, non rifugge davanti a nulla per sfrattare inquilini abusivi o dar man forte al papà. Un giorno incontra casualmente un vecchio amico della madre, famosa pianista, e nella sua testolina comincia a farsi strada l'idea di riprendere a suonare e diventare un grande concertista. Qui mi fermo. Andate a vederlo, ché merita, soprattutto se avete visto Sulle mie labbra (stesso regista, Jacques Audiard) e vi è piaciuto.

Romain Duris, l'attore che interpreta Tom, è quello de L'appartamento spagnolo, un po' più sgaio e capellone. Da me subito ribattezzato "la mascella più sexy a ovest di Parigi" e "gli stivaletti (e il chiodo) anni 70 più repellenti di Francia e dintorni". Per gli estimatori del giovane: è inquadrato quasi sempre in primo piano, potete osservargli i punti neri e i tic facciali. Pero' è davvero bravo, non me l'aspettavo proprio. Ed è pure simpatico e tenero, molto spontaneo ed altamente espressivo.
L'ho visto qualche settimana fa, ospite in un programma televisivo: molto trendy, capello lunghetto e trasandato, camicia aperta su petto villoso (lo si vede bene anche nel film), sette collane, quindici braccialetti, due anelli a ogni dito, espressione ieratica. Ha visto la Madonna? Ha fatto voto di mutismo? Gli si è incollata la mascella? In ogni caso, è meglio che cambi pusher. Non è riuscito ad aprir bocca, gli sono usciti solo alcuni gargarismi (fatti male, poi, tipo cattiva digestione).

Una tizia seduta dietro di noi:
"Ach io feramente non afere capito tutto film, francese essere difffficille...per esempio non afere capito significato della parola perenzione". Trattasi di termine giuridico del tutto irrilevante nel film, io manco l'ho sentito.
Sempre la stessa tizia:
"Ach alla fine lui (bip bip bip bip)"
L'amica di lei:
"No, assolutamente, lui anzi (bip bip bip bip biiiiiiiiiiip)"
Sguardi eloquenti tra me e Ciop e risatine incontrollate. Beh, l'allemanda non aveva capito niente, e mica perché il film è francese eh, mica perché non sa cosa vuol dire perenzione, ché la scena finale è ben chiara anche a un sordomuto.
Cosi' abbiam finito per berci sopra.

giovedì, marzo 24

I danni dell'età. In realtà volevo fotografare le luci colorate lungo la Senna, vicino a Notre Dame, ma la mano non è più quella di una volta. Ecco spiegato il tremolio. Di vecchiaia si tratta (eppure porto bene i miei ** anni), non di tentativo di foto artistica....
Parigi, lo scorso week-end. L'Altro sta facendo la foto, quel coso nero in piedi a destra con aria insofferente sono io.

Changements

Zomp zomp zomp, e visto che marzo è bello perché pazzariello e litigarello, questo pomeriggio sono uscita e sono andata a tagliarmi i capelli. Tiè.

Parrucchiera: Ah, ma abbiamo dei capelli bianchi qui, eh?
Io: Eh eh (zoccola puttana), pare (mignotta, adesso vedi)....

Cosi', tanto per romperle i coglioni, l'ho obbligata a sfoltirmi le chiome fino allo sfinimento. Embé, mica mi si possono dire certe cose impunemente.

mercoledì, marzo 23

Ma perché? Perché CSI Las Vegas mi deve cadere nella fantascienza, con la storia del gemello buono e del gemello cattivo riuniti in un unico individuo, una sola personalità con doppio DNA? Eh? Come la storia del tizio morto per aver mangiato delle M & M's su cui era caduta della pioggia acida...qui stiamo veramente esagerando! Grissom, pensaci tu!

E a proposito di gemelli, come si fa a non pensare a Bart Simpson e al gemello cattivo Ugo, novello Frankenstein, allevatore di topipiccione rinchiuso in soffitta (anche se poi si scopre che è proprio Bart a essere il cattivo etc)?

Take it easy

C'è che:

- già è un periodo in cui non sono proprio di ottimo umore
-ringhio al solo guardarmi allo specchio
- ringhio anche alla gente, giusto per
- odio la primavera
- la mia vita sociale è pari a zero

in più:

questo pomeriggio, presa dalla smania di cucinare, sono andata nell'unico supermercato dei dintorni facilmente raggiungibile e non solo non ho trovato quello che cercavo ma al momento di pagare, alla cassa, un sacco di cose inutili, ho fatto cadere uno specchietto che ho da quando sono piccola. Detto specchietto si è ovviamente incrinato.
7 anni di sfiga mi aspettano, un po' di meno se rieso ad avere uno sconto. Mi sa che ci rivediamo alla fine del settimo.

venerdì, marzo 18

Ho il dente avvelenato

Per smaltire la doppia incazzatura di questa settimana (stavolta ce l'ho più che mai con gli Italiani) me ne parto in week-end a Parigi. Cerchero'di lasciare a casa la detta incazzatura, ma temo che l'infiammazione alla gamba e le varie allergie mi seguiranno fedelmente.

Forse una bella mangiata di sushi e il sole di questi giorni (in ogni caso: odio la primavera) serviranno a qualcosa.

Da leggere inl treno: Silvia Ballestra, La giovinezza della signorina N.N. (una storia d'amore) e Aldo Busi, Sodomie in corpo 11.

Cazzata appena sentita in tv: "E se la felicità, nel 21° secolo, fosse stare davanti alla televisione?". Pietà.

giovedì, marzo 17

Visto a Saint-Malo.

The Bachelor, oh yeah

Ancora sugli orrori della tv francese

Stasera una donna incinta e particolarmente minacciosa, la mia amica C., mi ha costretta a guardare una cosa orribile: una puntata di The Bachelor 3. Un giovane fighissimo, ricchissimo e dinamicissimo deve scegliere la donna della sua vita (nonché futura madre dei suoi figli) tra uno stuolo di ragazze ululanti (età media 23 anni, segno particolare: poco cervello). Tocchigna, sbaciucchia, scopazza e, alla fine di ogni puntata, consegna la famosa "rosa" alle prescelte. Seguono: lacrime delle fortunate e pianti dirotti delle eliminate.
Cosa succede nelle puntate (siamo alla terza)? Le bachelorettes, vestite come dei troioni, cercano di sedurre Karl, collo taurino e faccia da cicciobello. Non vi dico il tenore dei discorsi. Da chiedersi se qualcuno glieli scrive, a lui e a loro. Perché in caso contrario il livello è bassissimo e le ragazze son davvero scemotte. Quindi spero che tutto sia già programmato fin dall'inizio, che non sia un vero gioco ma una messa in scena, con delle attrici e un attore che in realtà non è né ricco né sgaio.
E' stato simpatico scambiare messaggi su msn (C. è a Lione ed io a Nantes) per due ore. I salopes, putes e pouffiasses si sono veramente sprecati, com'è facile immaginare da parte di due donne estremamente ipercritiche nei confronti di ogni altro essere di sesso femminile. Non abbiamo salvato nessuna delle concorrenti, ovvio.
Ed io mi son trovata, ah che vergogna, a sbirciare il sito ufficiale del programma (qui lo dico e qui lo nego).

mercoledì, marzo 16

Arditi calembours

Oggi a Nantes c'è puzza di (scusate l'ardito calembour) merda. Ho persino guardato sotto le scarpe per vedere se per caso ero io, ma no. E' proprio una puzza generalizzata. Chesso'io, sarà il vento che gira nel verso sbagliato e che porta i cattivi odori. Sarà la putrefazione. Boh. E cosi'ho fatto un passo in avanti rispetto a Brest, dove invece ogni tanto saliva dal porto un inquietante odorino di pollo morto (o di soia, come sostengono altri, impiegata nella lavorazione dei cadaveri di pollo). Piacevole, eggià. Ma uno ci fa l'abitudine. Un po'meno all'odore di merda.

Stamattina la Barbie bionda tutta di rosa e tacchi vestita che mi ha visitata ha decretato: stop alla palestra per una settimana, senno'continuero'ad avere male alla coscia destra. Mi annoiero'ancora di più, ma almeno per una settimana mi saranno risparmiate tre orride visioni: 1) la signora quarantenne anoressica, cui dei minuscoli fuseaux neri stanno troppo larghi, che fa tutti gli sport possibili e che solleva molti più pesi di me.
2) la coppia con neonato, anche se il marito sembra il nonno. Vengono sempre assieme e fanno gli stessi esercizi agli stessi attrezzi. Ovviamente la culla col pargolo ululante è sempre di fianco a loro (e agli altri poveri malcapitati), nonostante la presenza di un'apposita garderie.
3) la tipa figa (crede lei) in pantaloni bianchi trasparenti che vuol fare vedere che, lei, non ha nulla da nascondere.

Posso cosi'terminare tranquillamente la lettura di In cold blood di Truman Capote. Agghiacciante.

lunedì, marzo 14

L'altro esserino preferito: Uli, anche lui una decina d'anni, secondo tiranno di casa.

Presentazioni/ 1

Ecco uno dei miei esserini preferiti: Penny, dieci anni e qualcos'altro, tiranna di casa G.


Prima o poi la rapisco e me la porto in Francia.

Tze!

La mia amica Rebecca non solo è quasi vicina di casa di Paul Auster, a Brooklyn, non solo va dallo stesso oculista di Harrison Ford (una volta le ha pure tenuto la porta), ma ha osato confessarmi di aver passato il Natale 2003 con Charlotte di Sex and the city (figlia dei migliori amici di un amico). La quale non avrebbe mai smesso di parlare di Hollywood e di diete e sarebbe ora impegnata in Soccer moms, una nuova serie casalingo-poliziesca, una storia di mamme che, tra una spolverata ed una torta di mele, si improvvisano detectives. Qui si attende con curiosità il primo episodio.

