martedì, aprile 5
Come andare a letto contenti dopo aver ascoltato:
Staralfur, Sigur Ros
Making plans for Nigel (XTC), Nouvelle Vague (Mino, hai visto?)
Guns of Brixton (The Clash), Nouvelle Vague
Clementine, Pink Martini
Too young, Phoenix
Lebanese blonde, Thievery Corporation
Frontier psychiatrist, The Avalanches
Remind me, Royskopp
Instant pleasure, Rufus Wainwright
Non male In the morning di Damon and Naomi (ma come ci è arrivata sul mio pc? e chi sono loro?).
Domani devo ricordarmi di comprare il sale grosso. Sale grosso, sale grosso, sale grosso, sale grosso.
Ultim'ora
Supertrash
- io che mi guardo allo specchio a parete
- una delle magliette che esibisco orgogliosamente, bianca e slabbrata, con la scritta "Il mattino di Padova" e "Rizzato Sport", vinta durante una marcia della Stanga di chissà quanti anni fa (l'ultima cui ho partecipato data dell'inizio degli anni 90)
- la mia amica Anoressica che continua a chiamarmi Isabella Rossellini, suscitando l'ilarità dei presenti
- la Puffetta, signora quarantenne e biondastra, il cui look mi affascina (anch'io, anch'io): ieri aveva dei ciclisti corti blu e, sopra, un costume grigio di cotone, ma la preferisco quando è vestita sui toni del rosa, dal pastello al fucsia. A strati, come una cipolla. Reggisseni poco discreti su costumini vari su pantacollant. Uno spettacolo.
- gli uomini che fanno il corso di Body Pump e che caricano le barre con 15 chili per parte, rischiando l'infarto e producendo rumori molesti (io modestamente carico con 3,5 chili per parte)
Un'ultima considerazione: ma perché le francesi sembrano molto più vecchie di quel che sono? Una ragazza di 25 anni generalmente ne dimostra 10 di più. All'inizio pensavo fosse un fenomeno limitato alla sola Bretagna ma poi mi son dovuta ricredere. Anche qui sembran già vecchie a 30 anni (forse perché hanno già due tre figli a carico?).
lunedì, aprile 4
Bigmouth strikes again
Gastrite che si è rivelata essere una pancreatite acuta (nella migliore delle ipotesi). Il povero Ciop è ora al pronto soccorso, in osservazione, imbottito di morfina. Domani la diagnosi definitiva.
Qualcuno sa dirmi se le uova crude del tiramisu c'entrano qualcosa? Mi trascino da ieri un certo qual senso di colpa. Che almeno sia di origine virale, cosi' posso tirare un sospiro di sollievo.
domenica, aprile 3
Humours & humeurs
Stasera sono andata al cinema, dove ho visto un simpatico filmetto francese, Crustacés et coquillages (sulla sessualità, e che non è semplice ma insomma a tutto c'è rimedio, e non c'è nulla di prestabilito e Jean-Marc Barr è figo bla bla bla). Mi son seduta e ho aspettato l'inizio. Ero ovviamente da sola, visto che Ciop è stato preso da improvvisa gastrite fulminante e Cip è rimasto al capezzale a fare l'infermiere-cameriere.
Le mie narici si sono messe in movimento. Ed è stato tutto un tripudio. Odori di ascelle mal lavate, troppo a lungo costrette in scomode magliette della salute e contente di potersi finalmente esprimere, odori di piedi stanchi e di vestiti portati troppo a lungo, forse non lavati dall'estate scorsa, più un odorino di rancido di cui non sono riuscita a individuare l'origine. C'era pure qualcuno che aveva bevuto troppo.
Questa esplosione di odori, piacevoli o meno, segna per me l'inizio della bella stagione.
E io che mi son pure procurata un crampo al polso, ché ho dovuto montare gli albumi a mano.
Ingrati.
E poi sappi che eri vestita come un sacchetto dell'immondizia. La tua accozzaglia camicia hawaiana-magliettina lilla-pantalone sformato non ha certo potuto competere con i miei toni marroni, tutti sobri e molto eleganti. Ciappa.
sabato, aprile 2
Garçon, un tiramisu sivuplé
Mi è stato imposto, senza tanti giri di parole, di preparare un tiramisu per la serata. Ecco, i miei sforzi creativi vengono ridotti a zero. La solita italiana che prepara il solito tiramisu ("oddio, ma non cuoci le uova prima? oddio, io mi sa che non lo mangio, è pericoloso" mi fu detto una volta da un'amica allemanda).
Evidentemente non sono abbastanza glamour per preparare qualcos'altro.
venerdì, aprile 1
Cip & Ciop - La storia
Cip ha 27 anni. Piccolino, paffuto, sempre elegante e sorridente. Predilige lo stile classico. Di buona famiglia, ama gli oggetti d'antiquariato e il bon ton, non sa usare un accendino e ha messo raramente delle scarpe da ginnastica. Ama le serie tv americane. E' una buona forchetta e il suo ambiente ideale è la cucina. Recentemente dottorato in geografia, sta ora cercando un lavoro. Dubito che riesca a trovarlo cucinando per Ciop, pulendo la casa e facendo una lavatrice dietro l'altra.
Contro ogni aspettativa, è un tiratardi. Sabato scorso è venuto a mangiare da me (e ha fatto un buon crumble ai frutti di bosco) : si è alzato per partire alle 23.40, ma ha varcato la soglia alle 02.15, quando il sonno mi aveva impedito di mantenere una posizione eretta e decente sulla sedia e lo sguardo era definitivamente annebbiato.
Ciop ha 29 anni. Alto, allampanato, occhialuto, begli occhi azzurri. Ha sempre belle camicie (modestamente, alcune le scegliemmo assieme durante un folle shopping soldé a Lione), ma ogni tanto abbina spaventosamente blu e nero (tipo: camicia nera e maglione blu). E' la persona più freddolosa che conosco. Pazzerello, fa troppe domande e a volte parla a sproposito. E' professore di geografia all'università, è appassionato del Mahgreb (tra dieci giorni parte a Tunisi per un mese, deve "fare delle ricerche per un libro", maddai) e mi canta sempre, storpiandola, "Sarà perché ti amo". Adesso sta imparando assieme a Cip "Una notte a Napoli" dei Pink Martini. E'una sorpresa, io non so nulla.
Tutti e tre amiamo il Martini Bianco, il cinema (anche se loro due sono un po'troppo intellettuali per i miei gusti), Brest (dove ci siamo conosciuti), le serie tv americane, gli Smiths, cantare in macchina, camminare, spettegolare, i giochi di parole, le storie di famiglia, giocare a vestire i personaggi famosi su Internet, cucinare e mangiare, poltrire a casa.
