domenica, maggio 29

Si ricomincia

Domani parto a Istanbul.
Lunedì prossimo inizio un nuovo lavoro. Sugli Champs, mica fuffa. E no, non sarò commessa da Vuitton (mica ho l'esperienza necessaria, oltre a tutto il resto). E pensare che venerdì ero ancora disoccupata & sconsolata...

mercoledì, maggio 25

La tigre della Malesia a riposo

Sempre all'erta!

Paris le matin

Stamattina l'aria è fresca, il cielo è di un blu incredibile, il contrasto con il verde acceso degli aceri di fronte alla mia finestra e il rosso dei mattoni degli edifici è un piacere per gli occhi e mette da subito di buon umore. La città comincia a muoversi, la porta finestra è aperta e sento rumore di scooter, qualche macchina, vocio di bambini che vanno a scuola. La gatta, come al solito, è partita a esplorare uno dei terrazzini vicini. L'erba del vicino è sempre più verde, no? Un anziano che mi abita di fronte, mezzo pazzo, è sul balcone in accappatoio e gesticola parlando da solo. La città la mattina è bellissima la domenica, quando esco a correre verso le 11 e tutto è ancora deserto, in ogni stagione, incontro solo qualche turista cartinamunito che cerca il Père Lachaise o qualche indigeno con la baguette sotto il braccio che cammina rasentando i muri, o in tuta con gli occhi ancora incollati e il cane al guinzaglio. Ricordo in particolare una mattina ghiacciata di gennaio, il quartiere vuotissimo e un'aria gelida che mi sferzava il viso. Correvo, la musica forte nelle orecchie. Mi ha messo un'energia incredibile.

lunedì, maggio 23

Tocchiamo ferro

Cosa manca ai pomeriggi passati a guardare la Signora in Giallo, al fatto che sono piena di punti che tiracchiano, alla mancanza di lavoro, alle piantine di rose invase dai vermetti e a una gatta indisciplinata? Ma naturalmente il solito vulcano islandese che si mette a eruttare ogni anno quasi nello stesso periodo. Visto che l'anno scorso ho evitato un pelo la chiusura degli aeroporti (ero partita, ignara di tutto, il giorno prima), sento che, dato il mio particolare karma in questi ultimi ann...ehm mesi, la settimana prossima non sarò a Istanbul ma qui a Parigi a maledire cani e porci.

mercoledì, maggio 18

Tonteria

Quando sei reduce da un piccolo intervento chirurgico e, invece di startene tranquilla a casa come le brave ragazze, non solo giochi con la gatta, facendo riaprire le ferite, ma in più ti schianti il mignolo del piede contro un mobile (e non a casa tua). Adesso zoppichi e hai male ovunque, e probabilmente stanotte non dormirai, ma te la sei cercata.

Ohibò, una mezza vaschetta di gelato alla vaniglia con caramello e noci di pecan e passa la paura!

Tecniche di mimetismo

Deve solo perfezionarsi un po'...

Ti rendi conto di aver toccato il fondo quando...

...realizzi di aver passato tutto il pomeriggio a guardare in streaming vecchi episodi della "Signora in giallo" (compreso quello con Jessica Fletcher che aiuta Magnum P.I)...

(Jessica perdonala, non sa quello che dice!!)

lunedì, maggio 16

Midnight in Paris

Una delle poche cose che mi mancheranno di Parigi, città molto difficile da vivere giorno per giorno, sono le passeggiatine serali con il mio amico. Noi diciamo "scendere il cane". "Ti va di scendere il cane stasera? Sì? Da me o da te?". Così finisce che scopriamo tanti nuovi angoli del nostro bell'arrondissement, l'undicesimo, e di quelli limitrofi. Vie, viuzze, boulevards, passaggi, piazze, piazzette e scalinate...non ci sfugge nulla. Neppure certe zone ignote da me classificate come "hic sunt leones". Stasera siamo andati un po' in giro a casaccio, poco lontano perché il mio amico era stanco (anch'io, stanca dopo un week end di cazzeggio a oltranza). Strade semideserte, lampioni un po' fiochi, passi rapidi, griglie nere, giardini segreti, parchi silenziosi, viuzze in salita, bar con insegne colorate, gente che beve e ride e mangia e parla forte. Scorci preziosi che sembrano usciti dritti da un film...

mercoledì, maggio 11

Crimini & misfatti

Ecco la piantina (una primula) che la mia gatta stamattina ha divelto dal terrazzino dei vicini. L'ha poi trascinata per le foglie fino all'ingresso della mia porta finestra.
Complimenti eh.
E adesso con che faccia mi presento da loro per scusarmi?
Piccoli mostri crescono.
Alé.