The aquatic life

Consiglio la visione di La vita acquatica di Steve Zissou, l'ultimo film di Wes Anderson, ai vecchi fan del comandante Cousteau. I punti di contatto tra le avventure del bizzarro Steve e quelle del comandante francese più famoso del mondo sono notevoli: il berretto rosso, la nave da guerra (Calypso-Belafonte) acquistata alla Marina americana, i problemi con le mogli (soprattutto la seconda), il figlio morto in un incidente aereo, i "titoletti" che introducono le varie avventure. Chi, come L'Altro, da piccolo aspettava avidamente la domenica pomeriggio per una nuova puntata delle avventure del comandante Cousteau, arrivando pure a scrivergli (e ricevendo la stessa risposta dattiloscritta del piccolo Ned), puo' anche commuoversi di fronte a tanti ricordi. Chi, come me, il comandante Cousteau l'ha visto al limite in una qualche foto di un vecchio Topolino, è più attratto da altri elementi. I personaggi, la fotografia, la musica....La vita acquatica di Steve Zissou è veramente un film che non si prende sul serio (finalmente!): le creature marine sono dichiaratamente false (ma estremamente poetiche), cosi' come gli interni del Belafonte, e le avventure improbabili (vedasi l'attacco dei pirati filippini). Ma si ride, si palpita e si è coinvolti nella caccia spietata allo squalo-giaguaro.
Bill Murray, che con barba e panciotta è lontano anni luce da Lost in translation, è molto simpatico. Un po'meno Owen Wilson, che ha l'aria di qualcuno a cui hanno fatto una plastica facciale e che è in riabilitazione (deformazione da Nip/Tuck, temo). Qualcuno ha trovato il brasiliano irritante, io no: David Bowie in portoghese m'è piaciuto.

Da segnalare: Staralfur dei Sigur Ros, colonna sonora dell'incontro finale con lo squalo-giaguaro. Semplicemente magica.

mercoledì, marzo 9

Ufficio oggetti smarriti

A Parigi sono state "smarrite" le dichiarazioni dei redditi 2003 di Hervé Gaymard, ex ministro delle finanze, di Laurent Fabius e Lionel Jospin, ex primi ministri, di Claude Chirac, figlia del presidente, e di Claudie Haigneré, ministro per l'Europa. Siccome si tratta sicuramente di una distrazione o di un orribile malinteso, e visto che confidiamo nella perfetta buona fede degli interessati e dei loro amichetti, chiunque le ritrovasse (chesso'io, svolazzanti nella metropolitana per esempio) è pregato gentilmente di portarle all'ufficio oggetti smarriti più vicino.

martedì, marzo 8

Ecco una foto mia e di Rebecca. La sciarpa sulle spalle non è un vezzo ma una necessità. Sotto il sole tropicale di Washington, a maggio, le spalle della poveretta han bruciacchiato, ma sono state utili per cuocere belle bistecche. E pensare che alla partenza, a Brest, c'erano 5°...

lunedì, marzo 7

Visite

Nei prossimi giorni probabilmente non riusciro'a postare, tutta presa dai miei doveri di perfetto anfitrione. La mia amica Rebecca si installa qui per una settimana.
Rebecca è l'americana perfetta: si sveglia ogni mattina alle 5, va a fare spinning o a correre, poi va in ufficio. Alla sera lavora alla tesi in biologia marina. Raramente si concede distrazioni e, comunque devono essere pianificate con almeno una settimana d'anticipo. Abita a Washington da un anno e mezzo ma non conosce bene la città (l'ha scoperta assieme a me, la primavera scorsa, quando, in occasione della mia visita a DC, prese ben un giorno di ferie suscitando l'ilarità della famiglia, che ben conosce i suoi ritmi da stakanovista). E'rigorosamente vegetariana e non le piacciono un sacco di altre cose, come i peperoni, le olive, le melanzane e i latticini (pero'adora il burro salato). Vota democratico e non puo'sopportare Bush. Ha un'agenda, in cui segna tutti gli appuntamenti della giornata: anche quando, a Brest, veniva a cena da me (ogni mercoledi'), annotava diligentemente data e ora (sempre alle otto). E terminava puntualmente dicendo: porto il vino e i salatini giapponesi che tanto ci piacciono.
Nonostante tutto cio', prevedo una settimana piacevole: le faro'visitare Nantes e i dintorni, le presentero'Cip & Ciop, si parlerà tanto e di tutto (siamo tutte e due piuttosto logorroiche), si andrà al ristorante e, perché no, cucinero'per lei. Le piace tutto quello che faccio, dalla pasta al sugo alla torta di broccoli, e mi fa sempre un sacco di complimenti (mi fa sentire una cuoca provetta). Ovviamente non mancheranno il burro salato e i salatini giapponesi, che devo trovare anche a costo di farmi tutti i supermercati della città.
Magari postero'per l'occasione una nostra foto commovente, tanto per mostrare che anch'io ho qualche amico, anche se un po'psicorigido, che mi vuole bene.

Ma dai!

Questo pomeriggio, in palestra, per la prima volta qualcuno mi ha rivolto la parola. Trattasi di giovane istruttore che ha cercato di intavolare la conversazione mentre ero tutta sudante e presa dallo stepper. Vittima dell'emozione, non ho aperto bocca.

domenica, marzo 6

Domandina

Qualcuno sa dirmi se vale la pena andare a vedere "Ferro 3"? Ho sempre pensato, chissà perché, che fosse un horror...questo pomeriggio al cinema ho visto il trailer (qui esce a metà aprile col titolo "Les locataires", gli inquilini) e mi è sembrato più una commedia o un film sentimentale. Chiedo lumi e ringrazio con un inchino.

"Il gioco del caso e dell'amore"

Nonostante una fila immonda, dovuta al fatto che "L'esquive" ha vinto quattro Césars (mentre, all'uscita, in ottobre, quasi nessuno se l'è filato), questo pomeriggio sono riuscita ad andare al cinema, come previsto dal mio piano di battaglia. "L'esquive" ("La schivata") è ambientato nella popolosa cité di una qualunque periferia francese: i colori sono sempre scuri, non fa quasi mai bel tempo (c'è sempre vento), i personaggi sono suscettibilissimi, pronti a scattare per un nulla, e sono quasi tutti beurs, cioè magrebini nati in Francia.
Un gruppetto di liceali della cité decide di rappresentare un testo di Marivaux, "I giochi del caso e dell'amore". La bella e sfrontata Lydia, che non tiene mai la lingua a posto, è la protagonista della commedia. Krimo, innamorato timido, silenzioso e impacciato, non riesce ad immedesimarsi nel suo personaggio, troppo intimorito dalla vicinanza di Lydia che, comunque, cerca di aiutarlo e di farlo entrare nello spirito della pièce. Attorno ai due personaggi principali ruotano gli ovvi amici/amiche del cuore, intriganti onnipresenti che non riescono a farsi i fatti propri.
Battibecchi, gelosie, equivoci, teatro, parolacce, la vita nella cité, la famiglia ed altro ancora. Ma soprattutto una "lingua", quella parlata dai giovani banlieusards, che sciocca lo spettatore medio, non per la volgarità quanto per l'accento, per lo slang e le espressioni utilizzate. Per seguire il film ci vuole un enorme sforzo di concentrazione; io non sono riuscita a capire (decifrare?) tutto (ogni tanto gli spettatori ridacchiavano di qualche battuta o frase originale e io li', come un pesce, a cercar di capire eventuali tripli sensi). Lo shock linguistico de "L'esquive" è pari a quello causatomi da due bei film di Denys Arcand, "Il declino dell'impero americano" e "Le invasioni barbariche", in cui il francese pronunciato con l'accento del Quebec mi ha fatto sentire come Champollion davanti alla stele di Rosetta: una decifratrice, con l'orecchio sempre incollato allo schermo. Del primo film ho capito ben poco, col secondo per fortuna è andata un po'meglio.

Promemoria

Questa domenica è iniziata nel peggiore dei modi, con il rituale ormai spaccamaroni del "bucato della domenica mattina". L'anno scorso avevo una lavanderia automatica a un minuto da casa, quest'anno invece devo sobbarcarmi venti minuti a piedi all'andata e venti al ritorno (ché la matematica, pare, non è un'opinione). Aggiungiamoci: freddo polare, biancheria che pesa come un macigno, mancanza degli spiccioli per la lavanderia, scarpe che si slacciano in continuazione e gente all'uscita della messa che mi guarda come fossi un extraterrestre.
Unico modo per risollevare le sorti di questo giorno funesto (lo diceva già Morrissey, "Every day is like sunday / every day is silent and grey") e per evitare che possa essere ancora più squallido: un bel cinema pomeridiano. Cip & Ciop mi han tirato il pacco, quindi andro' sola soletta a vedere L'esquive, film francese che ha recentemente vinto quattro Césars (gli equivalenti degli Oscar di Donatello). Un gruppo di ragazzini della banlieue parigina che decidono di rappresentare un testo di Marivaux. Vedremo. L'Altro l'ha visto e ne è stato entusiasta (ma non so se ci sia da fidarsi, a lui è piaciuto anche Tropical malady). La scelta del film è quasi obbligata, visto che l'offerta questa settimana non è stata proprio delle migliori. La settimana prossima usciranno pero' Million Dollar Baby e La vita acquatica, che certo non mi perdero'.

venerdì, marzo 4

Il Tripode era uno degli edifici storici di Nantes. Per lungo tempo il più alto della città, ha ospitato uffici amministrativi finché non si è scoperta la presenza massiccia di amianto. E'stato "bonificato" (con conseguente spesa non indifferente di denaro pubblico), ma poi non è stato più utilizzato. Per questo il comune ha deciso di demolirlo, domenica 27 febbraio alle 10. La qui presente, sfidando il freddo polare, ha assistito a tale evento, trasmesso in diretta dalle tv locali, e non ha esitato a mettere in pericolo la propria incolumità per immortalarlo. Ecco quindi una foto del Tripode che si affloscia. Affascinante, ma che paura! Nonostante tutto fosse stato già programmato, al momento dell'esplosione tutto ha cominciato a tremare e devo aver pure emesso un "ugh!"dettato dalla sorpresa, cercando di tener ben salda la macchina fotografica.