E domani passero'il pomeriggio a cucinare a casa loro. Quiche alle zucchine e formaggio di capra, gnocchetti spinaci e ricotta o crumble alle mele?
Chi lascia la via vecchia per la nuova...
E stasera guai a chi mi disturba, non ci sono per nessuno. NCIS, Nip/Tuck e Sex and the City mi aspettano. Purché non siano macbri come CSI di mercoledi' sera (famiglia di bombaroli e, nel secondo episodio, bimba fatta nascere per fare trasfusioni al fratello leucemico).
giovedì, marzo 31
mercoledì, marzo 30
Poverina
Quindi ssshhhhh!
venerdì, marzo 25
Tu chiamali, se vuoi, luoghi comuni
"Ah, lei è Italiana? Ahh!! Italia pasta pizza!!"
"E' vero che le donne italiane sono belle da giovani e poi, da vecchie, diventano sformate e se ne stanno sempre ai fornelli?". Risposta: "Eh si'".
"E' vero che gli Italiani sono sempre tutti elegantissimi?". Risposta: "Eh si'".
"Le donne italiane sono tutte bellissime e molto formose, molto mediterranee. Lei no invece". Risposta: "Eh no".
"Ah lei è di Padova, vicino a Venezia? Ah quindi viene dal profondo sud!!". Risposta: "Eh si'".
Perché deluderla, dopotutto? Ha pure detto che assomiglio a Isabella Rossellini!
Qualche libro a casaccio
- Dan Brown, Il codice Da Vinci. Ma solo se dovete affrontare un lunghissimo volo transoceanico e temete di morire di noia. Io l'ho provato e in più, dopo la lettura, funziona benissimo come poggiapiedi.
- Didier Daeninckx, Métropolice. Solo se siete a Parigi sulla linea 4 della metro, vicino a Châtelet, e nel libro che state leggendo si parla di un terrorista che vuole mettere una bomba sulla linea 4 della metro, vicino a Châtelet.
- Melissa Bank, Manuale di caccia e pesca per ragazze. Massi', una domenica pomeriggio tranquilla sul divano. Il libro, poi, non macchia né lascia alcuna traccia dopo la lettura.
- William Boyd, Any human heart. Eletto miglior libro 2003 dalle lettrici di Elle. Una garanzia, no? E la scelta è buona, ché il libro, un'autobiografia fittizia che attraversa tutto il 20° secolo, è accattivante.
- Tom Sharpe, Wilt 1. Per poi continuare con Wilt 2 e Wilt 3. Ma anche con un altro qualunque dei libri di Tom Sharpe, illustre (e poco conosciuto) umorista inglese. Come non morire dal ridere di fronte a Eva in pigiama giallo, alle quattro gemelle scatenate, alle disavventure sessuali di Wilt e alle sue classi sconclusionate (Gas 3, Gesso 2, Carne 3...)? Gli estimatori capiranno, gli altri si faran domande sul mio QI (è molto basso, è ufficiale).
- Michel Tremblay, Chroniques du Plateau-Mont-Royal. Per lettori pazienti (sono 6 volumi) e francofoni convinti (i dialoghi sono scritti nel francese che si parla nel Québec, e devono essere letti con il relativo accento cantilenante e divertente). Difficile ma non impossibile, commovente e ipnotizzante. Dopo la sfida lanciatami da L'Altro ("tanto te non capiresti, è scritto difficile") sono arrivata al terzo volume, La duchesse et le roturier (La duchessa e il plebeo), e leggerlo è diventato una droga. Per fortuna è più prolifico (dal punto di vista letterario, ovvio) di un coniglio.
- Hennig Mankell, La leonessa gialla. Non l'ho ancora letto, ma Kurt Vallander è una garanzia. Penso sarà una delle mie prossime vittime.
Bene, ora devo tornare a leggere Tremblay.
Aggiornamento:
-Amélie Nothomb, Estetica del nemico o, a scelta, Stupore e tremori. Da mettere nel kit di sopravvivenza e da usare solo in situazioni estreme, del tipo: siete in uno sperduto paesino bretone per ragioni professionali, non avete la macchina, non esistono pullman e l'unico treno del pomeriggio passa quattro ore più tardi. In più nel detto paesino non c'è neanche un bar decente, quindi vi ritroverete in un bar sport, sintonizzato sul canale satellitare del totip, a bere un caffé dietro l'altro e ad ignorare i commenti degli avventori, con gli occhi bassi sul vostro fedele Amélie Nothomb d'occasione, uno dei duecento libri che la simpatica scrittrice francese ha nel cassetto e che centellina astutamente, al ritmo di due-tre all'anno (ipsa dixit).
De battre mon coeur s'est arrêté
E invece.
E invece il film mi è piaciuto veramente molto : buona storia, niente tempi morti, un po'di violenza, quella si' (con Ciop che si copriva gli occhi con la giacca, povero caro), tensione, attori espressivi, humor (si ride, eh! e chi l'avrebbe detto!). Non ho guardato l'orologio neppure una volta, buon segno.
Tom è un giovane procacciatore d'affari immobiliari, come suo padre. Belloccio, nervoso, puttaniere, un pelo violento, amante della musica, non rifugge davanti a nulla per sfrattare inquilini abusivi o dar man forte al papà. Un giorno incontra casualmente un vecchio amico della madre, famosa pianista, e nella sua testolina comincia a farsi strada l'idea di riprendere a suonare e diventare un grande concertista. Qui mi fermo. Andate a vederlo, ché merita, soprattutto se avete visto Sulle mie labbra (stesso regista, Jacques Audiard) e vi è piaciuto.
Romain Duris, l'attore che interpreta Tom, è quello de L'appartamento spagnolo, un po' più sgaio e capellone. Da me subito ribattezzato "la mascella più sexy a ovest di Parigi" e "gli stivaletti (e il chiodo) anni 70 più repellenti di Francia e dintorni". Per gli estimatori del giovane: è inquadrato quasi sempre in primo piano, potete osservargli i punti neri e i tic facciali. Pero' è davvero bravo, non me l'aspettavo proprio. Ed è pure simpatico e tenero, molto spontaneo ed altamente espressivo.
L'ho visto qualche settimana fa, ospite in un programma televisivo: molto trendy, capello lunghetto e trasandato, camicia aperta su petto villoso (lo si vede bene anche nel film), sette collane, quindici braccialetti, due anelli a ogni dito, espressione ieratica. Ha visto la Madonna? Ha fatto voto di mutismo? Gli si è incollata la mascella? In ogni caso, è meglio che cambi pusher. Non è riuscito ad aprir bocca, gli sono usciti solo alcuni gargarismi (fatti male, poi, tipo cattiva digestione).
