mercoledì, gennaio 5

Nonostante i piaceri della ridente (o ridicola?) Padania son riuscita a tornare, passando indenne attraverso interminabili viaggi in treno, controllori accomodanti, compagni di viaggio penosi e tram fantasma. Il tutto accompagnata da un enorme e pesantissimo zaino ormai a brandelli che devo aver riempito di sassi in un momento di disattenzione, cosi', tanto per farmi un bello scherzo. Al mio arrivo a Nantes alle 22 di ieri sera sono stata assalita da una serie di questioni metafisiche: perché non c'è nessuno in giro? perché nessuno è venuto a cercarmi? perché l'ultimo autobus passa alle 20? perché sono l'unico essere di sesso femminile che aspetta penosamente il tram in mezzo ad una marmaglia di adolescenti ubriachi? perché sono l'unica che aspetta il tram 2? Alla fine mi son fatta venti minuti a piedi che sembravo uno stantuffo rabbioso ma, ahimè, proprio come la piccola fiammiferaia sono rimasta da sola fino alla fine. Nessuno ha avuto pietà. O forse nessuno ha avuto il coraggio né di aiutarmi né di darmi il colpo di grazia. Eppure bastava veramente poco. Nella mia testolina bolle già l'idea di una piccola fiammiferaia versione dark che si vendica di tutto e tutti, un misto tra Cybersix e American Psyco. Nantesi, tremate.

E intanto ho scoperto di avere un nuovo vicino, esibizionista come me. Niente tende alle finestre e vista diretta su un angolo del suo appartamento. Ho capito che: ama gli alcolici e le luci soffuse, le poltrone di cuoio e le librerie in finto noce, che ogni tanto fuma e prima o poi si accorgerà di me che getto sguardi languidi, disinteressati e casuali verso il terzo piano. Ci sarà da lavorare ai fianchi, ma noi certo non ci tiriamo indietro. Dovrei forse togliere il logoro golfino nero che uso per casa e sfoltire un po'l'abbigliamento da omino Michelin (i già citati strati di magliette) per adottare invece un look più trendy e disinvolto. E soprattutto procedere ad una seduta di depilazione preventiva in caso di viste inaspettate. Son sempre sicura che George Clooney prima o poi busserà alla mia porta, in fondo siam quasi colleghi. Sempre di cliniche si tratta. E poi come resistere di fronte al mio nuovo taglietto sbarazzino? Il sig. n.dent, che ha avuto la fortuna di passare qualche oretta padana in mia compagnia a sbevazzare aranciata e coca-cola (lui era quello malato, mica io), mi ha oltraggiosamente paragonata a Paperetta Ye-Ye (astenersi chi non conosce in maniera approfondita le vicende paperopolesi). Io avrei preferito Paperinika o Amelia-la-strega-che-ammalia o, in ultima analisi, il corvo Gennarino o persino Yanez. In realtà mi rendo conto che ho quasi lo stesso taglio di quando avevo sei anni e feci la foto ricordo a scuola, quella in cui sono tutta composta sul banco e sfoggio il grembiulino blu e il fiocco a pois…

Passando a cose più frivole, ecco un aggiornamento musical-letterario postnatalizio, in ordine sparso. Una specie di promemoria personale per le prossime settimane. Ma anche un elenco

Da riascoltare: Thievery Corporation, Pizzicato Five, Marvin Gaye, Portishead & Paul Weller, Nina Simone, Peggy Lee, Franco Battiato, Tim Buckley, Bob Dylan.

Da leggere: Niccolo'Ammaniti ("Ti prendo e ti porto via"), Simonetta Agnello Hornby ("La mennulara"), Rex Stout ("Alta cucina"), Michel Tremblay ("Les chroniques du plateau Mont Royal").

Rileggerei: tutti i libri di Stefano Benni, soprattutto i primi.

Da vedere: "Dracula" di Jesus Franco (ma non ho i codec per leggere il dvd).

Ho visto e mi è moderatamente piaciuto: "Il ladro di orchidee" di Spike Jonze (anche se la seconda parte è fantascienza).

Ho iniziato a vedere e non ho avuto palle di continuare: "Il ritorno di Cagliostro" di Cipri' e Maresco.

Ho rivisto dopo un anno e non mi ricordavo veramente nulla (ma nulla nulla, eh): "Minority Report" di S. Spielberg.

Vorrei vedere: "Ferro 3", ma chissà quando esce qui e con che titolo. E poi mi cagherei sotto a vederlo da sola, dovrei sequestrare qualcuno per farmi compagnia e obbligarlo a restare con me almeno fino alle tre di mattina (come feci l'anno scorso con i due baldi giovanotti che mi costrinsero a vedere "Identity"). Offro thé e pasticcini.

Posso essere utilizzati come simpatico comodino o per farsi vento o per sorreggere tavoli traballanti o per schiacciare cimici e zanzare: "La sorella di Cleopatra" di Penelope Lively e "La pesca alla trota in America" di Richard Brautigan (se qualcuno ha il coraggio di togliere la polvere che c'è sopra).

Ho visto in tv e sono rimasta inorridita: un Pedro Almodovar tutto mossette e mossettine che canta "Cuore matto" tra Little Tony e Mara Venier. Cosa non si fa per pubblicizzare il proprio film...

2 commenti:

  1. non c'era niente di oltraggioso nel paragonarLa a Paperetta (mica Le ho detto che scodinzola come una paperetta)..forse a non farle apprezzare il complimento (che di complimento si tratta come cercherò di spiegare)è il fatto che, se ben ricordo, questa papera adolescente è bionda, e mi è parso di capire che Lei d'istinto ha una certa viscerale repulsione per le bionde.. ma provi a mettersi nei panni di un pre-adolescente che riusciva si e no a identificarsi con Qui Quo Qua (e come compagni di giochi aveva i tre fratelli Carlo Gino e Pino) che vede irrompere questa adolescente scatena ormoni (identificata poi con la figlia del gestore del bar del patronato, tre anni più vecchia di me, ovvero seconda media contro quinta elementare)che invece delle solite trecce e code di cavallo sfodera un taglio corto..ovviamente in me si è verificato un imprinting positivo col capello corto-Paperetta...

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  2. Per questa volta è perdonato, allora. Comunque a essere pignoli anche Rockerduck, Pico de'Paperis e Paperoga hanno il capello corto, e non certo biondo...Per fortuna nonostante Lei fosse malaticcio non ha osato paragonarmi a Nonna Papera...

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