She's a lady, anche se un po'attempata

Mattina. Vasetto rosso: crema rassodante e anti***** (e comunque non ne ho, eh cosa credete) per il viso alla ciliegia e allo zenzero.
Ok, non è poi cosi' tragico.

Sera. Tubetto verdino: crema all'argilla per il viso contro le impurità. Barattolino giallo: crema corpo rassodante e tonificante alle essenze di frutta e alla caffeina. Tubetto bianco: crema per le mani alle vitamine A, E e pantenolo. Stick blu: burroecacao che ha il solo scopo di addolcire le pellicine delle labbra perché poi io le possa rosicchiare meglio.
Che fare quando ci si rende conto di avere addosso tutto cio', e, per di più, nello stesso tempo? Minimo minimo uno si sente un intoccabile, tipo la mummia o Frankenstein. A me sembra di essere una vecchia carampana con tutti i pezzi che partono senza un adeguato rinforzo.
Adesso punto alla crema corpo nel barattolo rosso, quella con resina d'acero (ricetta canadese garantita) per pelli secche. Non posso farci niente, una delle mie perversioni è stanziarmi davanti al reparto creme, cremine e affini dei supermercati, in estasi e contemplazione. Prendo, annuso, confronto, giro e rigiro tra le mani, metto nel carrello e poi no, cambio idea e torno indietro, e riprendo in mano, riconfronto, riannuso....una tortura, insomma. In ogni caso, rinnovo il mio appello per la scomparsa dello shampoo all'arancia e allo zenzero (a meno che non me lo sia inventata di sana pianta).

giovedì, marzo 3

Perché Sanremo è Sanremo

Ma Sanremo è davvero cosi'indecente come leggo (spassosamente, devo dirlo) qui? E la Fel(l)ini è davvero cerebrolesa? E si puo'sapere chi caspita è? E i vestiti della Clerici? Voglio vedere i vestiti della Clerici!! Ecco lo svantaggio di vivere all'estero senza poter vedere la tivvù italiana: manco Sanremo ogni anno. E mi tocca poi leggere i commenti degli altri, senza poter dire la mia (non richiesta, peraltro). O ascoltare la Gialappa's, atto sempre piacevole. Ma come parla questa Chiara Chiabotto? Che cacchio c'ha nella bocca? Una patata lessa?
Mah. Vado a letto, hanno appena eliminato i Velvet (scandalooooo), Ambra si sente in dovere di dire la sua e Bonolis filosofeggia e moraleggia qua e là.

venerdì, febbraio 25

Una bella e ricca figura di merda 2 (e fine??)

Risposta al post precendente...

600 m2, ok è forse un po' grande. 14000 euro al mese, un pochino caro. Io vivo a Parigi e pago 500 euro per 26 m2 : questo affare mi fa sentire male. Ok.
Pero', l'errore di Gaymard non è di aver accettato questo regalo della repubblica senza dire niente, anche se mi pare un po' inquietante che un ministro delle finanze sia tanto distante dalla realtà della vita parigina. No, l'errore più disturbante è che non è riuscito a dire la verità durante questa settimana di polemiche. Fino alla fine ha mentito, fino alla fine ha forse sperato che l'opinione pubblica gli credesse. Ok, è forse un marcio.
Oggi ha presentato le sue dimissioni. Va bene, end of story.
Pero' il "poverino" Gaymard con cinque appartamenti non ha fatto niente di più che tutti gli altri. Penso a Chirac, anche a Pasqua che è stato eletto senatore perché la giustizia non puo' fare niente contro un senatore. E' incredibile che la stampa francese sia riuscita a distruggere un tipo tanto rapidamente (una settimana fa era un eroe del chirachismo); pero' non ha fatto niente contro gli altri...(al meno Pasqua, voglio dire, questo tipo è anche peggio di Andreotti) (si, si).
Questa persecuzione selettiva ha una ragione : la stampa si nutre di quello che le danno i servizi di comunicazione. Qualcuno voleva la fine di Gaymard : ha organizzato la sua morte politica. Il peggio è che i giornalisti pensano che hanno ristabilito la giustizia. In realtà, hanno simplemente aiutato un altro uomo politico a mettere fine alla carriera di Gaymard. Non c'è nessuno per mettere fine al'avventura di Chirac o Pasqua perché, come Mitterrand, sanno molte cose su tutti : sono la quintessenza dell'onnipotenza.
Allora, Gaymard se ne va con gli otto bambini e la moglie a fare altre cose (come guadagnare 7 volte tanto in un' impresa privata), pero' non è una vittoria per nessuno se non per colui che ha ordinato l'esecuzione pubblica alla stampa "libera". Non mi sorprenderebbe se questo si chiama Nicolas S.

L'Altro

Una bella e ricca figura di merda

"Se non fossi figlio di un umile calzolaio non avrei problemi di soldi e sarei proprietario di un appartamento", ha dichiarato a Paris Match il ministro francese dell'economia e delle finanze (Hervé Gaymard,per la cronaca, un uomo con la faccia da faina). Traduzione: "Se non fossi nato sfigato potrei anche permettermi l'acquisto di uno squallido monolocale all'estrema periferia di Parigi".
In realtà quest'uomo beffato dalla sorte possiede non uno ma cinque (e dico cinque) appartamenti, sparsi tra la Bretagna, la Savoia e Parigi. E ha il coraggio di abitare in un localino di 600 m2, in pieno centro della capitale, per il quale lo Stato francese paga d'affitto la modica somma di 14000 (e dico quattordicimila) euro al mese. Ma non è mica solo, eh! Ci ha sistemato la moglie, anche lei alto funzionario, e gli otto (e dico otto) rampolli.
Una cosa talmente pacchiana non poteva certo passare inosservata, ed ora il poverello (figlio di un povero calzolaio, è bene ricordarlo) è stato pubblicamente sbugiardato e messo alla gogna. Tutti se la prendono con lui, dai colleghi ai compagni di partito ai giornali (in primis Le Canard enchainé e Le Monde), e pretendono le sue dimissioni.
Dicasi: una bella e ricca figura di merda.

mercoledì, febbraio 23

Il grande freddo

Eccomi, son tornata dal folle week-end tra Guérande e Brest...che in realtà si è limitato ad una tonnellata di freddo polare, mitigato per fortuna dai miei amichetti. C., che si è scoperto appassionato di cucina asiatica, mi ha pure preparato gli spaghetti di riso alla qualche cosa e poi si è schiantato dal sonno alle 21.30, lasciandomi da sola davanti ad un dvd, morta di freddo (non accende mai il riscaldamento).
Ma è mercoledi' sera e mi comincia CSI, chiedo venia.

lunedì, febbraio 14

Eh eh eh!!

Sideways & co.

Tanto per mostrare che sono una donna impegnatissima, voilà qualche aggiornamento sui cazzi miei:

- reduce da un fine settimana freddissimo a Parigi, parto domani per Guérande, sulla costa, dove spero di essere nutrita a panetti di burro salato per due giorni interi. Raggiungero' poi la jet-set di Brest per un folle week-end tutto lustrini e paillettes. Sono in vacanza per una settimana.

- ho finalmente visto Sideways. Mmmmmhhh si', simpatico, ma alquanto cinico. Insomma, non proprio quella commediola scanzonata che mi aspettavo, ma un'ennesima riflessione sui rapporti uomini-donne, sull'amicizia e, in generale, sulla vita, mitigata dai paesaggi californiani e dalle discussioni vinicole. L'attore che interpreta Jack è irresistibile (vedere per credere: la scena al ristorante con le due ragazze). Alla fine ci si sente un po' svuotati e vien voglia di dire "cavolo, ma se anch'io un giorno finissi cosi', a sapere tutto di vini e ad aver sbagliato vita?". Ma c'è sempre un barlume di speranza, eh!
In ogni caso è da vedere. Aspetto che il film esca in Italia per avere qualche reazione.

-ho rivisto con piacere Clerks. Chi non ricorda Palla di neve e la lista dei porno? (citaz. 259).
Ho visto anche (ma solo perché lo davano in tv) Falling in love, filmetto di San Valentino con Meryl Streep regina delle nevi e un De Niro figaccione. La melassa debordante da ogni dove non mi ha comunque impedito di assistere al film con grande partecipazione, gridando cose tipo "ma giratiiiii!", "rispondi al telefono, è lei!", "corri, corri, prendi il treno che lei ti aspettaaaaa", "daiiiii". Per la cronaca: finisce bene, sappiatelo. Io sono andata a nanna contenta.