Una tizia seduta dietro di noi:
"Ach io feramente non afere capito tutto film, francese essere difffficille...per esempio non afere capito significato della parola perenzione". Trattasi di termine giuridico del tutto irrilevante nel film, io manco l'ho sentito.
Sempre la stessa tizia:
"Ach alla fine lui (bip bip bip bip)"
L'amica di lei:
"No, assolutamente, lui anzi (bip bip bip bip biiiiiiiiiiip)"
Sguardi eloquenti tra me e Ciop e risatine incontrollate. Beh, l'allemanda non aveva capito niente, e mica perché il film è francese eh, mica perché non sa cosa vuol dire perenzione, ché la scena finale è ben chiara anche a un sordomuto.
Cosi' abbiam finito per berci sopra.
giovedì, marzo 24
Changements
Parrucchiera: Ah, ma abbiamo dei capelli bianchi qui, eh?
Io: Eh eh (zoccola puttana), pare (mignotta, adesso vedi)....
Cosi', tanto per romperle i coglioni, l'ho obbligata a sfoltirmi le chiome fino allo sfinimento. Embé, mica mi si possono dire certe cose impunemente.
mercoledì, marzo 23
E a proposito di gemelli, come si fa a non pensare a Bart Simpson e al gemello cattivo Ugo, novello Frankenstein, allevatore di topipiccione rinchiuso in soffitta (anche se poi si scopre che è proprio Bart a essere il cattivo etc)?
Take it easy
- già è un periodo in cui non sono proprio di ottimo umore
-ringhio al solo guardarmi allo specchio
- ringhio anche alla gente, giusto per
- odio la primavera
- la mia vita sociale è pari a zero
in più:
questo pomeriggio, presa dalla smania di cucinare, sono andata nell'unico supermercato dei dintorni facilmente raggiungibile e non solo non ho trovato quello che cercavo ma al momento di pagare, alla cassa, un sacco di cose inutili, ho fatto cadere uno specchietto che ho da quando sono piccola. Detto specchietto si è ovviamente incrinato.
7 anni di sfiga mi aspettano, un po' di meno se rieso ad avere uno sconto. Mi sa che ci rivediamo alla fine del settimo.
venerdì, marzo 18
Ho il dente avvelenato
Forse una bella mangiata di sushi e il sole di questi giorni (in ogni caso: odio la primavera) serviranno a qualcosa.
Da leggere inl treno: Silvia Ballestra, La giovinezza della signorina N.N. (una storia d'amore) e Aldo Busi, Sodomie in corpo 11.
Cazzata appena sentita in tv: "E se la felicità, nel 21° secolo, fosse stare davanti alla televisione?". Pietà.
giovedì, marzo 17
The Bachelor, oh yeah
Stasera una donna incinta e particolarmente minacciosa, la mia amica C., mi ha costretta a guardare una cosa orribile: una puntata di The Bachelor 3. Un giovane fighissimo, ricchissimo e dinamicissimo deve scegliere la donna della sua vita (nonché futura madre dei suoi figli) tra uno stuolo di ragazze ululanti (età media 23 anni, segno particolare: poco cervello). Tocchigna, sbaciucchia, scopazza e, alla fine di ogni puntata, consegna la famosa "rosa" alle prescelte. Seguono: lacrime delle fortunate e pianti dirotti delle eliminate.
Cosa succede nelle puntate (siamo alla terza)? Le bachelorettes, vestite come dei troioni, cercano di sedurre Karl, collo taurino e faccia da cicciobello. Non vi dico il tenore dei discorsi. Da chiedersi se qualcuno glieli scrive, a lui e a loro. Perché in caso contrario il livello è bassissimo e le ragazze son davvero scemotte. Quindi spero che tutto sia già programmato fin dall'inizio, che non sia un vero gioco ma una messa in scena, con delle attrici e un attore che in realtà non è né ricco né sgaio.
E' stato simpatico scambiare messaggi su msn (C. è a Lione ed io a Nantes) per due ore. I salopes, putes e pouffiasses si sono veramente sprecati, com'è facile immaginare da parte di due donne estremamente ipercritiche nei confronti di ogni altro essere di sesso femminile. Non abbiamo salvato nessuna delle concorrenti, ovvio.
Ed io mi son trovata, ah che vergogna, a sbirciare il sito ufficiale del programma (qui lo dico e qui lo nego).
mercoledì, marzo 16
Arditi calembours
Stamattina la Barbie bionda tutta di rosa e tacchi vestita che mi ha visitata ha decretato: stop alla palestra per una settimana, senno'continuero'ad avere male alla coscia destra. Mi annoiero'ancora di più, ma almeno per una settimana mi saranno risparmiate tre orride visioni: 1) la signora quarantenne anoressica, cui dei minuscoli fuseaux neri stanno troppo larghi, che fa tutti gli sport possibili e che solleva molti più pesi di me.
2) la coppia con neonato, anche se il marito sembra il nonno. Vengono sempre assieme e fanno gli stessi esercizi agli stessi attrezzi. Ovviamente la culla col pargolo ululante è sempre di fianco a loro (e agli altri poveri malcapitati), nonostante la presenza di un'apposita garderie.
3) la tipa figa (crede lei) in pantaloni bianchi trasparenti che vuol fare vedere che, lei, non ha nulla da nascondere.
Posso cosi'terminare tranquillamente la lettura di In cold blood di Truman Capote. Agghiacciante.
lunedì, marzo 14
Presentazioni/ 1
Tze!
The aquatic life
Bill Murray, che con barba e panciotta è lontano anni luce da Lost in translation, è molto simpatico. Un po'meno Owen Wilson, che ha l'aria di qualcuno a cui hanno fatto una plastica facciale e che è in riabilitazione (deformazione da Nip/Tuck, temo). Qualcuno ha trovato il brasiliano irritante, io no: David Bowie in portoghese m'è piaciuto.
Da segnalare: Staralfur dei Sigur Ros, colonna sonora dell'incontro finale con lo squalo-giaguaro. Semplicemente magica.
mercoledì, marzo 9
Ufficio oggetti smarriti
martedì, marzo 8
lunedì, marzo 7
Visite
Rebecca è l'americana perfetta: si sveglia ogni mattina alle 5, va a fare spinning o a correre, poi va in ufficio. Alla sera lavora alla tesi in biologia marina. Raramente si concede distrazioni e, comunque devono essere pianificate con almeno una settimana d'anticipo. Abita a Washington da un anno e mezzo ma non conosce bene la città (l'ha scoperta assieme a me, la primavera scorsa, quando, in occasione della mia visita a DC, prese ben un giorno di ferie suscitando l'ilarità della famiglia, che ben conosce i suoi ritmi da stakanovista). E'rigorosamente vegetariana e non le piacciono un sacco di altre cose, come i peperoni, le olive, le melanzane e i latticini (pero'adora il burro salato). Vota democratico e non puo'sopportare Bush. Ha un'agenda, in cui segna tutti gli appuntamenti della giornata: anche quando, a Brest, veniva a cena da me (ogni mercoledi'), annotava diligentemente data e ora (sempre alle otto). E terminava puntualmente dicendo: porto il vino e i salatini giapponesi che tanto ci piacciono.
