giovedì, dicembre 16

Che ho fatto in questi giorni di silenzio? Mah. Difficile a dirsi. Intanto ora sono reduce da un sedicente corso pomposamente intitolato "cultura italiana" in cui il Mago pancione ci ha appioppato per due ore le solite menate su Dante-Petrarca-Manzoni che nessun italiano normale le regge più. E domani parto alla volta di Parigi prima di sbarcare in Italia per una decina di giorni. Uauuuu! E chi li regge più questi francesi...più li conosco e più mi vien voglia di evitarli. In quattro anni di lontananza dalla madrepatria mai mi era passata per la testa l'idea di rientrare definitivamente. Sarà che Brest e la Bretagna non sono la Francia ma un'isola sperduta lontana da tutto, dove ho potuto vivere tranquillamente avendo a che fare con gente strana ma simpatica. Qui a Nantes i francesi son veramente francesi, cioè intriganti, superbi, sciovinisti, ligi al dovere e tutto il peggio possibile. Guai a chi sgarra. Io, che del baro, della bugia a oltranza e dei mezzucci ho fatto la mia regola di vita, qui mi sento spaesata. Il mio motto "solo alla morte non c'è rimedio", tratto dalla Bibbia secondo Elio e Le Storie Tese, è visto come un segno di demenza senile. "Tutto è un dramma", direbbero qui. Ma fatemi un piacere! 'Sti Francesi in Italia non riuscirebbero a sopravvivere due giorni. Pfui.

Una delle uniche cose positive di Nantes è l'enorme dispiego di soldi per le luminarie. Ce ne sono dappertutto (in centro, beninteso..dalla clinica in cui abito si riescono a vedere solo i bagliori) e di ogni forma e colore: maxifiocco di neve bianco, lamapdario dorato, simil-tende...si arriva persino alla scritta gigantesca e kitsch "Nantes 2005". Il problema è che dette luminarie son si' carine e tutto quanto, ma peseranno tre quintali l'una...quindi ogni volta che ci passo sotto o a fianco ho una certa apprensione, il passo si velocizza ed il respiro resta in sospeso per qualche secondo. Ora aspetto di vedere cosa è stato fatto a Padova: sarà sicuramente più bello e originale...

Consigliato a tutti coloro che passano a Nantes: il Live bar, rue de Strasbourg (vicino al castello dei duchi di Bretagna). Atmosfera accogliente, luci soffuse, colori caldi, decorazione simpatica (esigo di avere anch'io una tendina fatta di lucine di Natale a forma di stella!), prezzi contenuti e, soprattutto, tanti giochi. No, non è la demenza senile di cui parlavo prima (per quella c'è sempre tempo e di sicuro non tarderà) o un rincoglionimento progressivo (uhm). E'proprio la presenza di un gran numero di giochi di società: carte di ogni tipo, giochi di ruolo, tattici, di abilità etc. Si puo'scegliere su un menu speciale a cosa si vuole giocare; noi ieri sera abbiamo optato per un "piatto agrodolce" (anche se io ne volevo uno "ben speziato"), e ci siam visti arrivare un gioco ambientato in un castello, con le pedine e le carte. A volte si puo'anche interagire con altre tavolate per creare vere e proprie scenette. Ieri son riuscita a barare e ad arrivare ultima. Il gioco successivo, con le carte, ha visto tutti gridare come degli indemoniati sbattendo mucchietti di carte sul tavolo. Sono arrivata seconda senza capire granché delle regole e del senso del gioco. Tiè!

1 commento:

  1. ..forse è l'influenza dei duchi di bretagna a rendere il posto gradevole..ma oltre ai giochi ti portano pure da bere o bevono solo i vincitori?
    ...delle luci di padova non mi aspetterei molto..è vero che da casa mia non vedrei nemmeno i riflessi di una base spaziale (ma solo perchè sonno accecato dall'albero del vicino che ha elettrificato una quercia)

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