- Messaggio alla Chi l'ha visto?: è sparito dai supermercati il mio shampoo preferito, quello all'arancia e allo zenzero, chissà perché (tossico? non mi stupirebbe)...beh, chiunque lo incroci è pregato di bloccarlo, con le buone o con le cattive, fino al mio arrivo.

mercoledì, febbraio 9

Série(s) noire(s)

Mi sa che Sideways dovrà aspettare ancora qualche giorno. Stasera non mi schiodo dalla tv e mi godo la mia doppia razione: due episodi di The 4400 (appena visti) e, tra poco, due inediti di CSI (si', loro, gli originali, quelli di Las Vegas, e soprattutto, LUI, l'inimitabile). A costo di restare sveglia fino alle due di notte (per LUI faccio questo e altro, s'intenda).

The 4400 all'inizio non mi ha molto entusiasmata, anche perché la sera in cui hanno trasmesso i primi due episodi sono rimasta un'ora al telefono e non ho capito una mazza, ma stavolta ho dovuto cedere come una pera cotta. Mi piace davvero (non per nulla il produttore è Coppola).
L'idea di partenza è buona: 4400 persone, scomparse tra il 1950 e il 2003, ricompaiono quasi per magia e tutte insieme, vicino a Seattle. Ovviamente non hanno nessun'idea di cosa sia successo durante la loro "latitanza", non sanno dove sono state e, quel che è peggio, si ritrovano dotate di strani poteri. Non mi dilungo sugli effetti strazianti di questo ritorno alla vita (per esempio, una madre scomparsa da dieci anni che scopre con orrore che il marito si è risposato e non le lascia più vedere la figlia). E sotto c'è sicuramente qualcosa di losco. Gli extraterrestri? Mi rifiuto di pensare ad una soluzione cosi' banale. Vedremo.

Ma ora vado che mi comincia CSI (già capisco che l'ottovolante cade. Ecco, è caduto...che dicevo io?).

A letto col nemico

Mi son resa conto che il mio peggior nemico non sono tanto i francesi quanto, a sorpresa, il futon che occupa quasi per intero la mia camera e di cui mi vanto in lungo e in largo.
Alla faccia del feng-shui e di tutto il resto, il mio futon cerca, ogni mattina, di mettermi di cattivo umore. E ci riesce benissimo. Dopo la faticosa operazione di estrazione dal letto, che svolgo appoggiandomi al termosifone (cerchero' prossimamente di procurarmi una carrucola), sbatto inevitabilmente il polpaccio contro il futon ("ma porc**@Ma loro non sanno con chi hanno a che fare, poveretti. Comincero'in maniera soft, sbattendo casualmente la scopa contro le doghe, per poi passare alle maniere forti (insulti, velate insinuazioni, pressione psicologica a manetta). Potrei seriamente pensare anche di organizzare una spedizione puntiva.
Vediamo come va mettendo non-stop la musica degli Abba.

lunedì, febbraio 7

Swimming Pool

Lunedi'mattina, ore 9.30: sono già in palestra, pronta per la lezione di aquagym*. Armata di ciabattine e asciugamano mi avvicino alla piscina e...orrore! Vedo che le altre partecipanti al corso, almeno una quindicina, hanno un'età media di 68 anni! Troppo tardi per fare marcia indietro, cerco uno sguardo complice con l'istruttore. I suoi occhi sembrano dire "embé, ora sono cazzi tuoi". Provata da questa mancanza di solidarietà entro in piscina, rassegnata al mio destino. Le signore, per lo più pensionate o casalinghe facoltose (come si puo'notare dal luccicare di anelli e braccialetti), sgambettano come adolescenti e respirano come stantuffi. Il corso comunque procede senza intoppi, salvo qualche scontro inevitabile data la mancanza di spazio.

Quello che mi ha più colpita sono le cuffie: la maggior parte delle signore esibisce quelle da doccia, trasparenti e a pois, probabilmente rubate in qualche albergo durante la luna di miele. Un paio hanno degli eleganti turbanti alti venti centimentri che si chiudono con lo strappo. Provvedero'subito a procurarmene uno, visto che la mia cuffietta color vomito rappresenta, visivamente, un elemento di disturbo. Ed è ovvio che la settimana prossima non manchero'all'appuntamento.

*si avverte che commenti del tipo "ma che cacchio ci facevi in piscina a quell'ora, potevi mica startene a casa sotto le coperte, se l'età media è 70 anni sono affaracci tuoi e te la sei cercata" non sono accettati.

domenica, febbraio 6

Le correzioni

Venerdi' sera ho ricevuto un'email di N., la mia amica tedesca, una delle prime (e più care) persone conosciute a Brest, quattro anni e mezzo fa. Mi chiedeva di correggerle una lettera di motivazione da presentare per fare uno stage in Africa. Cinque pagine fitte fitte che mi han portato via qualche ora buona del mio prezioso week-end. Nulla da dire sull'ortografia, giusto qualche errore dovuto alla distrazione. Ma quanto alla forma...da mettersi le mani nei capelli! Frasi di dieci righe ciascuna in cui la nostra, con salto mortale a triplo avvitamento, cambia soggetto quattro volte (senza neanche un punto o una pausetta, per capirci) o fa ardite costruzioni col verbo alla fine. Sia.
E io di quelle cinque pagine non ho capito veramente niente. Ogni dieci minuti un vistoso calo della concentrazione mi obbligava a sgranchirmi le gambe, pulire la cucina (chi mi conosce sa che quando son nervosa tiro a lucido la casa) e guardare nervosamente l'orologio per vedere se era l'ora di CSI (essi, qui lo mandano in replica la domenica pomeriggio; per gli inediti della quarta serie si deve aspettare il mercoledi' in quarta serata). L'unica cosa sicura, che deduco dal fatto che N. studia geografia, è che lo stage riguarderebbe l'educazione ambientale (l'educazione ambientalista, avrebbe detto la Demente, lontana ex-collega padovana). Embé. Cio'non mi ha impedito di correggere il correggibile, rispedirle il file via email e farle i complimenti per la lettera, con frasi tipo "guarda, se fossi io a dover decidere ti darei lo stage subbbito perché si vede che sei competente e appassionata"...

Una faccia da cane bastonato

Siate pietosi, regalate una vita sociale a questa povera crista! Posted by Hello


venerdì, febbraio 4

Il richiamo della palestra

Mi sono iscritta in palestra. C'è pure la jacuzzi. Non dico altro.

The D-day

Grande notizia: oggi pomeriggio D. si è finalmente laureata, alla veneranda età di ** anni, all'ateneo patavino (col massimo dei voti, signori, mica cazzi). Visto che non ha risposto alle mie venticinque telefonate al cellulare immagino sia persa nei festeggiamenti. Conoscendola, sarà già ubriaca marcia dopo un solo sorso di spumante. Oppure starà recriminado con amici/parenti a proposito del papiro e di episodi in esso riportati e da lei giudicati sconvenienti (non so quel che c'è scritto ma posso giurare che è tutto vero).  Posted by Hello


In ogni caso, la povera D. ce l'ha messa veramente tutta per non laurearsi. Ha preso corsi intensivi di violino, si è iscritta ad una scuola di teatro (con relativa fuitina a Roma), ha perso tempo negli USA, si è appassionata di vela per star dietro al moroso. Come si puo' notare, ce l'ha messa veramente tutta per restare un'eterna studentessa. E adesso...snif...sapere che D. era all'università era una certezza per tutti noi, un punto fermo, un qualcosa di immutabile e sicuro come due e due fanno quattro.
Beh, almeno non romperà più i maroni agli amici con 'sta storia della tesi, dato che l'ha capita solo lei (il suo relatore ignora totalmente di cosa si sia occupata, era troppo impegnato a guardarle le tette durante i ricevimenti).

giovedì, febbraio 3

Brest: modalità d'uso (parte seconda e fine)

Riprendo da dove avevo lasciato e cerco di concludere brevemente.

- tre negozi nella rue de Siam: Kerjean, specializzato in prodotti esotici, dove si puo'entrare solo sapendo cosa si cerca (il proprietario non ammette curiosi); Histoires de chocolat, il cui nome dice già tutto (comprate i cofanetti assortiti, non ve ne pentirete); Dialogues, l'unica libreria tra quelle che conosco dotata di divani (particolarmente affollati quelli della sezione fumetti), di una caffetteria/saletta riunioni (li' ho visto Paco Ignacio Taibo II e Marcello Fois, ma attenzione a non incrociare la terribile Nolwenn!) e di ombrelli che si possono prendere gratuitamente in caso di pioggia (logica vuole che debbano essere poi restituiti...hem...).

- la spiaggia del Moulin Blanc, cui si puo'arrivare a piedi dall'incrocio dell'Octroi (rue Jean Jaurès), prendendo, sulla sinistra dopo il Kaléïdoscope, la lunghissima rue St. Marc. La camminata dura una mezzoretta ed è molto piacevole (anche perché tutta in discesa, il bello viene al ritorno). Si fiancheggiano casette gotiche e casermoni popolari, cespugli di rosmarino selvatico, ciliegi e alberi in fiore (a partire da marzo), la casa rosa detta "di Biancaneve", il negozio di parrucchiere "Epi tête" che purtroppo ha chiuso, pasticcerie che, a Pasqua, espongono in vetrina galline imbalsamate. La spiaggia è da evitare la domenica (bambini e cani di ogni dimensione che scorazzano dappertutto) ed è romantica la sera. Il bagno è sconsigliato in ogni stagione.

- il bar Tour du monde, al porto turistico (vicino alla spiaggia). Di proprietà del famoso velista Olivier de Kersauson, domina la rada ed è popolato da lupi di mare e giovani fighetti. Il venerdi' e il sabato sera si balla sui tavoli (beh l'ho fatto pure io, lo ammetto). Buonissime le cozze con patatine fritte (moules frites).