Nonostante tutto cio', prevedo una settimana piacevole: le faro'visitare Nantes e i dintorni, le presentero'Cip & Ciop, si parlerà tanto e di tutto (siamo tutte e due piuttosto logorroiche), si andrà al ristorante e, perché no, cucinero'per lei. Le piace tutto quello che faccio, dalla pasta al sugo alla torta di broccoli, e mi fa sempre un sacco di complimenti (mi fa sentire una cuoca provetta). Ovviamente non mancheranno il burro salato e i salatini giapponesi, che devo trovare anche a costo di farmi tutti i supermercati della città.
Magari postero'per l'occasione una nostra foto commovente, tanto per mostrare che anch'io ho qualche amico, anche se un po'psicorigido, che mi vuole bene.
Ma dai!
domenica, marzo 6
Domandina
"Il gioco del caso e dell'amore"
Promemoria
Unico modo per risollevare le sorti di questo giorno funesto (lo diceva già Morrissey, "Every day is like sunday / every day is silent and grey") e per evitare che possa essere ancora più squallido: un bel cinema pomeridiano. Cip & Ciop mi han tirato il pacco, quindi andro' sola soletta a vedere L'esquive, film francese che ha recentemente vinto quattro Césars (gli equivalenti degli Oscar di Donatello). Un gruppo di ragazzini della banlieue parigina che decidono di rappresentare un testo di Marivaux. Vedremo. L'Altro l'ha visto e ne è stato entusiasta (ma non so se ci sia da fidarsi, a lui è piaciuto anche Tropical malady). La scelta del film è quasi obbligata, visto che l'offerta questa settimana non è stata proprio delle migliori. La settimana prossima usciranno pero' Million Dollar Baby e La vita acquatica, che certo non mi perdero'.
venerdì, marzo 4
She's a lady, anche se un po'attempata
Ok, non è poi cosi' tragico.
Sera. Tubetto verdino: crema all'argilla per il viso contro le impurità. Barattolino giallo: crema corpo rassodante e tonificante alle essenze di frutta e alla caffeina. Tubetto bianco: crema per le mani alle vitamine A, E e pantenolo. Stick blu: burroecacao che ha il solo scopo di addolcire le pellicine delle labbra perché poi io le possa rosicchiare meglio.
Che fare quando ci si rende conto di avere addosso tutto cio', e, per di più, nello stesso tempo? Minimo minimo uno si sente un intoccabile, tipo la mummia o Frankenstein. A me sembra di essere una vecchia carampana con tutti i pezzi che partono senza un adeguato rinforzo.
Adesso punto alla crema corpo nel barattolo rosso, quella con resina d'acero (ricetta canadese garantita) per pelli secche. Non posso farci niente, una delle mie perversioni è stanziarmi davanti al reparto creme, cremine e affini dei supermercati, in estasi e contemplazione. Prendo, annuso, confronto, giro e rigiro tra le mani, metto nel carrello e poi no, cambio idea e torno indietro, e riprendo in mano, riconfronto, riannuso....una tortura, insomma. In ogni caso, rinnovo il mio appello per la scomparsa dello shampoo all'arancia e allo zenzero (a meno che non me lo sia inventata di sana pianta).
giovedì, marzo 3
Perché Sanremo è Sanremo
Mah. Vado a letto, hanno appena eliminato i Velvet (scandalooooo), Ambra si sente in dovere di dire la sua e Bonolis filosofeggia e moraleggia qua e là.
venerdì, febbraio 25
Una bella e ricca figura di merda 2 (e fine??)
600 m2, ok è forse un po' grande. 14000 euro al mese, un pochino caro. Io vivo a Parigi e pago 500 euro per 26 m2 : questo affare mi fa sentire male. Ok.
Pero', l'errore di Gaymard non è di aver accettato questo regalo della repubblica senza dire niente, anche se mi pare un po' inquietante che un ministro delle finanze sia tanto distante dalla realtà della vita parigina. No, l'errore più disturbante è che non è riuscito a dire la verità durante questa settimana di polemiche. Fino alla fine ha mentito, fino alla fine ha forse sperato che l'opinione pubblica gli credesse. Ok, è forse un marcio.
Oggi ha presentato le sue dimissioni. Va bene, end of story.
Pero' il "poverino" Gaymard con cinque appartamenti non ha fatto niente di più che tutti gli altri. Penso a Chirac, anche a Pasqua che è stato eletto senatore perché la giustizia non puo' fare niente contro un senatore. E' incredibile che la stampa francese sia riuscita a distruggere un tipo tanto rapidamente (una settimana fa era un eroe del chirachismo); pero' non ha fatto niente contro gli altri...(al meno Pasqua, voglio dire, questo tipo è anche peggio di Andreotti) (si, si).
Questa persecuzione selettiva ha una ragione : la stampa si nutre di quello che le danno i servizi di comunicazione. Qualcuno voleva la fine di Gaymard : ha organizzato la sua morte politica. Il peggio è che i giornalisti pensano che hanno ristabilito la giustizia. In realtà, hanno simplemente aiutato un altro uomo politico a mettere fine alla carriera di Gaymard. Non c'è nessuno per mettere fine al'avventura di Chirac o Pasqua perché, come Mitterrand, sanno molte cose su tutti : sono la quintessenza dell'onnipotenza.
Allora, Gaymard se ne va con gli otto bambini e la moglie a fare altre cose (come guadagnare 7 volte tanto in un' impresa privata), pero' non è una vittoria per nessuno se non per colui che ha ordinato l'esecuzione pubblica alla stampa "libera". Non mi sorprenderebbe se questo si chiama Nicolas S.
L'Altro
Una bella e ricca figura di merda
In realtà quest'uomo beffato dalla sorte possiede non uno ma cinque (e dico cinque) appartamenti, sparsi tra la Bretagna, la Savoia e Parigi. E ha il coraggio di abitare in un localino di 600 m2, in pieno centro della capitale, per il quale lo Stato francese paga d'affitto la modica somma di 14000 (e dico quattordicimila) euro al mese. Ma non è mica solo, eh! Ci ha sistemato la moglie, anche lei alto funzionario, e gli otto (e dico otto) rampolli.