Perle di saggezza

Il vero specchio dei nostri ragionamenti
è il corso della nostra vita

Montaigne

La revancha del tango

Avete presente piazza della Bastiglia? E' una grande piazza rotonda (la cui circonferenza corrisponde più o meno, anzi più meno che più, alla vecchia prigione), con in centro un'alta colonna verdastra sormontata dal genio della libertà, doratissimissimo. Da questa piazza partono poi diversi viali, come tante zampe di ragno.
Ecco, ieri sera la piazza pullulava di persone. Migliaia di persone, giovani e meno giovani. C'è stato un grande concerto, gratuito come spesso accade qui, per ricordare i 30 anni dall'elezione di Mitterand. 30 anni fa, il 10 maggio 1981, a bastiglia ci fu un grande concerto per festeggiare l'avvenimento. Stasera si è replicato. si sono esibiti vari artisti, alcuni dei quali a me completamente sconosciuti, e, per ultimi, i Gotan Project. E'un gruppo ormai noto ovunque (persino nella pubblicità di non so che detersivo), franco-argentino, anche se i tre membri sono un argentino, un francese e un belga, come nelle barzellette, e vivono qui. Fanno una specie di elettrotango, o non so come si chiama. Non sono appassionatissima, però ero curiosa. Alla fine, è stato magico. Emozionante.


La scena è buia. sono illuminate solo due persone (ma si intuisce che ce ne sono di più...e alla fine si vedranno in totale sette musicisti, tra cui una violinista): un ragazzo con una fisarmonica e un uomo con una chitarra, la gamba sinistra poggiata su una sedia. Tutti e due portano il "vestito della domenica": completo grigio scuro con panciotto dello stesso colore, camicia bianca, cravatta rossa e cappello scuro leggermente calato sugli occhi. cominciano a suonare. A un tratto, arriva una donna bellissima, mora capelli lunghi mossi e vestito nero da sera e comincia a cantare. Vi giuro che mi sono veramente sentita in una bettola di Buenos Aires a inizio novecento, tra gente losca, immigrati, prostitute, giocatori d'azzardo, magnaccia e ballerini di tango.
Alla fin fine, tutte le loro canzoni mi sembrano uguali. E preferisco i meno noti Bajofondo. Però, chissene. Son tornata a casa col sorriso sognante e gli occhi danzerini.

mercoledì, maggio 4

lunedì, maggio 2

A proposito di quadri...

Per la persona che ha commentato sotto: a proposito di quadri...Questa foto sembra finta ma assicuro che l'ho scattata io, di pirsona pirsonalmente. Ecco, forse la qualità non è il massimo (ho usato l'iPhone del mio compagno di viaggio, causa perdita per strada del caricabatterie della mia macchinetta...lo immagino mentre ora viaggia felice nel nord ovest andino).

Questa montagna impressionante è il Fitz Roy, sulle Ande, nel sud della Patagonia.

Sembra proprio un quadro, sembra finta. E pensa a quando una cosa simile te la vedi con i tuoi occhi! Eravamo scesi dal pullman che ci stava portando a El Chaltén, visto che volevamo anzi volevo io fare a tutti i costi una lunga camminata di 22 km (andata e ritorno, eh) fino a Laguna Torre, ai piedi del Cerro Torre (che nella foto è poco più a sinistra e non si vede). Di fronte a cotanta bellezza sono rimasta basita, senza parole, impressionata, di sale, intimorita, senza fiato, letteralemente senza respiro, con la gola secca, in una sorta di mistica commozione.

E intanto...il mio compagno di viaggio se ne stava nascosto dietro il pullman a fumarsi la sua sigarettina...sigh...triste non poter condividere questi momenti...


Finistère uber alles

Il Finistère è verde verde, verdissimo, di tutte le sfumature di verde, dal verde quasi fosforescente dei prati appena tagliati a quello scurissimo delle foreste, e poi è denso di vegetazione, ricco, rigoglioso, pieno di boschi e foreste e fiumi e stagni e laghetti, e tanti tanti fiori dai mille colori, e con dolci colline (la più alta è 300m), e poi le falesie a picco sull'oceano e il mare gelido come la morte...e ho sgambettato come una capretta per il sentiero costiero, a tratti impervio, saltellando fra i massi e passando fra rovi e ortiche, ho visto tante caprette e un bel caprone che brucava tranquillo su un prato a picco sul mare, con tanti maialini neri piiiiiiiccoli che gli correvano fra le zampe, e pecore e mucche, e ruscelli da guadare, e quello che avevo preso per una foca e invece era uno scoglio, e pescatori, e tantissimi gabbiani, e il paesello della sardina, e ancora tanti maiali ma stavolta enormi, e un tipo che suonava uno strumento stranissimo, da solo su una roccia, e le solite lacrime che sti paesaggi mi fanno scendere (ma proprio in una creperia mi doveva succedere?).......
chissà perché mi piacciono tanto i "bordi", queste terre di confine quasi a strapiombo sul mare, delle terre strane, rudi, molto orgogliose, inizialmente difficili, ma molto ospitali...