- un altro bar: chez Kim, a Saint Martin (conosciuto anche come L'horizon). Il proprietario cambia nazionalità ogni sera (un giorno dice di essere malese, quello dopo cinese, la sera dopo giapponese e cosi' via) e, quel che è peggio, tortura la sua povera chitarra cantando canzoni francesi con l'accento asiatico ("gaLe au goLi-i-i-i-lle..."). Da notare che abita in Francia da trent'anni. Al porto commerciale consiglio due bar: Les quatre vents, che di solito propone musica niente male, e il Likidambar (per l'arredamento da bar tropicale).

- locali gay: il Village (squallidissimo, lui e il proprietario), l'Happy, rue Jean Jaurès, che mi è sembrato simpatico, e la Maison (mi han detto che no, è abbastanza triste). Luogo di ritrovo, anche per scambisti, sono i giardini Kennedy, vicino alla stazione (le fonti sono attendibili).

- gli unici due luoghi rimasti intatti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale : la rue de Saint-Malo, dopo il ponte di Recouvrance, e il lavatoio poco distante. Suggestivi e, soprattutto, sconosciuti ai più. Se potete, visitate l'inaccessibile plateau des Capucins e fatevi spiegare dov'era situato il bagno penale per cui Brest, anticamente, era rinomata. Quasi tutta la zona portuale è di proprietà della Marina che, col contagocce, la sta cedendo allo Stato.

- da Recouvrance cercate di arrivare, a piedi, alla route de la corniche (girate alla prima a sinistra dopo il ponte, poi, alla fine della via, a destra fino a un baretto squallido). Questra strada costeggia una buona parte del porto commerciale e dei cantieri navali, per arrivare al porticciolo di Sainte Anne; continuando a camminare sulla costa ci si imbatte in calette di ciottoli e acqua azzurrissima. Questo sentiero fa parte della strada che i monaci di Saint Mathieu percorrevano per andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela (i pannelli lungo il sentiero portano il simbolo della capasanta). Siamo sempre a una mezzora, a piedi, da Brest! Una volta, io ed E. vedemmo pure un sottomarino ("Guarda, un sottomarino!", "Seeeee")

Chiudo qui. Si vede che amo Brest????

Risiko mi fa un baffo

Le mie conoscenze in materia di capitali mondiali sono state duramente messe alla prova da questo sitarello*. Ho scoperto che sono di un'ignoranza abissale a proposito dei paesi dell'est europeo, incapace persino di dire dove stanno Ucraina-Lettonia-Lituania. Confesso che neppure i paesi del nord Europa sono la mia specialità. Ammetto di avere dei problemi a situare le città a livello mondiale (a volte le cantonate sono veramente, veramente enormi), mentre non pensavo di conoscere cosi' bene gli USA. Eh eh, ovviamente con Italia e Francia ho sempre il massimo dei punti... almeno un piccolo riscatto! Si puo' giocare da soli o sfidare altra gente che è on-line. Il mio nickname è Yum, dichiaro aperte le ostilità.


* segnalatomi da Artur Dent, specializzato in passatempi di questo genere.

Brest: modalità d'uso (parte prima)

L'incontro casuale con un ingegnere sardo, questa mattina, mi ha messo di buonumore, come succede sempre quando conosco un compatriota. Sapere, poi, che ha pure trascorso due giorni a Brest e che non è scappato a gambe levate dopo la prima mezz'ora me lo ha subito reso più simpatico. Abbiam cosi' scambiato quattro chiacchiere sulla città francese in cui ho vissuto per quattro anni e che ai miei occhi di povera psicolabile resta una delle più belle di Francia (questa affermazione, lo so, mi vale un ricovero coatto alla neuro). Siccome è raro che il turista medio capiti proprio sulla punta più estrema del Finistère, all'estremo nord-ovest della Francia, e ancor più raro che arrivi proprio a Brest (deve proprio volerlo, ma in maniera mooolto ma mooolto forte), ho deciso di stilare una piccola lista dei luoghi in/out della città. Ad uso di chi vuole andarci (io) e di chi magari già ci abita ma vuole sapere quali sono i posti gggiusti da frequentare (uhm temo che il numero sia inferiore a uno).

- il Café de la Plage (place Guérin): bar in puro stile francese, un po' scazzato e un po' alternativo, popolato da vecchiotti e fauna varia (compresa la pazza che balla da sola e senza musica, ex maestra depressiva imbottita di medicinali che l'han rovinata). Piacevole soprattutto d'estate, con i tavolinetti sul marciapiede da cui si domina la piazzetta. Consiglio dello chef: il kir cassis, o il classico sidro.

- la QV, Bar à vins: in fondo alla rue de Siam (si', quella di cui parla Prévert), ideale per gli aperitivi, con piano rialzato (le poltrone sono eccezionali, davvero morbidissime) e taverna. L'arredamento è moderno e caldo, la musica sempre azzeccata (Thievery Corporation, per esempio). Il proprietario è molto loquace e ama essere consultato sulla scelta dei vini, ma se lo si lascia parlare diventa un mulinello incomprensibile. Io prendo sempre un Entre-deux-mers, perché è l'unico vino bianco di cui mi ricordi il nome.

- dalla QV si possono ammirare, la sera, il ponte di Recouvrance illuminato di blu e le luci del porto. Giro consigliato: usciti dalla QV girate a sinistra, passate davanti al castello e arrivate ai bastioni. Fermatevi e contemplate. Il mio posto preferito in assoluto, magico e aperto sull'Oceano, da cui si dominano il porto commerciale e la rada di Brest.

- il Valentin, ristorante minuscolo in una viuzza altrettanto piccola a St. Martin. Specializzato in piatti del sud-ovest della Francia, i prezzi sono abbordabili. Io prendo sempre carpaccio di salmone, magret d'anatra con verdure e gelato al torroncino con coulis di lamponi. Ovviamente il tutto è accompagnato da pane su cui vanno spalmati strati generosi di burro salato. Delizioso, ma mette alla prova anche gli stomaci più allenati. Bisogna prenotare.

- mangio la pizza da Pizza Pietro. Ce ne sono due: Place de la Liberté e St. Martin, e io preferisco quest'ultima (perché ci lavorava un mio studente che mi metteva tripla dose di panna montata sul gelato...tentativo di corruzione? Beh, non so, ma ha funzionato). E' buona anche a La scala, nonostante la pizzeria si spacci sfacciatamente per italiana, di cui in realtà ha solo il nome.

- La galetière (rue Jean Jaurès) e la Crêperie moderne (rue Algésiras) sono le mie creperie preferite. La prima merita un punto in più per la decorazione marinara, mentre nella seconda si possono incontrare a mezzogiorno i prof. della facoltà di Lettere e Scienze Umane, che è a un tiro di schioppo.

- il kebab migliore lo fanno alla Citadelle, rue Danton (bisogna chiederlo in galette, una specie di crêpe leggerissima, e, per favore, senza patatine fritte). Cercate di sedervi all'unico tavolino disponibile, perché in tal caso il proprietario vi offrirà del buonissimo the alla menta.

- per un bicchiere dopo cena: il Comix (St. Martin), regno dei fumetti, Les voisins e, nella stessa via ma più in basso, il Dubliners (ambiente rigorosamente irish e, francamente, irritante). Al Blind Piper (rue de Siam) l'anno scorso c'era un barista fighetto e piercingato che se la tirava un casino. E' anche il bar dei marinai che sbarcano a Brest (non è simpatico rendersi conto di essere due ragazze italiane circondate da quindici energumeni che dichiarano di odiare l'Italia).

- da evitare: l'Arizona, pseudo-locale notturno/discoteca squallido e sporco popolato in gran parte da gente squallida e sporca che o si struscia tipo seconda pelle mentre si sta ballando, o improvvisa spogliarelli integrali sul palco. In più è piccolo e fa un caldo becco.

(continua)

lunedì, gennaio 31

domenica, gennaio 30

Hauru no ugoku shiro

Reduce dalla visione de Il castello errante di Howl. Bellissimo. Ho riso, ho trepidato e mi son commossa, tanto che la bambina seduta di fianco a me mi guardava perplessa e impaurita. Toccante storia d'amore tra un bel mago sciupafemmine(Hauru, veramente ma veramente figo anche se solo un cartone animato) e Sophie, povera cappellaia che, in seguito ad un incantesimo, viene trasformata in vecchina novantenne. Si', ma arzilla, con energia, buonumore e ottimismo da vendere, tanto è vero che diventa donna delle pulizie nel misterioso e sozzo castello ambulante di Hauru. Lieto fine assicurato, ovviamente. E ora son qui che plano, come mi succede quando vedo un film che mi appassiona e che parla di una storia che vorrei vivere io stessa. Lavoro troppo con la fantasia, lo so lo so, è una cosa che mi porto dietro da quando ero piccola e di cui, nonostante tutte le scornate che mi son presa, son fiera.
Ora non mi resta altro da fare che aspettare che il mio Hauru passi col suo castello ambulante e mi faccia vivere una storia super-romantica proteggendomi dai malvagi e salvandomi da tutti i pericoli.
Visione consigliata a tutti quelli che si sentono un po' giù di morale.

sabato, gennaio 29

Cip & Ciop dettano legge

Che fare un sabato sera polare quando nessuno ti cerca per uscire o anche solo fare quattro chiacchiere? Quando il panorama televisivo è desolante? Quando devo ancora aspettare due ore per vedere due vecchi episodi di "Law & Order: special victims unit"? Avevo programmato di andare al cinema a vedere Il castello errante di Howl, ma Cip & Ciop hanno appena telefonato per dire che no, al cinema si va domani perché stasera sono occupati. Soit. Cosi' son qui, davanti al computer, con una bella dose di tisana alla liquirizia e all'anice che probabilmente non mi farà dormire per una settimana.