Una cosa talmente pacchiana non poteva certo passare inosservata, ed ora il poverello (figlio di un povero calzolaio, è bene ricordarlo) è stato pubblicamente sbugiardato e messo alla gogna. Tutti se la prendono con lui, dai colleghi ai compagni di partito ai giornali (in primis Le Canard enchainé e Le Monde), e pretendono le sue dimissioni.
Dicasi: una bella e ricca figura di merda.
mercoledì, febbraio 23
Il grande freddo
Ma è mercoledi' sera e mi comincia CSI, chiedo venia.
lunedì, febbraio 14
Sideways & co.
- reduce da un fine settimana freddissimo a Parigi, parto domani per Guérande, sulla costa, dove spero di essere nutrita a panetti di burro salato per due giorni interi. Raggiungero' poi la jet-set di Brest per un folle week-end tutto lustrini e paillettes. Sono in vacanza per una settimana.
- ho finalmente visto Sideways. Mmmmmhhh si', simpatico, ma alquanto cinico. Insomma, non proprio quella commediola scanzonata che mi aspettavo, ma un'ennesima riflessione sui rapporti uomini-donne, sull'amicizia e, in generale, sulla vita, mitigata dai paesaggi californiani e dalle discussioni vinicole. L'attore che interpreta Jack è irresistibile (vedere per credere: la scena al ristorante con le due ragazze). Alla fine ci si sente un po' svuotati e vien voglia di dire "cavolo, ma se anch'io un giorno finissi cosi', a sapere tutto di vini e ad aver sbagliato vita?". Ma c'è sempre un barlume di speranza, eh!
In ogni caso è da vedere. Aspetto che il film esca in Italia per avere qualche reazione.
-ho rivisto con piacere Clerks. Chi non ricorda Palla di neve e la lista dei porno? (citaz. 259).
Ho visto anche (ma solo perché lo davano in tv) Falling in love, filmetto di San Valentino con Meryl Streep regina delle nevi e un De Niro figaccione. La melassa debordante da ogni dove non mi ha comunque impedito di assistere al film con grande partecipazione, gridando cose tipo "ma giratiiiii!", "rispondi al telefono, è lei!", "corri, corri, prendi il treno che lei ti aspettaaaaa", "daiiiii". Per la cronaca: finisce bene, sappiatelo. Io sono andata a nanna contenta.
- Messaggio alla Chi l'ha visto?: è sparito dai supermercati il mio shampoo preferito, quello all'arancia e allo zenzero, chissà perché (tossico? non mi stupirebbe)...beh, chiunque lo incroci è pregato di bloccarlo, con le buone o con le cattive, fino al mio arrivo.
mercoledì, febbraio 9
Série(s) noire(s)
The 4400 all'inizio non mi ha molto entusiasmata, anche perché la sera in cui hanno trasmesso i primi due episodi sono rimasta un'ora al telefono e non ho capito una mazza, ma stavolta ho dovuto cedere come una pera cotta. Mi piace davvero (non per nulla il produttore è Coppola).
L'idea di partenza è buona: 4400 persone, scomparse tra il 1950 e il 2003, ricompaiono quasi per magia e tutte insieme, vicino a Seattle. Ovviamente non hanno nessun'idea di cosa sia successo durante la loro "latitanza", non sanno dove sono state e, quel che è peggio, si ritrovano dotate di strani poteri. Non mi dilungo sugli effetti strazianti di questo ritorno alla vita (per esempio, una madre scomparsa da dieci anni che scopre con orrore che il marito si è risposato e non le lascia più vedere la figlia). E sotto c'è sicuramente qualcosa di losco. Gli extraterrestri? Mi rifiuto di pensare ad una soluzione cosi' banale. Vedremo.
Ma ora vado che mi comincia CSI (già capisco che l'ottovolante cade. Ecco, è caduto...che dicevo io?).
A letto col nemico
Alla faccia del feng-shui e di tutto il resto, il mio futon cerca, ogni mattina, di mettermi di cattivo umore. E ci riesce benissimo. Dopo la faticosa operazione di estrazione dal letto, che svolgo appoggiandomi al termosifone (cerchero' prossimamente di procurarmi una carrucola), sbatto inevitabilmente il polpaccio contro il futon ("ma porc**@Ma loro non sanno con chi hanno a che fare, poveretti. Comincero'in maniera soft, sbattendo casualmente la scopa contro le doghe, per poi passare alle maniere forti (insulti, velate insinuazioni, pressione psicologica a manetta). Potrei seriamente pensare anche di organizzare una spedizione puntiva.
Vediamo come va mettendo non-stop la musica degli Abba.
lunedì, febbraio 7
Swimming Pool
Quello che mi ha più colpita sono le cuffie: la maggior parte delle signore esibisce quelle da doccia, trasparenti e a pois, probabilmente rubate in qualche albergo durante la luna di miele. Un paio hanno degli eleganti turbanti alti venti centimentri che si chiudono con lo strappo. Provvedero'subito a procurarmene uno, visto che la mia cuffietta color vomito rappresenta, visivamente, un elemento di disturbo. Ed è ovvio che la settimana prossima non manchero'all'appuntamento.
*si avverte che commenti del tipo "ma che cacchio ci facevi in piscina a quell'ora, potevi mica startene a casa sotto le coperte, se l'età media è 70 anni sono affaracci tuoi e te la sei cercata" non sono accettati.
domenica, febbraio 6
Le correzioni
E io di quelle cinque pagine non ho capito veramente niente. Ogni dieci minuti un vistoso calo della concentrazione mi obbligava a sgranchirmi le gambe, pulire la cucina (chi mi conosce sa che quando son nervosa tiro a lucido la casa) e guardare nervosamente l'orologio per vedere se era l'ora di CSI (essi, qui lo mandano in replica la domenica pomeriggio; per gli inediti della quarta serie si deve aspettare il mercoledi' in quarta serata). L'unica cosa sicura, che deduco dal fatto che N. studia geografia, è che lo stage riguarderebbe l'educazione ambientale (l'educazione ambientalista, avrebbe detto la Demente, lontana ex-collega padovana). Embé. Cio'non mi ha impedito di correggere il correggibile, rispedirle il file via email e farle i complimenti per la lettera, con frasi tipo "guarda, se fossi io a dover decidere ti darei lo stage subbbito perché si vede che sei competente e appassionata"...
venerdì, febbraio 4
The D-day

In ogni caso, la povera D. ce l'ha messa veramente tutta per non laurearsi. Ha preso corsi intensivi di violino, si è iscritta ad una scuola di teatro (con relativa fuitina a Roma), ha perso tempo negli USA, si è appassionata di vela per star dietro al moroso. Come si puo' notare, ce l'ha messa veramente tutta per restare un'eterna studentessa. E adesso...snif...sapere che D. era all'università era una certezza per tutti noi, un punto fermo, un qualcosa di immutabile e sicuro come due e due fanno quattro.
Beh, almeno non romperà più i maroni agli amici con 'sta storia della tesi, dato che l'ha capita solo lei (il suo relatore ignora totalmente di cosa si sia occupata, era troppo impegnato a guardarle le tette durante i ricevimenti).
giovedì, febbraio 3
Brest: modalità d'uso (parte seconda e fine)
- tre negozi nella rue de Siam: Kerjean, specializzato in prodotti esotici, dove si puo'entrare solo sapendo cosa si cerca (il proprietario non ammette curiosi); Histoires de chocolat, il cui nome dice già tutto (comprate i cofanetti assortiti, non ve ne pentirete); Dialogues, l'unica libreria tra quelle che conosco dotata di divani (particolarmente affollati quelli della sezione fumetti), di una caffetteria/saletta riunioni (li' ho visto Paco Ignacio Taibo II e Marcello Fois, ma attenzione a non incrociare la terribile Nolwenn!) e di ombrelli che si possono prendere gratuitamente in caso di pioggia (logica vuole che debbano essere poi restituiti...hem...).
- la spiaggia del Moulin Blanc, cui si puo'arrivare a piedi dall'incrocio dell'Octroi (rue Jean Jaurès), prendendo, sulla sinistra dopo il Kaléïdoscope, la lunghissima rue St. Marc. La camminata dura una mezzoretta ed è molto piacevole (anche perché tutta in discesa, il bello viene al ritorno). Si fiancheggiano casette gotiche e casermoni popolari, cespugli di rosmarino selvatico, ciliegi e alberi in fiore (a partire da marzo), la casa rosa detta "di Biancaneve", il negozio di parrucchiere "Epi tête" che purtroppo ha chiuso, pasticcerie che, a Pasqua, espongono in vetrina galline imbalsamate. La spiaggia è da evitare la domenica (bambini e cani di ogni dimensione che scorazzano dappertutto) ed è romantica la sera. Il bagno è sconsigliato in ogni stagione.
- il bar Tour du monde, al porto turistico (vicino alla spiaggia). Di proprietà del famoso velista Olivier de Kersauson, domina la rada ed è popolato da lupi di mare e giovani fighetti. Il venerdi' e il sabato sera si balla sui tavoli (beh l'ho fatto pure io, lo ammetto). Buonissime le cozze con patatine fritte (moules frites).
- un altro bar: chez Kim, a Saint Martin (conosciuto anche come L'horizon). Il proprietario cambia nazionalità ogni sera (un giorno dice di essere malese, quello dopo cinese, la sera dopo giapponese e cosi' via) e, quel che è peggio, tortura la sua povera chitarra cantando canzoni francesi con l'accento asiatico ("gaLe au goLi-i-i-i-lle..."). Da notare che abita in Francia da trent'anni. Al porto commerciale consiglio due bar: Les quatre vents, che di solito propone musica niente male, e il Likidambar (per l'arredamento da bar tropicale).
- locali gay: il Village (squallidissimo, lui e il proprietario), l'Happy, rue Jean Jaurès, che mi è sembrato simpatico, e la Maison (mi han detto che no, è abbastanza triste). Luogo di ritrovo, anche per scambisti, sono i giardini Kennedy, vicino alla stazione (le fonti sono attendibili).
- gli unici due luoghi rimasti intatti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale : la rue de Saint-Malo, dopo il ponte di Recouvrance, e il lavatoio poco distante. Suggestivi e, soprattutto, sconosciuti ai più. Se potete, visitate l'inaccessibile plateau des Capucins e fatevi spiegare dov'era situato il bagno penale per cui Brest, anticamente, era rinomata. Quasi tutta la zona portuale è di proprietà della Marina che, col contagocce, la sta cedendo allo Stato.
- da Recouvrance cercate di arrivare, a piedi, alla route de la corniche (girate alla prima a sinistra dopo il ponte, poi, alla fine della via, a destra fino a un baretto squallido). Questra strada costeggia una buona parte del porto commerciale e dei cantieri navali, per arrivare al porticciolo di Sainte Anne; continuando a camminare sulla costa ci si imbatte in calette di ciottoli e acqua azzurrissima. Questo sentiero fa parte della strada che i monaci di Saint Mathieu percorrevano per andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela (i pannelli lungo il sentiero portano il simbolo della capasanta). Siamo sempre a una mezzora, a piedi, da Brest! Una volta, io ed E. vedemmo pure un sottomarino ("Guarda, un sottomarino!", "Seeeee")
Chiudo qui. Si vede che amo Brest????
Risiko mi fa un baffo
* segnalatomi da Artur Dent, specializzato in passatempi di questo genere.
Brest: modalità d'uso (parte prima)
- il Café de la Plage (place Guérin): bar in puro stile francese, un po' scazzato e un po' alternativo, popolato da vecchiotti e fauna varia (compresa la pazza che balla da sola e senza musica, ex maestra depressiva imbottita di medicinali che l'han rovinata). Piacevole soprattutto d'estate, con i tavolinetti sul marciapiede da cui si domina la piazzetta. Consiglio dello chef: il kir cassis, o il classico sidro.
- la QV, Bar à vins: in fondo alla rue de Siam (si', quella di cui parla Prévert), ideale per gli aperitivi, con piano rialzato (le poltrone sono eccezionali, davvero morbidissime) e taverna. L'arredamento è moderno e caldo, la musica sempre azzeccata (Thievery Corporation, per esempio). Il proprietario è molto loquace e ama essere consultato sulla scelta dei vini, ma se lo si lascia parlare diventa un mulinello incomprensibile. Io prendo sempre un Entre-deux-mers, perché è l'unico vino bianco di cui mi ricordi il nome.
- dalla QV si possono ammirare, la sera, il ponte di Recouvrance illuminato di blu e le luci del porto. Giro consigliato: usciti dalla QV girate a sinistra, passate davanti al castello e arrivate ai bastioni. Fermatevi e contemplate. Il mio posto preferito in assoluto, magico e aperto sull'Oceano, da cui si dominano il porto commerciale e la rada di Brest.
- il Valentin, ristorante minuscolo in una viuzza altrettanto piccola a St. Martin. Specializzato in piatti del sud-ovest della Francia, i prezzi sono abbordabili. Io prendo sempre carpaccio di salmone, magret d'anatra con verdure e gelato al torroncino con coulis di lamponi. Ovviamente il tutto è accompagnato da pane su cui vanno spalmati strati generosi di burro salato. Delizioso, ma mette alla prova anche gli stomaci più allenati. Bisogna prenotare.