Sabato scorso ho invitato a cena da me Cip & Ciop. Li ho chiamati mentre io e L'Altro eravamo al supermercato intenti a cercare gli ingredienti per una bella pasta broccoli e acciughe, facile e rapida.

G.: Ciao Cip & Ciop, vi va di venire a mangiare da me stasera?
C&C: Siiiiiiii' che bello!
G.: Venite verso le otto?
C&C: Ok! Ci fai gli gnocchi, vero, schiava???!!
G.: (guarda interdetta L'Altro) Ehmmmm...si'si' va bene, dai, faccio gli gnocchi. I signori desiderano altro?
C&C: Un tiramisu non sarebbe male, schiava.
G.: Come volete. A più tardi.

E cosi' mi son trovata a cucinare convulsamente per due ore. L'Altro ha fatto degli gnocchi veramente impeccabili, al sugo di pomodoro e tonno, e io un tiramisu che era un gioiellino (con i soliti problemi, come i savoiardi che finiscono improvvisamente e L'Altro che deve scendere di corsa dal casolino sotto casa o gli albumi che non montano). Cip & Ciop han mangiato (senza fare il bis, gli ingrati), bevuto , si son fregati un paio di cd e son partiti poco prima che usassi l'arma letale dello spazzolino. Ovvero: se gli ospiti non sono intenzionati a partire, sono le tre di notte e cadi dal sonno, sotto col piano A: comincia a lavarti i denti dicendo "no no, non voglio mica che partiate, per carità", sputacchiando in giro saliva mista a dentifricio. Il piano B, mettere il pigiama e sbadigliare vistosamente, è da applicare solo in situazioni estreme. Con O. ci sarebbe voluto un piano C, che devo ancora mettere a punto, visto che né spazzolino né pigiama sembravano inquietarlo. Per fortuna che, all'epoca (un paio d'anni fa), vivevo con L'Altro, che se ne prendeva cura (e che, a dire il vero, non è da meno di O.), e potevo andare tranquillamente a dormire senza dover fare la brava padrona di casa.

Ancora una serata tranquilla alla clinica, quindi. Per chi non lo sapesse, abito in una specie di clinica: il piano terra ed il primo piano sono occupati dagli ambulatori, e gli altri due piani ospitano una trentina di appartamenti di varie dimensioni che erano, in origine, stanze per i malati (le porte sono larghe per lasciar passare le sedie a rotelle). Passo la quasi totalità delle mie serate in questo ameno scenario degno di Shining o, più verosimilmente, di The Kingdom, tra vicini psicopatici, voci misteriose, gente che urla, lunghissimi corridoi e lampadine che non funzionano. Ma un vantaggio c'è: le finestre degli appartamenti sono enormi, due metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza, e la luce quindi è all'ordine del giorno. Due sono le cose che non posso sopportare: gli appartamenti al pianterreno e le stanze buie, quelle in cui persino la mattina devi accendere la luce. E io abito al secondo ed ho sempre luce (beh, a partire dalle nove di mattina, visto che prima è ancora buio pesto). Due punti per la clinica!

Mamma mia!

Alla larga: ho appena finito le pulizie del sabato pomeriggio, novella Cenerutola/Mary Poppins, con l'aiuto degli Abba, preziosi in queste situazioni delicate. Finestre spalancate, passo danzereccio, scopa piroettante, voce lasciamo perdere, musica a palla, lo straccio brandito minacciosamente a destra e a sinistra, il Vetril che ancora fluttua nell'aria, il Mastro Lindo al limone che ha fatto il suo sporco lavoro: è chiaro che dopo quest'esibizione anche il vicino più pervertito rinuncerà a bussare alla mia porta o, peggio, verrà a trovarmi nel cuore della notte portandomi in regalo una bottiglia di Cif. Che io, ovviamente, accogliero'con gioia.

Pretty woman

Dopo aver orgogliosamente proclamato davanti a testimoni che io i saldi giammai, giammai saro'vittima di questo consumismo dilagante, questo pomeriggio mi son comprata un bel cappottino nero nero, sconto del 50 per cento. La visione dei miei abiti stile piccola fiammiferaia ha fatto il suo effetto e temo che domani si riprodurrà la stessa cosa. Cercheremo di resistere? Uhm, temo sia fatica sprecata, eppoi il bancomat, lo sento, ha voglia di far pazzie.

venerdì, gennaio 28

Premetto che il fatto di aver sognato, stanotte, che Leonardo Di Caprio fosse un mio parente (ahi ahi) non influenza assolutamente la mia opinione di The aviator. Un bel film spettacolare e, a tratti, commovente, sulla forza morale e i sogni di Howard Hugues, produttore texano e appassionato di aviazione, afflitto da una specie di sindrome maniaco-compulsiva che lo porta, tra le altre cose, a ripetere le frasi come fosse una macchinetta. Affascinante ricostruzione della Hollywood degli anni 30-40 con tutto il contorno di star e starlettes: Jean Harlow (Gwen Stefani), Katharine Hepburn, Errol Flynn, Ava Gardner (presenza insopportabile). L'unica cosa che non mi convince è proprio Di Caprio in quanto attore, la sua monoespressività, la faccia da eterno ragazzino (quando Hughes ha quarant'anni il solo elemento che lo distingue da quando ne aveva venti è un paio di baffetti), la gestualità che fa pensare di essere davanti a un film qualunque interpretato da Leo. Pero', devo ammetterlo, gli si vedono le rughe attorno agli occhi, unica traccia di autenticità di un attore che sembra sempre essere quello di "What's eating Gilbert Grape?". Magari gli daranno pure l'Oscar, non mi stupirebbe, vista l'imponente campagna promozionale e la vittoria ai Golden Globe. In fondo è lui che ha voluto il film più di tutti (è anche produttore esecutivo), sarebbe un premio all'impegno e allo sforzo (e magari è pure la volta buona che riesce a sposarsi. Mi piacerebbe che l'Oscar come migliore attore non protagonista andasse ad Alan Alda (il senatore Brewster, odioso), invecchiatissimo dai tempi canterini di "Tutti dicono I love you" tanto da essere quasi irriconoscibile (ho fatto un salto sulla poltrona -scomodissima- quando ho capito che era lui). Insomma, il film mi è piaciuto e le tre ore passano velocemente. Il personaggio di Hughes è simpatico e incosciente (vedasi la lunga lavorazione di "Hell's angels"), ha scatti d'orgoglio inaspettati e trovate fuori dal comune. Forse ho esagerato con le critiche a Di Caprio, se il personaggio è abbastanza riuscito in fondo è anche merito suo, fatto sta che c'è qualcosa in lui che mi infastidisce ma che non riesco a definire.

E stasera mi aspetto nuove atrocità da Nip/Tuck

giovedì, gennaio 27

Tell me why

Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché qui a Nantes han costruito una prigione in pieno centro, a fianco ad una scuola elementare, in un quartiere piuttosto sciccoso, e perché un detenuto l'altro giorno si è divertito a tirare un pezzo di catenaccio che ha mancato di dieci centimetri la sottoscritta e la vecchierella che le stava dietro. Giuro che, una volta tanto, non stavo parlando male dei francesi...

Stasera vado a vedere: The aviator, e giusto perché c'è una scena con Jude Law nelle vesti di Errol Flynn (eheheh, ho fatto i miei conti!).

Tra un due orette finisco di leggere: "Alias Grace" di Margaret Atwood, una delle più grandi scrittrici canadesi contemporanee. Per un totale di 624 pagine, macabre al punto giusto, in cui nessuno dice la verità ma tutti mentono molto bene, sullo sfondo del carcere canadese di Kingston (da cui forse i miei interrogativi sulla prigione nantese di cui sopra). Aspetto il colpo di scena ed ho già due o tre ideuzze strambe per il finale, ideuzze che provengono sicuramente dalla visione eccessiva di "La signora in giallo".





martedì, gennaio 25

1984

Discutevo ieri con L'Altro a proposito degli anni 80 e della moda del tempo, e penso di essermi giocata una buona parte di credibilità ammettendo che si', anch'io all'epoca portavo fieramente le famigerate spalline. Erano sempre li', sotto maglioni e magliette di ogni taglia e colore (fucsia, giallo, viola). Per evitare che cadessero, rivelando cosi' delle spallucce mosce nonostante anni di nuoto, la mamma mi aveva pure cucito delle striscioline a strappo cui fissare le spalline. Nelle foto di quegli anni sfoggio cosi'delle belle spalle quadrate da giocatrice di rugby. Ciliegine sulla torta, l'apparecchio ai denti e i capelli ingellati con l'immancabile frangiona. Aggiungerei anche lo specchio con la foto dei Duran Duran talmente brutti da essere quasi irriconoscibili, regalo della vicina che troneggiava, vicino al quadro di Pippo, su una parete della mia stanza. Era circa il 1984 e mi avevano regalato la cassetta di "Arena", uno dei dischi che più ho ascoltato sognando di vivere torride avventure con John Taylor (ché mica cagavo Simon Le Bon) su spiagge esotiche con "Save a prayer" in sottofondo. Non sapevo l'inglese, ma conoscevo l'album a memoria e potevo cantare tutte le canzoni, storpiate in una lingua tutta mia. Per par condicio ascoltavo anche gli Spandau Ballet, più eleganti e composti, che tuttavia non sono mai riusciti a stimolare le mie fantasie erotiche nonostante i testi (e i video) di "I'll fly for you" e "Gold". Credo che la colpa fosse del biondo sassofonista (osceno, tra l'altro) che dava alle canzoni un'aria snervante alla Fausto Papetti. L'annoso dibattito sulla supremazia Duran Duran-Spandau, un classico degli anni 80, mi ha vista parteggiare apertamente per i primi, data soprattutto la figaggine del succitato John Taylor. Ora il gruppo sembra essersi riformato, son tornati anche gli altri tre insulsi (il tastierista Nick Rhodes, il chitarrista Andy Taylor e il batterista Roger, Taylor pure lui). Ma che fine hanno fatto gli Spandau? E dov'è finito Tony Hadley? I fratelli Kemp si son dati alla tv o al cinema (Gary Kemp spegneva una sigaretta in una pozza di sangue in "Killing Zoe), e il sassofonista sarà finito a suonare a qualche matrimonio. Ma c'erano poi altri membri? Urge un ripasso. Io comunque attendo notizie.