- mangio la pizza da Pizza Pietro. Ce ne sono due: Place de la Liberté e St. Martin, e io preferisco quest'ultima (perché ci lavorava un mio studente che mi metteva tripla dose di panna montata sul gelato...tentativo di corruzione? Beh, non so, ma ha funzionato). E' buona anche a La scala, nonostante la pizzeria si spacci sfacciatamente per italiana, di cui in realtà ha solo il nome.
- La galetière (rue Jean Jaurès) e la Crêperie moderne (rue Algésiras) sono le mie creperie preferite. La prima merita un punto in più per la decorazione marinara, mentre nella seconda si possono incontrare a mezzogiorno i prof. della facoltà di Lettere e Scienze Umane, che è a un tiro di schioppo.
- il kebab migliore lo fanno alla Citadelle, rue Danton (bisogna chiederlo in galette, una specie di crêpe leggerissima, e, per favore, senza patatine fritte). Cercate di sedervi all'unico tavolino disponibile, perché in tal caso il proprietario vi offrirà del buonissimo the alla menta.
- per un bicchiere dopo cena: il Comix (St. Martin), regno dei fumetti, Les voisins e, nella stessa via ma più in basso, il Dubliners (ambiente rigorosamente irish e, francamente, irritante). Al Blind Piper (rue de Siam) l'anno scorso c'era un barista fighetto e piercingato che se la tirava un casino. E' anche il bar dei marinai che sbarcano a Brest (non è simpatico rendersi conto di essere due ragazze italiane circondate da quindici energumeni che dichiarano di odiare l'Italia).
- da evitare: l'Arizona, pseudo-locale notturno/discoteca squallido e sporco popolato in gran parte da gente squallida e sporca che o si struscia tipo seconda pelle mentre si sta ballando, o improvvisa spogliarelli integrali sul palco. In più è piccolo e fa un caldo becco.
(continua)
lunedì, gennaio 31
domenica, gennaio 30
Hauru no ugoku shiro
Ora non mi resta altro da fare che aspettare che il mio Hauru passi col suo castello ambulante e mi faccia vivere una storia super-romantica proteggendomi dai malvagi e salvandomi da tutti i pericoli.
Visione consigliata a tutti quelli che si sentono un po' giù di morale.
sabato, gennaio 29
Cip & Ciop dettano legge
Sabato scorso ho invitato a cena da me Cip & Ciop. Li ho chiamati mentre io e L'Altro eravamo al supermercato intenti a cercare gli ingredienti per una bella pasta broccoli e acciughe, facile e rapida.
G.: Ciao Cip & Ciop, vi va di venire a mangiare da me stasera?
C&C: Siiiiiiii' che bello!
G.: Venite verso le otto?
C&C: Ok! Ci fai gli gnocchi, vero, schiava???!!
G.: (guarda interdetta L'Altro) Ehmmmm...si'si' va bene, dai, faccio gli gnocchi. I signori desiderano altro?
C&C: Un tiramisu non sarebbe male, schiava.
G.: Come volete. A più tardi.
E cosi' mi son trovata a cucinare convulsamente per due ore. L'Altro ha fatto degli gnocchi veramente impeccabili, al sugo di pomodoro e tonno, e io un tiramisu che era un gioiellino (con i soliti problemi, come i savoiardi che finiscono improvvisamente e L'Altro che deve scendere di corsa dal casolino sotto casa o gli albumi che non montano). Cip & Ciop han mangiato (senza fare il bis, gli ingrati), bevuto , si son fregati un paio di cd e son partiti poco prima che usassi l'arma letale dello spazzolino. Ovvero: se gli ospiti non sono intenzionati a partire, sono le tre di notte e cadi dal sonno, sotto col piano A: comincia a lavarti i denti dicendo "no no, non voglio mica che partiate, per carità", sputacchiando in giro saliva mista a dentifricio. Il piano B, mettere il pigiama e sbadigliare vistosamente, è da applicare solo in situazioni estreme. Con O. ci sarebbe voluto un piano C, che devo ancora mettere a punto, visto che né spazzolino né pigiama sembravano inquietarlo. Per fortuna che, all'epoca (un paio d'anni fa), vivevo con L'Altro, che se ne prendeva cura (e che, a dire il vero, non è da meno di O.), e potevo andare tranquillamente a dormire senza dover fare la brava padrona di casa.
Ancora una serata tranquilla alla clinica, quindi. Per chi non lo sapesse, abito in una specie di clinica: il piano terra ed il primo piano sono occupati dagli ambulatori, e gli altri due piani ospitano una trentina di appartamenti di varie dimensioni che erano, in origine, stanze per i malati (le porte sono larghe per lasciar passare le sedie a rotelle). Passo la quasi totalità delle mie serate in questo ameno scenario degno di Shining o, più verosimilmente, di The Kingdom, tra vicini psicopatici, voci misteriose, gente che urla, lunghissimi corridoi e lampadine che non funzionano. Ma un vantaggio c'è: le finestre degli appartamenti sono enormi, due metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza, e la luce quindi è all'ordine del giorno. Due sono le cose che non posso sopportare: gli appartamenti al pianterreno e le stanze buie, quelle in cui persino la mattina devi accendere la luce. E io abito al secondo ed ho sempre luce (beh, a partire dalle nove di mattina, visto che prima è ancora buio pesto). Due punti per la clinica!
Mamma mia!
Pretty woman
venerdì, gennaio 28
E stasera mi aspetto nuove atrocità da Nip/Tuck
giovedì, gennaio 27
Tell me why
Stasera vado a vedere: The aviator, e giusto perché c'è una scena con Jude Law nelle vesti di Errol Flynn (eheheh, ho fatto i miei conti!).
Tra un due orette finisco di leggere: "Alias Grace" di Margaret Atwood, una delle più grandi scrittrici canadesi contemporanee. Per un totale di 624 pagine, macabre al punto giusto, in cui nessuno dice la verità ma tutti mentono molto bene, sullo sfondo del carcere canadese di Kingston (da cui forse i miei interrogativi sulla prigione nantese di cui sopra). Aspetto il colpo di scena ed ho già due o tre ideuzze strambe per il finale, ideuzze che provengono sicuramente dalla visione eccessiva di "La signora in giallo".
martedì, gennaio 25
1984
lunedì, gennaio 24
giovedì, gennaio 20
domenica, gennaio 16
Una creperia affollatissima, una cioccolata con la panna, il lungomare, nebbiolina e, sulla vetrina, un simpatico cosino giallo che altro non è che l'ermellino, simbolo della Bretagna..