lunedì, gennaio 24

Visto che nella ricca e simpatica Nantes non siamo inferiori agli altri francesi spocchiosi, anche qui stasera è nevicato. Fiocchi grandi come pizzette Catari' che per almeno dieci minuti han fatto incazzare pedoni e automobilisti, e che hanno sostituito le amene trombe d'aria della settimana scorsa. Niente di apocalittico, sia ben chiaro, tanto più che ora tutto è finito. Mentre ero in autobus, durante la folle nevicata, avevo solo voglia di tornare a casa, alzare il riscaldamento e starmene beata nella mia serra tropicale. E ora, immersa in quest'atmosfera da Tropical agony cui mancano solo gatto e caminetto acceso, mi godo la serata Nicole Kidman. Primo film, "Malice", già visto quindici volte: ma si', quel film sciapido in cui la Nicole e uno dei Baldwin sono amanti diabolici ma fan finta di odiarsi per infinocchiare il di lei marito (questo detto a beneficio di chi il film non l'ha mai visto). E poi "Da morire, di Gus Van Sant: sfido chiunque a non inorridire davanti ai tailleurini pastello a pois che esibisce (sempre lei) mentre presenta la meteo. Brrr. Con tanto di finale sul lago ghiacciato, degno di quella zoccola arrivista che è nel film.

giovedì, gennaio 20

Accetto la sfida. Cerchero' di guardare Closer (o "Tra adulti consenzienti" che dir si voglia) con occhi neutri da buona spettatrice, anche se sarà difficile. L'appuntamento è per questo fine settimana.

domenica, gennaio 16

Pornic (Loire-Atlantique) 16/01/05.
Una creperia affollatissima, una cioccolata con la panna, il lungomare, nebbiolina e, sulla vetrina, un simpatico cosino giallo che altro non è che l'ermellino, simbolo della Bretagna..
 Posted by Hello


sabato, gennaio 15

Durante una serata al ristorante cinese, chi scegliereste di infilzare con le bacchette? A chi fareste assaggiare la temutissima salsa rossa, piccante come i peperoncini del Guatemala di Homer Simpson, spacciandola per innocuo ketchup? Ebbene, mi vergogno di me stessa: avendo l'opportuntà di approfittare della bionda, me ne son rimasta mansueta come un agnellino. Cosa sarà mai questo attacco di buonismo? Oddio, possibile che stia cambiando? E pensare che sarebbe potuta andare cosi'...

Visita obbligata, questo pomeriggio, a casa della sorella di una mia compagna di corso che chiameremo C1. Il tutto perché un'altra del gruppo, C2, ci ha mollate senza scrupoli nel bel mezzo di un lavoro da consegnare entro lunedi' mattina, adducendo una scusa del tipo "ah, ma adesso proprio devo scappare, devo passare a prendere mio fratello". E noi: "Ah si' si', vai pure", per poi pensare "ma C2 non ha nessun fratello". E cosi' tappa dalla sorella C3, sposata con figlio (ed è pure più giovane di me), per stampare alla bell'e meglio il frutto del nostro sudore. Piccolo particolare: a casa di C3 c'erano anche i genitori di C1 e C3. Una visita coi fiocchi, dunque. La povera e timida intrusa si è cosi'trovata di fronte ad una famigliola succube del piccolino di un anno, bavosetto e urlatore. E siccome tutta donna che si rispetti DEVE mostrare spirito materno, altrimenti è considerata una snaturata, la poveretta si è vista costretta ad emettere urletti stupefatti e "ma com'è carinoooo" mentre il pupo le sbavazzava dapperutto e i genitori parlavano di divani in pelle umana appena comprati in saldo ("un affare"). Cosa non si fa per stampare due o tre fogli...

giovedì, gennaio 13

Lo so, lo so, avevo promesso di vedere "Oui, chef!" e di parlarne un po'...ma francamente c'è un limite a tutto e qui la noia è palpabile. Mi aspettavo evoluzioni acrobatiche davanti ai fornelli e mirabolanti ricette da far realizzare a qualche sventurato di passaggio, o almeno verdurine tagliate a microdadi con piglio cinese, come il mio mito che fa la pubblicità dei coltelli Shogun. E invece ho gettato un occhio annoiato su: un capo-cuoco che sembra il sergente pazzo di "Full Metal Jacket", dei casi clinici come apprendisti che anche mio fratello cucina meglio, cibo seviziato, mani ovunque (e non oso pensare alla probabile presenza di peli nella mousse al cioccolato o nel salmone alla griglia), pianti lacrime insulti regolamenti di conti a go-go, musichetta compiacente. Rimpiango di aver mancato l'interessantissimo documentario sulle Crociate di Arté (ma anche no).
Quasi quasi mi guardo "Dinococcodrillo: il mostro del lago" (mica merda, eh: il produttore è Roger Corman). Le prime scene a sfondo tribale-totemico e i Carmina Burana di sottofondo meritano forse un giudizio meno affrettato...

mercoledì, gennaio 12

Lo so che ultimamente non son frizzantina come al solito. Ma lasciatemi qualche giorno, una buona dormita, un paio di saldi qua e là e ritorno come nuova e ancor più fica (se possibile).  Posted by Hello

martedì, gennaio 11

Udite udite: in tre giorni, il qui presente blog, infestato dai cetriolini, è riuscito ad arrivare alle 100 visite! Che poi 85 di queste siano mie e le altre 15 di amici impietositi è un altro par di maniche che non interessa nessuno.
I passanti sono comunque invitati a non aver paura dei cetriolini suddetti ché non mordono mica (fanno solo un po'ribrezzo) e a lasciare un commento qualsiasi...come già detto, accetto tutto, anche soldi.

lunedì, gennaio 10

Pressure pushing down on me
Pressing down on you no man ask for
Under pressure
That burns a building down
Splits a family in two
Puts people on streets

Bah bah bah bah bah bah
Bah bah bah bah bah bah

That’s o-kay!
It’s the terror of knowing
What this world is about
Watching some good friends
Screaming let me out!
Pray tomorrow takes me higher
Pressure on people
People on streets

Do do do bah bah bah bah
O-kay
Chippin’ around
Kick my brains round the floor
These are the days
It never rains but it pours
People on streets
People on streets

It’s the terror of knowing
What this world is about
Watching some good friends
Screaming let me out!
Pray tomorrow takes me higher higher higher
Pressure on people
People on streets
Turned away from it all
Like a blind man
Sat on a fence but it don’t work
Keep coming up with love
But it’s so slashed and torn
Why why why?
Love love love love

Insanity laughs under pressure we’re cracking
Can’t we give ourselves one more chance?
Why can’t we give love that one more chance?
Why can’t we give love give love give love?
Give love give love give love give love give love?
Cause love’s such an old fashioned word
And love dares you to care
For people on the edge of the night
And love dares you to change our way
Of caring about ourselves
This is our last dance
This is our last dance
This is ourselves under pressure
Under pressure pressure

domenica, gennaio 9

Ho deciso di iniziarvi agli orrori della televisione francese. Niente bellocce seminude e siliconate che scodinzolano sullo schermo, niente servi del padrone prostrati alla Bruno Vespa, niente straccetti tipo Emilio Fede. Unico neo locale: una passione smisurata per i reality show, di tutti i tipi: dal classico "Star Academy"(il nostrano "Saranno Famosi"), giunto alla quarta edizione, al rivale "Popstar" (stessa cosa), al "Loft" ("Grande Fratello"), al "Nice People" ("Grande Fratello" internazionale, vinto da un'Italiana), a "La ferme"("La fattoria"), ai vari "Koh-Lanta" (a cui partecipava il mio cerebroleso istruttore della palestra), "Ile de la tentation", "A la recherche de la nouvelle star", "Le pensionnat de Chavagne" (un gruppo di ragazzini in un collegio stile anni 50) etc. Insomma, in generale un fottio di cose ininteressanti.
Mi son ripromessa di guardare per voi il nuovo Oui,chef!: un capo-cuoco vuole aprire il suo ristorante e arruola uno stuolo di apprendisti per insegnare loro il mestiere. Si prevedono lotte a colpi di mattarello, insulti in marsigliese stretto, colpi bassi tra la cella frigorifera e il forno (con il solito sfigato che sarà chiuso dentro uno dei due), forchettate, lanci di farina, scivolamenti accidentali su bucce di banana, pentoloni d'acqua calda che improvvisamente si rovesciano, scherzoni sulla presunta omosessualità di uno qualunque degli apprendisti con conseguenti doppi sensi su "farcire il tacchino" o "sbucciare il porro". Nulla a che vedere, sulla carta, con l'insulso "Il ristorante" condotto da un'imbarazzata e imbarazzante Antonella Clerici (scusa mamma, ma è veramente patetica..e non va certo meglio quando presenta il tuo programma preferito, quello sulla cucina). A giovedi'prossimo.