sabato, gennaio 15
giovedì, gennaio 13
Quasi quasi mi guardo "Dinococcodrillo: il mostro del lago" (mica merda, eh: il produttore è Roger Corman). Le prime scene a sfondo tribale-totemico e i Carmina Burana di sottofondo meritano forse un giudizio meno affrettato...
mercoledì, gennaio 12
martedì, gennaio 11
I passanti sono comunque invitati a non aver paura dei cetriolini suddetti ché non mordono mica (fanno solo un po'ribrezzo) e a lasciare un commento qualsiasi...come già detto, accetto tutto, anche soldi.
lunedì, gennaio 10
Pressing down on you no man ask for
Under pressure
That burns a building down
Splits a family in two
Puts people on streets
Bah bah bah bah bah bah
Bah bah bah bah bah bah
That’s o-kay!
It’s the terror of knowing
What this world is about
Watching some good friends
Screaming let me out!
Pray tomorrow takes me higher
Pressure on people
People on streets
Do do do bah bah bah bah
O-kay
Chippin’ around
Kick my brains round the floor
These are the days
It never rains but it pours
People on streets
People on streets
It’s the terror of knowing
What this world is about
Watching some good friends
Screaming let me out!
Pray tomorrow takes me higher higher higher
Pressure on people
People on streets
Turned away from it all
Like a blind man
Sat on a fence but it don’t work
Keep coming up with love
But it’s so slashed and torn
Why why why?
Love love love love
Insanity laughs under pressure we’re cracking
Can’t we give ourselves one more chance?
Why can’t we give love that one more chance?
Why can’t we give love give love give love?
Give love give love give love give love give love?
Cause love’s such an old fashioned word
And love dares you to care
For people on the edge of the night
And love dares you to change our way
Of caring about ourselves
This is our last dance
This is our last dance
This is ourselves under pressure
Under pressure pressure
domenica, gennaio 9
Mi son ripromessa di guardare per voi il nuovo Oui,chef!: un capo-cuoco vuole aprire il suo ristorante e arruola uno stuolo di apprendisti per insegnare loro il mestiere. Si prevedono lotte a colpi di mattarello, insulti in marsigliese stretto, colpi bassi tra la cella frigorifera e il forno (con il solito sfigato che sarà chiuso dentro uno dei due), forchettate, lanci di farina, scivolamenti accidentali su bucce di banana, pentoloni d'acqua calda che improvvisamente si rovesciano, scherzoni sulla presunta omosessualità di uno qualunque degli apprendisti con conseguenti doppi sensi su "farcire il tacchino" o "sbucciare il porro". Nulla a che vedere, sulla carta, con l'insulso "Il ristorante" condotto da un'imbarazzata e imbarazzante Antonella Clerici (scusa mamma, ma è veramente patetica..e non va certo meglio quando presenta il tuo programma preferito, quello sulla cucina). A giovedi'prossimo.
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giovedì, gennaio 6
mercoledì, gennaio 5

E intanto ho scoperto di avere un nuovo vicino, esibizionista come me. Niente tende alle finestre e vista diretta su un angolo del suo appartamento. Ho capito che: ama gli alcolici e le luci soffuse, le poltrone di cuoio e le librerie in finto noce, che ogni tanto fuma e prima o poi si accorgerà di me che getto sguardi languidi, disinteressati e casuali verso il terzo piano. Ci sarà da lavorare ai fianchi, ma noi certo non ci tiriamo indietro. Dovrei forse togliere il logoro golfino nero che uso per casa e sfoltire un po'l'abbigliamento da omino Michelin (i già citati strati di magliette) per adottare invece un look più trendy e disinvolto. E soprattutto procedere ad una seduta di depilazione preventiva in caso di viste inaspettate. Son sempre sicura che George Clooney prima o poi busserà alla mia porta, in fondo siam quasi colleghi. Sempre di cliniche si tratta. E poi come resistere di fronte al mio nuovo taglietto sbarazzino? Il sig. n.dent, che ha avuto la fortuna di passare qualche oretta padana in mia compagnia a sbevazzare aranciata e coca-cola (lui era quello malato, mica io), mi ha oltraggiosamente paragonata a Paperetta Ye-Ye (astenersi chi non conosce in maniera approfondita le vicende paperopolesi). Io avrei preferito Paperinika o Amelia-la-strega-che-ammalia o, in ultima analisi, il corvo Gennarino o persino Yanez. In realtà mi rendo conto che ho quasi lo stesso taglio di quando avevo sei anni e feci la foto ricordo a scuola, quella in cui sono tutta composta sul banco e sfoggio il grembiulino blu e il fiocco a pois…
Passando a cose più frivole, ecco un aggiornamento musical-letterario postnatalizio, in ordine sparso. Una specie di promemoria personale per le prossime settimane. Ma anche un elenco
Da riascoltare: Thievery Corporation, Pizzicato Five, Marvin Gaye, Portishead & Paul Weller, Nina Simone, Peggy Lee, Franco Battiato, Tim Buckley, Bob Dylan.
Da leggere: Niccolo'Ammaniti ("Ti prendo e ti porto via"), Simonetta Agnello Hornby ("La mennulara"), Rex Stout ("Alta cucina"), Michel Tremblay ("Les chroniques du plateau Mont Royal").
Rileggerei: tutti i libri di Stefano Benni, soprattutto i primi.
Da vedere: "Dracula" di Jesus Franco (ma non ho i codec per leggere il dvd).
Ho visto e mi è moderatamente piaciuto: "Il ladro di orchidee" di Spike Jonze (anche se la seconda parte è fantascienza).
Ho iniziato a vedere e non ho avuto palle di continuare: "Il ritorno di Cagliostro" di Cipri' e Maresco.
Ho rivisto dopo un anno e non mi ricordavo veramente nulla (ma nulla nulla, eh): "Minority Report" di S. Spielberg.
Vorrei vedere: "Ferro 3", ma chissà quando esce qui e con che titolo. E poi mi cagherei sotto a vederlo da sola, dovrei sequestrare qualcuno per farmi compagnia e obbligarlo a restare con me almeno fino alle tre di mattina (come feci l'anno scorso con i due baldi giovanotti che mi costrinsero a vedere "Identity"). Offro thé e pasticcini.
Posso essere utilizzati come simpatico comodino o per farsi vento o per sorreggere tavoli traballanti o per schiacciare cimici e zanzare: "La sorella di Cleopatra" di Penelope Lively e "La pesca alla trota in America" di Richard Brautigan (se qualcuno ha il coraggio di togliere la polvere che c'è sopra).
Ho visto in tv e sono rimasta inorridita: un Pedro Almodovar tutto mossette e mossettine che canta "Cuore matto" tra Little Tony e Mara Venier. Cosa non si fa per pubblicizzare il proprio film...