1

Perché tutti stanno traslocando, qui alla clinica, come topi che abbandonano la nave prima del naufragio? Perché ci sono sempre più appartamenti vuoti? Perché quelli che traslocano mi guardano con accondiscendenza mista a pietà e pensando "poverina"? C'è forse una terribile verità che nessuno vuole dirmi? Sono forse l'unica tenuta all'oscuro di una prossima catastrofe clinichesca? Mi sento un po'come se fossi stata sul Titanic e avessi continuato a ballare mentre fuori c'era il putiferio.

2

Post più tranquillo. Dopo lunga riflessione ho concluso che probabilmente sono l'unica a non sapere che una nuova e temibile specie di vicino, il Vicino Rompipalle Che Bussa alla Porta Altrui a Ogni Ora del Giorno & della Notte, si è installato alla clinica. Intanto si è già presentato qui due volte, alle 2 del mattino di giovedi' e a mezzanotte di venerdi'. Porta in faccia in entrambi i casi. Quando l'ho raccontato a Cip & Ciop si sono spaventati tutti e due (si sa mai che sia uno squilibrato), in ogni caso non gli è neanche passato per la testa di accompagnarmi a casa, ieri sera. "Cazzi suoi, abbiamo sonno". Ciop ha la sua bella gatta da pelare: "mi è successa una cosa inquietante", mi ha detto. Ebbene: uno studente gli ha mandato una dichiarazione d'amore anonima e molto adolescenziale, del tipo "la notte faccio fatica a dormire perché continuo a sentire la tua voce", "non ce la faccio più a tenere il mio amore nascosto", "mi sono subito innamorato di te". Ovviamente non ha risposto alla mail, ma la cosa ha l'aria di turbarlo. Niente a che vedere col mio Vicino Rompipalle, anzi, secondo me è una dichiarazione tenera e lusinghiera. A me non è mai successo niente del genere. Niente bigliettini anonimi, niente telefonate volgari, niente mail porche, niente dichiarazioni d'amore improvvise, niente "mi piaci" scarabocchiati sul campanello. Solo uno studente psicopatico che poi è stato rinchiuso in clinica e imbottito di medicinali.

giovedì, gennaio 6

Ritiro tutto quello che posso aver detto di positivo sui miei vicini del terzo piano. Ieri notte, dopo una lunga conversazione telefonica con l'Altro, stavo quasi per addormentarmi, quando qualcuno ha suonato alla porta. Panico. Ho aspettato, avvolgendomi ancor più nel piumone, sperando che il molestatore partisse. Macché. Ha cominciato a bussare. Dopo aver infilato rapidamente i pantaloni del pigiama mi son avvicinata alla porta. "Sono il vicino", disse lui, timido ragazzetto cicciottello. Porta semiaperta. "Non riesco ad addormentarmi e vorrei parlare un po'con qualcuno...". Risposta mia: la porta in faccia. Eccheccazzo! Non si puo'far cosi'alle due del mattino!

mercoledì, gennaio 5

Buona befana a tutti. Domattina non trovero'nulla nel calzino che lascero'ai piedi del letto (anche perché se ci trovassi qualcosa sarebbe veramente inquietante), son passati i bei tempi in cui la sera del 5 io e mio fratello cercavamo di restare svegli il più a lungo possibile per poi crollare alle 23...e la mattina dopo le calze erano li', la mia bella piena delle adorate arachidi caramellate, di noci e arance...perché troppo zucchero fa male ai denti, ha sempre detto la mamma. E infatti con le centinaia di carie che mi ha curato a causa delle non-caramelle non-mangiate durante l'infanzia il mio dentista, il mitico Zante, si è pagato il restauro della villa in centro più un abbonamento a vita al golf club di Abano. Ma questa è un'altra storia. Per domani mi son comunque premunita di caramelle mou da sgranocchiare durante il corso dell'Adorato. Posted by Hello
Delusione. Dopo attenta osservazione, questo vicino che sembrava promettere mari e monti si è rivelato essere un banale adolescente maleducato che la mattina si alza alle undici e si affaccia alla finestra per scatarrare nel cortile. Fantastico. Il 2004 è finito in maniera passabile ed ora il 2005 si annuncia ricco di sorprese. Aspetto solo che il vicino si accorga di me e cominci a farmi gesti osceni facendo sballonzolare la pancia.
Nonostante i piaceri della ridente (o ridicola?) Padania son riuscita a tornare, passando indenne attraverso interminabili viaggi in treno, controllori accomodanti, compagni di viaggio penosi e tram fantasma. Il tutto accompagnata da un enorme e pesantissimo zaino ormai a brandelli che devo aver riempito di sassi in un momento di disattenzione, cosi', tanto per farmi un bello scherzo. Al mio arrivo a Nantes alle 22 di ieri sera sono stata assalita da una serie di questioni metafisiche: perché non c'è nessuno in giro? perché nessuno è venuto a cercarmi? perché l'ultimo autobus passa alle 20? perché sono l'unico essere di sesso femminile che aspetta penosamente il tram in mezzo ad una marmaglia di adolescenti ubriachi? perché sono l'unica che aspetta il tram 2? Alla fine mi son fatta venti minuti a piedi che sembravo uno stantuffo rabbioso ma, ahimè, proprio come la piccola fiammiferaia sono rimasta da sola fino alla fine. Nessuno ha avuto pietà. O forse nessuno ha avuto il coraggio né di aiutarmi né di darmi il colpo di grazia. Eppure bastava veramente poco. Nella mia testolina bolle già l'idea di una piccola fiammiferaia versione dark che si vendica di tutto e tutti, un misto tra Cybersix e American Psyco. Nantesi, tremate.

E intanto ho scoperto di avere un nuovo vicino, esibizionista come me. Niente tende alle finestre e vista diretta su un angolo del suo appartamento. Ho capito che: ama gli alcolici e le luci soffuse, le poltrone di cuoio e le librerie in finto noce, che ogni tanto fuma e prima o poi si accorgerà di me che getto sguardi languidi, disinteressati e casuali verso il terzo piano. Ci sarà da lavorare ai fianchi, ma noi certo non ci tiriamo indietro. Dovrei forse togliere il logoro golfino nero che uso per casa e sfoltire un po'l'abbigliamento da omino Michelin (i già citati strati di magliette) per adottare invece un look più trendy e disinvolto. E soprattutto procedere ad una seduta di depilazione preventiva in caso di viste inaspettate. Son sempre sicura che George Clooney prima o poi busserà alla mia porta, in fondo siam quasi colleghi. Sempre di cliniche si tratta. E poi come resistere di fronte al mio nuovo taglietto sbarazzino? Il sig. n.dent, che ha avuto la fortuna di passare qualche oretta padana in mia compagnia a sbevazzare aranciata e coca-cola (lui era quello malato, mica io), mi ha oltraggiosamente paragonata a Paperetta Ye-Ye (astenersi chi non conosce in maniera approfondita le vicende paperopolesi). Io avrei preferito Paperinika o Amelia-la-strega-che-ammalia o, in ultima analisi, il corvo Gennarino o persino Yanez. In realtà mi rendo conto che ho quasi lo stesso taglio di quando avevo sei anni e feci la foto ricordo a scuola, quella in cui sono tutta composta sul banco e sfoggio il grembiulino blu e il fiocco a pois…

Passando a cose più frivole, ecco un aggiornamento musical-letterario postnatalizio, in ordine sparso. Una specie di promemoria personale per le prossime settimane. Ma anche un elenco

Da riascoltare: Thievery Corporation, Pizzicato Five, Marvin Gaye, Portishead & Paul Weller, Nina Simone, Peggy Lee, Franco Battiato, Tim Buckley, Bob Dylan.

Da leggere: Niccolo'Ammaniti ("Ti prendo e ti porto via"), Simonetta Agnello Hornby ("La mennulara"), Rex Stout ("Alta cucina"), Michel Tremblay ("Les chroniques du plateau Mont Royal").

Rileggerei: tutti i libri di Stefano Benni, soprattutto i primi.

Da vedere: "Dracula" di Jesus Franco (ma non ho i codec per leggere il dvd).

Ho visto e mi è moderatamente piaciuto: "Il ladro di orchidee" di Spike Jonze (anche se la seconda parte è fantascienza).

Ho iniziato a vedere e non ho avuto palle di continuare: "Il ritorno di Cagliostro" di Cipri' e Maresco.

Ho rivisto dopo un anno e non mi ricordavo veramente nulla (ma nulla nulla, eh): "Minority Report" di S. Spielberg.

Vorrei vedere: "Ferro 3", ma chissà quando esce qui e con che titolo. E poi mi cagherei sotto a vederlo da sola, dovrei sequestrare qualcuno per farmi compagnia e obbligarlo a restare con me almeno fino alle tre di mattina (come feci l'anno scorso con i due baldi giovanotti che mi costrinsero a vedere "Identity"). Offro thé e pasticcini.

Posso essere utilizzati come simpatico comodino o per farsi vento o per sorreggere tavoli traballanti o per schiacciare cimici e zanzare: "La sorella di Cleopatra" di Penelope Lively e "La pesca alla trota in America" di Richard Brautigan (se qualcuno ha il coraggio di togliere la polvere che c'è sopra).

Ho visto in tv e sono rimasta inorridita: un Pedro Almodovar tutto mossette e mossettine che canta "Cuore matto" tra Little Tony e Mara Venier. Cosa non si fa per pubblicizzare il proprio film...

domenica, gennaio 2

(Parentesi padovana)

Torno il 3/01...intanto auguri a tutti